Mondiali 2018, Gruppo B: alla scoperta di Portogallo, Spagna, Marocco e Iran

Continua il viaggio fra i vari gironi di questi Mondiali di calcio che cominceranno il 14 giugno in Russia. Il Girone B vedrà come protagoniste il Portogallo campione d’Europa, la favorita Spagna, l’Iran e il Marocco

gruppo b mondiali

Un gruppo che alza il livello della competizione soprattutto per il derby iberico, che verosimilmente deciderà il primo posto del Girone. La Spagna si affaccia ai Mondiali come una delle favorite per la vittoria finale, ma attenzione al Portogallo campione d’Europa in carica, mentre saranno affascinanti gli sviluppi di Marocco ed Iran.

Mondiali 2018, Gruppo B: Portogallo

Dal 10 luglio 2016, giorno in cui il Portogallo ha toccato il punto più alto della propria storia, diverse cose sono cambiate, e altre sono rimaste le stesse: a partire da una serie di giovani che sembravano pronti a spiccare il volo, ma a distanza di quasi due anni sono ancora fermi ai box, da Renato Sanches (alla fine non convocato da Santos) a William Carvalho (rimasto allo Sporting Lisbona), mentre il motore e l’anima di questa squadra, lo straordinario Cristiano Ronaldo si affaccia alla competizione ancora una volta con un Pallone d’Oro e una Champions in tasca. Nel frattempo Fernando Santos ha provato a sistemare la fase difensiva, pur non avendo la possibilità di cambiare i giocatori, e ha sperimentato diversi moduli, che hanno portato comunque ad una conclusione: CR7 non si sposta più dal centro. Il derby iberico che si giocherà già il 15 giugno darà una buona direzione di quelli che saranno i Mondiali del Portogallo, che comuque si giocherà poi tutto nelle gare seguenti con Marocco ed Iran.

Punti di forza e punti deboli

Dalla notte di Saint-Denis ad oggi Ronaldo ha realizzato 86 reti con la maglia del Real Madrid, e 20 con quella della nazionale. La sua evoluzione, da ala cibernetica e spettacolare a spietato finalizzatore (favorita dal lavoro di Zidane) ha portato benefici ad una nazione che non aveva un attaccante così dai tempi di Eusebio. A Russia 2018 però i portoghesi si presentano con una rosa di nomi interessanti sulle fasce, a partire da Goncalo Guedes, finalmente sbocciato in quel di Valencia, per continuare con Gelson Martins, ma anche il neo acquisto del Leicester Ricardo Pereira (preferito a Cancelo). Di sicuro il punto debole è la retroguardia, che non è riuscita a rinnovarsi, e dovrà ancora una volta appoggiarsi sulle esperienti (ma traballanti) spalle di Pepe e Bruno Alves, con José Fonte come prima alternativa e Ruben Dias come unico giovane della retroguardia.

Come gioca il Portogallo?

Fernando Santos sembra aver abbandonato lo strano 4-1-3-2 che l’aveva portato a diventare Campione d’Europa, per variare su una serie di moduli più tradizionali. Molto dipende ovviamente da quello che chiederà a Ronaldo di fare: con un 4-4-2, e André Silva affianco del fenomeno del Madrid, è proprio CR7 che dovrà fare quei movimenti utili alla squadra per raccordare la manovra, mentre con un 4-3-3 o un 4-2-3-1, il 5 volte Pallone d’oro sarebbe di fatto solo il rapace finalizzatore che è stato nell’ultimo periodo, e le responsabilità creative verrebbero ripartite fra Bernardo Silva (sulla destra), le varie mezzali, e i terzini, che proveranno a mettere il numero più alto di cross al centro. Nell’ultima amichevole proprio l’ex Monaco ha giocato a destra, con un tridente completato da Guedes e Martins (quest’ultimo falso centravanti).

8 degli ultimi 10 gol realizzati dal Portogallo sono nati da cross o giocate sulle fasce, creati soprattutto grazie all’utilizzo degli esterni e degli spazi di mezzo

La lista dei convocati del Portogallo

Probabile formazione:

Russia (4-3-3): Rui Patricio; Pereira, Pepe, Alves, Guerreiro; William Carvalho, Joao Moutinho, Joao Mario; Bernardo Silva, Ronaldo, Quaresma. Ct: Fernando Santos

Mondiali 2018, Gruppo B: Spagna

Per l’ennesima volta gli iberici si presentano alla manifestazione più importante come i favoriti, se non assoluti, di sicuro fra i principali. L’eliminazione prematura (per mano dell’Italia di Conte) agli Europei 2016 non ha scalfito la supremazia della nazionale spagnola, che ha cambiato guida tecnica (adesso è Lopetegui il CT) ma non principi di gioco. Nel frattempo ha dato una grossa mano il campionato spagnolo, che sforna piccoli campioncini con regolarità imbarazzante, e le nazionali minori fanno incetta di trofei (last but not least l’Europeo Under 21). 

Non mancherà in Russia buona parte della vecchia guardia, Ramos, Piqué, Busquets, David Silva e soprattutto Iniesta, pronto all’ultima competizione di alto livello prima del dorato esilio giapponese, a questa verranno mescolati i migliori talenti della generazione seguente (su tutti Isco), e anche della futura generazione, con Asensio e Saul sugli scudi. Insomma, la Spagna si presenta a questi Mondiali ancora una volta come una delle favorite principali.

Punti di forza e punti deboli

Forse il problema di questa Spagna sarà l’abbondanza di scelte che avrà Lopetegui, e se i primi risultati non dovessero essere importanti come tutti si aspettano, potrebbe cominciare ad essere il capro espiatorio, l’uomo che non è in grado di gestire un ben di Dio. In realtà negli scorsi mesi la Spagna è tornata ai grandissimi livelli che l’hanno portata a vincere praticamente tutto, l’unico punto debole può essere paradossalmente la coppia Ramos-Piqué, che presi singolarmente sono probabilmente i migliori difensori centrali della loro generazione, ma insieme possono avere qualche problema a bloccare i contropiedi avversari.

Come gioca la Spagna?

Lopetegui ha ristabilito i principi del gioco di posizione come cardini di questa nazionale, e come ben sappiamo, il 4-3-3 iniziale sarà solo una sequenza di numeri insignificanti se non si vedranno i movimenti dei giocatori in campo. Molto dipenderà da Isco, il fluidificatore del gioco del grande Real Madrid, che potrebbe giocare come ala sinistra, o come mezzala sinistra, ma anche dalla scelta della punta: Diego Costa, o un falso centravanti come potrebbe essere Iago Aspas? La mancata convocazione di Morata porta a pensare più alla seconda scelta (quindi basta e avanza Costa come punta di peso), ma questa Spagna potrebbe cambiare registro in ogni gara, persino in ogni momento della stessa, senza perdere efficacia.

Nei 5 gol rifilati alla Costa Rica c’è tutto del meraviglioso gioco di questa Spagna: la riconquista alta del pallone, il salir jugando (ovvero l’inizio dell’azione da dietro con il portiere coinvolto nella manovra), l’utilizzo di tutti i corridoi in verticale, i terzini come vere e proprie ali, e in mezzo a tutti spicca il talento di Andrés Iniesta.

La lista dei convocati della Spagna

Probabile formazione:

Spagna (4-3-3): De Gea; Carvajal, Piqué, Ramos, Alba; Thiago (Koke), Busquets, Iniesta; David Silva, Aspas, Isco CT: Lopetegui

Mondiali 2018, Gruppo B: Marocco

A 20 anni esatti dall’ultima partecipazione, il Marocco torna a giocare il Mondiale, e forse ha a disposizione la rosa più forte della sua storia calcistica. Ha vinto l’ultimo Campionato delle nazioni africane, ed ha a disposizione una serie di calciatori con invidiabile esperienza internazionale e grande talento. Ayoub El Kaabi (classe 1993) è l’attaccante di riferimento, ha segnato 9 reti nella competizione appena citata, mentre è rimasto a casa Bammou del Nantes in attacco, il giocatore di più talento tutta via è Hakim Ziyech, passato due anni fa dal Twente all’Ajax (adesso Monchi sta provando a prenderlo per la Roma), e diventato sempre di più universale nel suo gioco. Può giocare da mezzala, da regista, da esterno offensivo, persino da falso centravanti, anche se rende meglio come trequartista centrale. Ha una visione di gioco impressionante, e due piedi (soprattutto il sinistro) che sembrano nati per servire i compagni nel migliore dei modi (quest’anno 13 assist in Eredivisie). Ovviamente guiderà la difesa Benatia, il capitano e l’uomo di maggior carisma.

L’impressione è che il Marocco giocherà questa competizione con la leggerezza mentale che rende le squadre africane pericolose da affrontare, inoltre la prima sfida contro l’Iran a San Pietroburgo potrebbe essere un vantaggio: partire con 3 punti per poi giocarsi tutto contro le due favorite (Spagna e Portogallo) e senza nulla da perdere.

Punti di forza e punti deboli

C’è tantissimi talento, tanta tecnica, nella formazione africana. Abbiamo detto di Ziyech, ma non scherzano neanche Boussoufa, Belhanda, Dirar, i giovanissimi Hakimi e Harit. Insomma, palla al piede, ma anche con tanto campo a disposizione, il Marocco può essere letale. Il problema potrebbe arrivare dalla tenuta mentale di una squadra non abituata a palcoscenici così importanti.

Come gioca il Marocco?

Renard Hervé, il miglior allenatore europeo in Africa, ha provato diverse soluzioni tattiche negli ultimi messi, per ultima addirittura un 3-4-1-2, con Ziyech addirittura seconda punta affianco a Boutaïb. Quest’ultima è sembrata una soluzione alternativa, per poter ripartire al meglio da dietro con la palla al piede, compito al quale asserisce nel migliore dei modi Romain Saiss, un centrocampista centrale spostato in difesa proprio per questo motivo. In realtà il Marocco sembra creato per un 4-2-3-1 che dia pieno sfogo alla fantasia sulla trequarti, ma anche poco (pochissimo) filtro alla difesa, con Boussoufa ed El Ahmadi come pivot.

In due clip il meglio e il  peggio del Marocco: l’attacco del campo in ampiezza e profondità, affidato soprattutto al piede di Ziyech, e poi la fase difensiva imbarazzante, con la retroguardia lasciata in balia di sé stessa in occasione del gol della Serbia. 

 

La lista dei convocati del Marocco

Probabile formazione:

Marocco (4-2-3-1): Munir; Dirar, Saiss, Benatia, Mendyl; El Ahmadi, Boussoufa; Amrabat, Ziyech Belhanda; El Kaabi. CT: Renard Hervé

Mondiali 2018, Gruppo B: Iran

Per la prima volta nella sua storia l’Iran si è qualificato per due volte consecutive alla fase finale dei Mondiali. 4 anni fa raccolse un solo punto contro la Nigeria, ma è rimasta negli occhi di una nazione ferita la meravigliosa prestazione di orgoglio contro l’Argentina, decisa solo all’ultimo minuto dal solito Messi. È impossibile parlare dell’Iran senza citare la sempre instabile situazione politica interna, ovviamente non siamo ai livelli dei primi anni ’90, del regime e de grossi problemi con gli Stati Uniti, ma l’arrivo di Trump a rimesso in discussione il grosso lavoro di diplomazia intessuto da Obama negli scorsi anni. In più la nazione, appena un anno fa, ha subito il più grosso attentato terroristico dell’ultimo periodo, ovviamente a stampo ISIS.

In una situazione interna così difficile, il popolo iraniano si è soprattutto fiondato con passione sul calcio, così la maggior parte dei convocati al Mondiale proverranno verosimilmente da Persepolis e Sepahan, anche se la stella rimane sempre Reza Ghoochannejhad, che gioca da due stagione in Eredivisie con regolarità.

Punti di forza e punti deboli

Karim Ansarifard sta giocando con costanza e segnando molto con la maglia dell’Olympiakos in Grecia (finora 13 gol e 4 assist in 20 partite), la rosa tuttavia conserva un età media abbastanza alta e non si è ancora trovato un giocatore dal quale ripartire per una nuova generazione. Di sicuro Alireza Jahanbakhsh, capocannoniere della scorsa stagione di Eredivisie, un’ala veloce e brava nel dribbling, è un profilo da seguire.

Come gioca l’Iran?

Queiroz guiderà l’Iran per il secondo mondiale consecutivo, con la stessa rosa (praticamente) e poco lascia presagire che deciderà di cambiare il sistema di gioco. Un 4-3-3 che di fatto diventerà un 4-5-1 quando la nazionale asiatica dovrà affrontare Spagna e Portogallo.

https://youtu.be/NZulfwFbXWo

La stagione di Jahanbakhsh in Eredivisie

 

La lista dei convocati dell’Iran.

Probabile formazione:

Iran (4-3-3): Beiranvand; Rezaeian, Montazeri, Pouraliganji, Mohammadi; Ezatolahi, Hajsafi, Shojaei; Jahanbakhsh, Azmoun, Taremi. CT: Queiroz