Mondiali karate 2021: Italia nella leggenda, è oro nel kumitè a squadre

Gli azzurri centrano il primo, storico oro nel kumitè a squadre alla seconda finale dopo Tampere 1982. Chiusura col botto con nove medaglie all’attivo su nove finali.

Nove finali centrate, nove medaglie prese. L’ultima, pochi minuti fa, è addirittura del metallo più pregiato. Una medaglia storica, che proietta gli azzurri del kumitè a squadre direttamente nei libri di storia del karate e mette il punto esclamativo su un mondiale splendido per i nostri portacolori, che, pur senza Luigi Busà, si sono resi protagonisti di un mondiale fantastico.

Ma, per renderlo fantastico, mancava la proverbiale ciliegina sulla torta, quel dolce buonissimo che pone fine ad un pasto sostanzioso e ottimo per il palato. Alla fine, è arrivato, grazie ai ragazzi del kumitè a squadre maschile che si sono resi protagonisti di una prova dominante contro la Serbia che li ha proiettati sul Tetto del Mondo per la prima volta nella storia.

I ragazzi del kumitè a squadre dopo la conquista della medaglia d’oro nella finale contro la Serbia

Ragazzi d’oro: il match e il ritratto della squadra del kumitè a squadre

Il successo, ottenuto dai fratelli cilentani Gianluca e Daniele De Vivo (dei Carabinieri), dal fiorentino Simone Marino (anche lui carabiniere come i sopra citati fratelli salernitani), dai romani Michele Martina, Ahmed El Sharaby e Lorenzo Pietromarchi (quest’ultimo della Bracelli Club), e il poliziotto partenopeo Luca Maresca, è arrivato al termine di un incontro dominato contro la Serbia dove, prima Daniele De Vivo con il punteggio di misura di 1-0 e poi Ahmed El Sharaby col punteggio di 5-2, regalavano i primi due round agli azzurri della finale, che a quel punto diventava una formalità per gli azzurri.

Infatti, dopo El Sharaby, il secondogenito dei De Vivo chiudeva la contesa per il 3-0 finale e il primo storico oro che ci ha portato in dote la nona medaglia del mondiale. Ma, soprattutto, ci ha riconsegnato la medaglia nel kumitè a squadre maschile a quasi quarant’anni di distanza dai mondiali di Tampere del 1982, quando fummo sconfitti in finale dalla Spagna.

Un oro straordinario, per sette ragazzi che, da quest’oggi, saranno tinti tutti d’oro. E, come in tanti altri sport, aggiungono puntualmente l’ennesimo alloro azzurro in questo 2021 che sembra non finire mai, anche se stiamo galoppando verso dicembre, il mese che segna la chiusura di ogni anno solare.

Un anno solare che, per noi, resterà per sempre nella nostra memoria sportiva. Grazie a questa grande Italia dello sport che, da oggi, avrà anche questi sette leoni d’oro del karate.

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