Milan: quanto pesano i punti persi con le piccole per la lotta Scudetto

Lunedì sera il Milan pareggiando contro il Bologna ha perso una ghiotta occasione di mantenere le distanze sulle dirette avversarie per la lotta Scudetto Napoli e Inter che hanno vinto entrambe e hanno accorciato sui rossoneri. Sono addirittura 12 i punti lasciati per strada dal Milan contro squadre di medio-bassa classifica e potrebbero pesare enormemente nella corsa allo Scudetto.

Dopo il ko interno col Sassuolo del novembre scorso, la rocambolesca battuta d’arresto con lo Spezia e i tre pareggi con Udinese (andata e ritorno) e Salernitana, i rossoneri rischiano di compromettere la loro rincorsa dello scudetto con un altro risultato inatteso contro un avversario di caratura inferiore.

Sono ben 12 i punti lasciati per strada dal Milan contro questo tipo di squadre, troppi per chi ambisce ad un traguardo tanto importante e per il quale la continuità è una regola aurea. Lo 0-0 contro il Bologna  consente ai rossoneri di mantenere la vetta della classifica di serie A seppure con un vantaggio ridotto su Inter e Napoli. La classifica ora recita: Milan 67, Napoli 66, Inter 63. Senza dimenticare che i nerazzurri hanno ancora una partita da recuperare. Numeri opposti, invece, con le grandi: negli scontri diretti il Milan ha sempre fatto la voce alta. Finora un solo ko all’andata contro il Napoli, ma riscattato dal successo al ritorno. Per il resto 6 punti con la Roma, 4 con l’Inter, due pari con la Juve, vittoria sul campo dell’Atalanta, netto successo contro la Lazio. Perchè il Milan manca di continuità? Un pò di rilassamento, il Milan ha snobbato le squadre piccole contro cui ha giocato e non ha avuto la consapevole di essere primo in classifica. Non è sceso in campo con l’obiettivo di dettare legge sotto l’aspetto mentale. Inoltre non si è posto sullo stesso piano delle avversarie, anche quando ha affrontato squadre che si chiamano Salernitana. Quello è il salto finale per diventare una grande squadra. Non è una colpa di Pioli, ma dei giocatori che scendono in campo. L’allenatore è sempre stato bravo nel motivare, ma la molla scatta nei calciatori.  Più che altro riguarda la mentalità dei singoli, specie di quelli più tecnici, che tendono a fidarsi troppo dei propri mezzi.