Mondiali karate 2021: Marino e Semeraro in finale; fuori Ferracuti, Martina e El Sharaby

Prima giornata in chiaroscuro per gli azzurri: i venticinquenni, l’uno fiorentino , l’altra tarantina, volano in finale per l’oro contro il georgiano Atakia e l’azera Zaretska in programma sabato all’ora di pranzo italiana. Fuori, invece, Clio Ferracuti, Michele Martina e Ahmed El Sharaby Ezzat.

Si è conclusa la prima giornata di qualificazioni ai mondiali di karate, in corso di svolgimento all’ Hamdan Sport Complex di Dubai. Una prima giornata che, nonostante le delusioni, ci ha già portato in dote due medaglie certe dal kumitè, specialità di lotta del karate.

In questa categoria, i nostri portacolori Simone Marino e Silvia Semeraro hanno raggiunto la finale per l’oro, che disputeranno entrambi sabato verso l’ora di pranzo in Italia conto i rispettivi avversari Atakia e Zaretska.

Il carabiniere fiorentino, già campione d’Europa a Koaceli nel 2017 e vicecampione del mondo nello stesso anno, nonché medaglia di bronzo nella prova a squadre ai mondiali di Madrid del 2018, ha centrato la finale per il metallo più pregiato nella categoria riservata ai +84 kg battendo in scioltezza il kazako Yuldashev e l’indiano Sehrawat con i rispettivi punteggi di 5-0 e 4-0, per poi vincere in maniera un po’ più sofferta contro il cileno Rojas (2-0), e il transalpino Boussag (1-0).

In semifinale, poi, ha anche qui superato di misura col punteggio di 2-1 l’azero Gurbanli, guadagnandosi l’accesso alla finale per il metallo più pregiato, dove cercherà di salire sul Tetto del Pianeta dopo averlo sfiorato quattro anni fa.

Percorso intonso anche per la poliziotta pugliese, già campionessa mediterranea ai Giochi del Mediterraneo di Tarragona del 2018 ed europea, grazie all’oro conquistato ai Giochi europei di Minsk del 2019.

Infatti, nella categoria riservata ai -68 kg, l’atleta delle Fiamme Oro ha avuto ragione prima della polacca Godlewska, poi la temibile slovacca Kopunova per 1-0. Negli ultimi due turni di pool, poi, ha sconfitto con i punteggi di 3-1 e di 1-0, rispettivamente, la marocchina Brouk e Agier, grazie ai quali ha conquistato l’accesso alla semifinale, vinta contro la canadese Bratic per 1-0.

Ora, le resta un ultimo ostacolo per entrare nella storia, come per Marino. Un ostacolo ostico e difficile, rispondente al nome di Arina Zaretska, già vicecampionessa olimpica a Tokyo.

Niente da fare, invece, per Clio Ferracuti, Michele Martina e Ahmed El Sharaby, eliminati, rispettivamente, nelle categorie riservate ai +68 kg, +84 kg e -75 kg.

Nel primo caso, la poliziotta romana è inciampata nella belga Mullolo per 3-2, dopo aver sconfitto la thailandese Songklin col netto punteggio di 5-0.

Discorso analogo per il collega Michele Martina nei +84 kg dove, dopo aver sconfitto nettamente l’estone Baranov, è caduto sotto i colpi dell’albanese Karaqi. Anche nella categoria dei -75 kg, dove gareggia anche il nostro capitano e Campione olimpico Luigi Busà (assente per un infortunio), il karateka romano con origini egiziane Ahmed El Sharaby è soccombuto contro il tedesco Rettenbacher dopo aver superato il marocchino Ouassi per 2-1.

Tre delusioni cocenti, alle quali, tuttavia, fanno da contraltare i due traguardi fantastici delle finali di Simone Marino e Silvia Semeraro. Con la speranza che, questa lunga onda azzurra, travolga di gioia anche Dubai.

D’altronde. in questo 2021, tutto ci sta venendo possibile. Perciò, puntare e sognare non è più così proibitivo.

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