Milan e la Uefa, tra voluntary e settlement agreement: ecco la differenza

Domani sarà una giornata importante per la dirigenza del Milan che sarà ricevuta a Nyon dalla commissione fair play finanziario dell’Uefa.

La delegazione rossonera, guidata dall’amministratore delegato Marco Fassone, avrà il compito di presentare all’Uefa un piano finanziario solido: dopo il mercato estivo assai aggressivo, con il Milan che ha speso circa 230 milioni di euro accumulando un saldo negativo di 180 milioni, senza contare l’aumento significativo alla voce degli ingaggi, i rossoneri dovranno offrire garanzie finanziarie per coprire i costi correnti del club che al momento ammontano a 80 milioni di euro in perdita all’anno.

Il rischio concreto è quello del passaggio al fondo Elliot: i rossoneri sperano nell’ok dell’Uefa per il cosiddetto voluntary agreement, ossia per l’accordo volontario, altrimenti ci sarà il settlement, dettato dalla stessa Uefa che imporrebbe un regime di patteggiamento con sanzioni. Invece il voluntary concederebbe importanti vantaggi (ad esempio quello di poter coprire, in un primo periodo, il deficit immettendo ulteriore liquidità), a patto però di presentare coperture e garanzie bancarie serie.

Entro il triennio 2018-2021 il Milan dovrà dimostrare di poter aumentare i ricavi e di rispettare i parametri del fair play finanziario: in questa ottica sarà importantissima la qualificazione con relativi introiti alla Champions League, obiettivo al momento difficile considerato l’andamento della squadra di Montella.