Mondiali ciclismo su strada 2022: Fenomenale Evenepoel, è campione del mondo

Il ventidueenne belga, già vincitore della Vuelta e della Liegi, completa il trittico dominando la prova in linea iridata davanti a Laporte e a Matthews. Quinto Trentin, ottavo Bettiol.

Remco Evenepoel è semplicemente fenomenale. Il ventidueenne belga, in forza alla Quick Step, ha vinto la prova in linea di ciclismo su strada disputatasi a Wollongong (Australia), grazie ad un fenomenale attacco sull’ascesa del Mount Pleasant a trenta chilometri dall’arrivo, che gli ha permesso di involarsi verso una meritata medaglia d’oro in solitaria.

Remco Evenepoel, 22 anni, festeggia raggiante sul traguardo dopo la fuga che lo ha portato al titolo mondiale.

Con questa vittoria, il ciclista fiammingo ha concesso il bis dopo aver già vinto nel 2018 la medesima prova tra gli juniores e, soprattutto, ha chiuso un trittico magico che lo aveva già visto trionfare alla Liegi-Bastogne-Liegi e alla Vuelta, che si era disputata solo poche settimane fa.

Soprattutto, ha riportato in Belgio il titolo mondiale dieci anni dopo il trionfo di Philippe Gilbert, quando trionfò sulle strade di Valkenburg nel 2012 dinnanzi a Boasson Hagen e a Valverde.

A questa vittoria, si aggiunge poi la medaglia di bronzo vinta a cronometro la scorsa settimana (dove aveva confermato il bronzo vinto lo scorso anno sulle strade casalinghe di Lovanio, quando chiuse alle spalle del connazionale Van Aert e del bicampione del mondo Filippo Ganna, quest’anno giunto settimo).

Per quanto concerne gli italiani, c’è parecchio da recriminare per la gestione dell’ultimo chilometro, dove vi era Lorenzo Rota a giocarsi un possibile podio con Schmid, Lutsenko ed Eekhorn. Rimasto a lungo a guardare e a studiare gli altri, l’azzurro si è fatto rimontare dal gruppo inseguitore nelle ultime fasi, che ha risucchiato anche il resto del gruppetto, andando così a giocarsi la volata per le restanti due medaglie a ranghi compatti.

A spuntarla, sono stati il transalpino Christophe Laporte (che ha confermato il podio mondiale dopo i due titoli consecutivi vinti da Alaphilippe, quest’anno addirittura fuori dalla top ten) e dall’australiano Matthews (che ha riportato all’Australia una medaglia mondiale tredici anni dopo Cadel Evans quando, nel 2009, s’impose sulle strade ticinesi di Mendrisio), con Trentin che si è classificato quinto e Bettiol ottavo, risultando i due migliori azzurri nella prova.

Ma oggi, si deve legittimamente omaggiare un ragazzo che, complice il suo carattere molto estroverso ma allo stesso tempo eccessivamente individualista, ha rischiato di bruciare un talento immenso. Se poi, a questo va aggiunto il terribile incidente subito lo scorso anno al Giro di Lombardia quando cadde dal parapetto che delimitava il lato sinistro della discesa del Colle di Sormano, dove si procurò molteplici fratture con addirittura il rischio di rimetterci la vita, si può evincere che quest’oro per Evenepoel sappia di rinascita definitiva e di ammutolimento dei suoi tanti detrattori,come ha fatto intendere chiaramente sul traguardo, mimando il gesto di stare zitti e che sia lui il campione del mondo.

Un campione del mondo di soli ventidue anni, ma che è già destinato a fare la storia del ciclismo. Un predestinato a volte sbarazzino, ma dal talento smisurato, di nome Remco Evenepoel.