Mondiali volley femminile 2022: Poker azzurro,Kenya ko

Le ragazze di Mazzanti, reduci dalla vittoria per 3-1 sul Belgio,liquidano 3-0 la formazione keniana con un ampio turnover. Top scorer del match Chumba con 17 punti,12 per Nwakalor.

Un’Italia poco entusiasmante, riesce comunque a battere il Kenya e a centrare la quarta vittoria consecutiva nel girone A del mondiale di volley femminile in corso tra Olanda e Polonia.

Nel primo raggruppamento, in scena ad Arnhem, le ragazze azzurre allenate da Davide Mazzanti, reduci dalla vittoria sofferta contro il Belgio per 3-1, hanno liquidato con un secco (ma tutt’altro che convincente), 3-0 un coriaceo Kenya, reduce dalla vittoria nel derby africano contro il Camerun.

Per le keniane, brave soprattutto a rimanere in vita nel secondo set dove sono riuscite a mantenere l’equilibrio fino al 23 pari, spiccano i 17 punti di una scatenata Chumba, capace di siglare quasi la metà dello score solo nel secondo set, approfittando delle falle azzurre in difesa, dove le nostre portacolori non sono state sempre puntuali sotto rete e in fase difensiva.

Lo dimostrano, d’altronde, i soli 12 punti messi a segno dall’opposto bisontino Sylwia Nwakalor, subentrata a Paola Egonu in uno dei tanti cambi messi in atto dal ct di Marotta, che ha optato per un ampio turnover facendo riposare tutte le titolari in vista del match contro l’Olanda di lunedì.

L’opposta bisontina, infatti, ha faticato spesso a mettere a segno i punti nel match, grazie anche ai muri delle keniane che ne hanno limitato gli attacchi e hanno impedito alle azzurre di esprimere la loro migliore pallavolo.

Tuttavia, questo risultato consegna il passaggio alla seconda fase, dove l’Italia dovrà alzare il ritmo e trovare fiducia nel gioco e nei suoi mezzi per poter puntare a quel sogno iridato che manca da venti anni, quando a Berlino nel 2002, Togut e compagne si presero l’iride contro gli Stati Uniti al tie break.

Un’Italia che ancora non ha espresso la parte migliore di sé, ma che proverà ogni cosa per cercare di arrivare in fondo ed emulare le gesta maschili, laureatisi campioni del mondo meno di venti giorni fa a Katowice contro i padroni bi iridati della Polonia, dopo che vi avevano già vinto l’Europeo lo scorso anno.

Una doppietta azzurra è possibile, a patto di crescere e di abbandonare la mentalità del “vincere non è importante, è l’unica cosa che conta”.

Un patto che deve essere stretto e che ci deve portare fino alla finale del 15 ottobre.