MotoGP, Gran Premio di Valencia: le dichiarazioni dei piloti dopo le prime sessioni di libere

Si sono concluse oggi le prime due sessioni di prove libere sul circuito della comunità valenciana, penultimo round del Motomondiale.

Giornata molto positiva per la Ducati, che strappa primo e terzo tempo con Miller e Bagnaia nella combinata, mentre Dovizioso, primo tra i pretendenti al titolo, chiude sesto. Male invece la Yamaha, che vede tutti i suoi piloti di punta, eccezion fatta per Morbidelli e Vinales, arrancare fuori dalla top ten. Andiamo a rileggere le parole dei protagonisti al termine delle FP2.

Miller

Ducati: buona prova del team Pramac

Torna protagonista il team Pramac della Ducati, con Miller e Bagnaia che si piazzano entrambi in prima fila e accederanno direttamente alla Q2. Il pilota australiano si è detto soddisfatto della sua prova e ha confermato come il circuito di Valencia sia stato un buon test per prepararsi al prossimo anno quando, ad attenderlo, ci sarà il team ufficiale:

Queste sessioni sono state un po’ il test per il 2021 perché abbiamo giocato molto con la geometria della moto per capire quale direzione seguire. – Ha dichiarato il pilota australiano – Abbiamo lavorato sul set up per risolvere i problemi che abbiamo avuto lo scorso weekend“.

Soddisfazione anche per Pecco Bagnaia, che esce dall’incubo di tre gare consecutive terminate anzitempo causa ritiro:

Riesco ad avere le sensazioni che mi mancavano da diverse gare, il passo è buono e questa giornata è positiva. Avevo bisogno di iniziare il weekend così dopo alcuni GP tutt’altro che esaltanti tra cadute, giornate lente e poca fiducia. Questa è una pista simile a Misano e Jerez dove siamo andati forte, c’è tanto grip ed è costante in tutte le sue curve “.

Chiude il cerchio dei piloti Ducati Andrea Dovizioso, il quale sembra finalmente aver ritrovato un buon feeling con la moto:

È stata una giornata positiva. Rispetto alla settimana scorsa il mio feeling con la moto è migliorato e siamo riusciti a capire il motivo per cui in gara non ero riuscito ad essere competitivo fin dalle fasi iniziali. Sono sicuro che potremo disputare sia una buona qualifica domani che una buona gara domenica.Abbiamo individuato anche alcuni settori della pista in cui possiamo ancora migliorare”.

Yamaha: Quartararo e Rossi sottotono

Continua il momentaccio della Yamaha, che sul circuito valenciano riesce a piazzare i soli Morbidelli e Vinales in Q2, mentre vede Quartararo e Rossi, i due piloti di punta, stazionare malinconicamente al sedicesimo e diciottesimo posto:

Non sono particolarmente veloce e sono indietro in griglia dichiara il pilota pesarese- ho un po’ troppi movimenti e non riesco a portare velocità in curva. Abbiamo un po’ di cose da fare e speriamo di essere più competitivi per domani. Sulla gomma eravamo indecisi perché domani non si sa come sarà il tempo, domani ci proverò”.

Il feeling non era buono ed è stato un po’ strano, perché generalmente quando facciamo grandi cambiamenti sulla moto li sentiamo. Ma stavolta li abbiamo fatti, eppure il feeling era lo stesso, né meglio né peggio”. Esordisce così Fabio Quartararo, che sul circuito di Valencia vede forse sfumare le ultime speranze di titolo, a meno di clamorosi miracoli in qualifica:

Abbiamo iniziato le FP1 con la stessa base di domenica, poi abbiamo fatto qualche modifica, abbiamo provato qualche mappe, abbassata sul davanti, molte cose che generalmente non facciamo. Dobbiamo parlare bene con il team per i piani di domani, ma sicuramente dovremo provare qualcosa fuori dal normale che non abbiamo mai provato. Non è facile capire perché abbiamo questo problema, perché non lo abbiamo mai avuto. Dobbiamo capire che direzione prendere per la terza sessione di prove libere, ma sicuramente qualcosa di estremo”.

Quartararo si dice preoccupato perché, insieme al team, non è riuscito ad individuare i problemi della moto, che continua ad avere un passo difficoltoso soprattutto sulla gara doppia: “Preoccupato? Sì, un po’, perché generalmente sappiamo il motivo per cui abbiamo problemi. Si passa dal lottare per la vittoria al lottare per i punti e questo è difficile da capire. Inoltre nelle gare doppie vediamo che tutti migliorano, ma noi no. Abbiamo avuto un venerdì davvero complicato, forse è il primo in cui faccio così tanta fatica. Perché normalmente quando proviamo il time attack con le gomme nuove vediamo un miglioramento, invece stavolta non è stato così. Ho avuto molte difficoltà, ma è molto più complicato adattarsi alla moto rispetto allo scorso anno”.

Suzuki, Mir non fa drammi. La Honda gioisce con Nakagami

Non fa drammi Joan Mir, leader della classifica iridata, che si è dovuto “accontentare” di un semplice undicesimo posto alla fine delle due sessioni di prove libere e dovrà ancora lottare per entrare in Q2:

““Sto bene, è stata comunque una buona giornata. Non sono riuscito a migliorare con la seconda moto la mia prestazione con la gomma morbida, ma credo che in condizioni normali avrei potuto tranquillamente fare meglio. Non saprei di quanto, ma sono certo che avrei fatto meglio di così. Per cui non sono così preoccupato e domani mi concentrerò per entrare in Q2“.

Una sessione di libere condizionata, per Mir, da una caduta alla curva 4: ““E’ stata una caduta tipica della curva 4. Non avevo sufficiente temperatura sulla gomma, ho perso il controllo e non ho potuto fare molto. Ho pensato, in quel momento, solo ad alzarmi velocemente per non perdere ulteriore tempo e portare a termine il mio programma di lavoro. Per cui credo sia stato un episodio utile per farmi capire il mio limite“.

A far registrare un ottimo tempo, il secondo in 1:30.716, nella combinata è stato il giapponese Nakagami con la sua Honda:

Abbiamo avuto una buona partenza. – ha affermato – Ho buone sensazioni in moto, ma sono cauto perché non so quanto possano migliorare gli altri. Dobbiamo mettere a posto ancora alcune cose, soprattutto quando montiamo gomma morbida, che per noi lo è un po’ troppo. Non sarà lo pneumatico da usare in gara, ma è bene adattarsi ad ogni tipo di situazione”.

Nakagami si è infine soffermato sull’addio di Cal Crutchlow, destinato ad un futuro da test driver in Yamaha: “Mi dispiace molto perché è una bella persona, che scherza tanto, e mi trovavo molto bene con lui. Come pilota continuo a studiarlo, perché lui ha una buona sensibilità alla guida. Marquez, ad esempio, è più aggressivo: difficile copiare ciò che fa. Con Cal è diverso: ci sono punti della pista in cui va più veloce. Ad esempio, ha un’ottima accelerazione in uscita dalle curve”.

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