MotoGP, Rossi: “Vado avanti, mi sento ancora in formissima”

A Losail, due settimane fa, Valentino Rossi ha cominciato la sua 23.esima stagione nel Motomondiale, la 19.esima in classe regina. Un debutto prezioso, condito da un’ottima prestazione, unico a tenere il passo del duo Dovizioso-Marquez, che si è poi giocato la vittoria, ottenendo un 3° posto che fa morale, il 228.esimo in top-3. Eppure, non sono pochi quelli che hanno criticato sia lui che la Yamaha per il rinnovo firmato nel corso di quest’inverno, che legherà la Casa di Iwata e il Dottore fino al 2020, quando il pesarese avrà 41 anni.

Valentino Rossi, sul podio del GP del Qatar 2018 (foto da: racesport.nl)

In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, Valentino ha raccontato il suo momento attuale, rispondendo a chi lo critica e definendo i suoi obiettivi sia per la stagione in corso che per il prossimo futuro. “Voglio assolutamente confermarmi al top. Questo mi da tutta la carica che mi serve per andare avanti. Voglio finire così la mia carriera” – spiega il Dottore – “Il mio obiettivo è di arrivare alle gare pensando ancora di potermi giocare la vittoria o quantomeno il podio. Nelle ultime annate sono stato tre volte vice-campione del mondo, risultando sempre competitivo, eccezion fatta probabilmente per il 2017“.

Il nostro sport non è come l’atletica leggera, il ciclismo, o il calcio. Quando passano gli anni, quel che si perde è soprattutto la motivazione. Ma c’è anche un problema fisico, dato che perdi un po’ di prestazioni e ti devi allenare di più. Devo però dire che i piloti in Formula 1 o noi nelle moto, da questo punto di vista, siamo abbastanza fortunati. Fino a 40 anni, se hai voglia, pur dovendoti fare di più il mazzo, fisicamente ci sei e te la puoi giocare“, prosegue Rossi.

A chi ha parlato di un Valentino incapace di appendere il casco al chiodo, di dire basta e fermarsi, il nativo di Tavullia replica così: “Secondo me dà più gusto ed è più facile dire che uno è finito, invece di riconoscere il fatto che abbia le palle e sia ancora lì a provarci. Ci sono due tipi di persone. Da un lato, abbiamo quelli che apprezzano se un altro è un grande, e godono un pò anche loro. Dall’altro, invece, ci sono quelli invidiosi, che riflettono la propria piccolezza sugli altri. In Italia va di moda farlo“.

Così, invece, Valentino si esprime sul campionato appena cominciato e sulle possibilità della sua Yamaha: “Nel 2017 abbiamo perso tempo perché la M1 era una moto sbagliata. Quello che Ducati e Honda, secondo me, hanno fatto meglio, è aver lavorato più tempo, con più soldi e più gente, alla parte elettronica. Lì sta il nostro tallone d’Achille” – sottolinea il nove volte Campione del Mondo – “La Yamaha lo ha capito e sta correndo ai ripari, ma siamo in ritardo. Per queste aree servono gruppi di lavoro che cerchino di tirare fuori il massimo. Arriveranno piste dove si soffre il grip al posteriore, dove noi saremo inferiori e si dovrà faticare. Con la M1 2018, però, la mia speranza è che la sofferenza sia minore“.

Sarebbe bello ritrovarsi a lottare per il titolo e, credo, non ci manchi granché per esserne in grado” – conclude Rossi – “Nel 2017, sulla moto avevamo solo i difetti. Quest’anno alcuni difetti sono rimasti, ma abbiamo anche cose positive. Io e Maverick possiamo fare di più e ne abbiamo le chance. Possiamo dire la nostra“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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