Milan: la differenza della punta

pazziniIl Milan è tornato alla vittoria, la prima di questo 2015 dopo la sconfitta e il pareggio nelle prime due partite di campionato. E’ una vittoria anche più importante di quel che sembra quella contro il Sassuolo, perché la Coppa Italia è e deve essere il primissimo obiettivo stagionale.

E’ stata una partita ben giocata dai rossoneri, che hanno mostrato maggiore velocità nel possesso palla e sfruttato meglio la qualità dei tre attaccanti. Molto bene i centrocampista, che hanno dominato sugli avversari, i quali hanno provato a sfruttare gli errori individuali difensivi e la clamorosa svista arbitrale per mettere in bilico il risultato.

Perché il risultato è molto bugiardo. Il Milan ha costruito tante occasioni, sia sfruttando la velocità di Stephen El Shaarawy e Alessio Cerci, molto ispirati, sia i cross in mezzo per Giampaolo Pazzini, la vera punta, sbagliando un po’ troppo nelle conclusioni e senza soffrire il pressing avversario.

La grande differenza rispetto alle ultime partite è stata la presenza del Pazzo. La punta ha cambiato radicalmente il gioco, capace di far salire la squadra e di dare più opzioni negli ultimi metri, non solo il dribbling o la velocità. Il gol, in tal senso, è l’emblema dell’importanza di un attaccante vero.

Difficile non mettere titolare Jeremy Menez, perché ha dimostrato di essere maturato, trovando una continuità di prestazioni e gol che non aveva mai avuto. Ma, talvolta, soprattutto in casa contro determinati avversari, è più giusto dare spazio ad una prima punta, che è capace di far giocare meglio anche gli esterni, come dimostrato in coppa.

Benito Letizia

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Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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