Malagò: “Ripresa Serie A il 13 giugno al 99%”. Ecco il protocollo FIGC-CTS

Il presidente del CONI Malagò ha dichiarato che la ripresa della Serie A è prevista sicuramente il 13 giugno, ma non è detto che possa concludersi. Nel frattempo, ecco il protocollo sanitario della FIGC e del CTS: quarantena della squadra in caso di positivo, tamponi attraverso cliniche private, svolgimento del ritiro, organizzazione dello spogliatoio, isolamento per stranieri, responsabilità dei medici sportivi delle società e partite a porte chiuse, con pool investigativo della FIGC per controllare il rispetto delle norme mediche

Prima il Decreto Rilancio, poi la proposta della Lega Serie A che ha indicato nel 13 giugno la data per la ripresa dei campionati. Infine, il protocollo che la FIGC ha modificato dopo le richieste del Comitato Tecnico Scientifico del Governo per la ripresa degli allenamenti e le norme medico-sanitarie per il ritorno in campo.

Dopo più di due mesi di caos assoluto causato dallo stop della Serie A per l’emergenza legata alla diffusione e al pericolo di contagio del Coronavirus, al secolo Covid-19, il cielo si sa finalmente schiarendo e si vede la luce in fondo al tunnel.

Sì, il ritorno in campo è possibile, la ripresa della stagione calcistica 2019-2020 è fattibile, ma solo con ordine e facendo un passo alla volta.

In realtà, ora la responsabilità di prendere una decisione definitiva spetta al Governo, che dopo il 18 maggio, data di inizio per la ripresa degli allenamenti in gruppo degli sport di squadra, valuterà la curva dei contagi e annuncerà il destino del mondo del calcio italiano, al quale già sono stati istituiti aiuti certamente importanti.

Nel frattempo, oggi il presidente del CONI ha dichiarato che sicuramente il campionato riprenderà il 13 giugno, ma questo non significa che si riuscirà a portarlo a termine, visto che dipenderà tutto dalle condizioni della pandemia.

Ecco le dichiarazioni di Giovanni Malagò

Al 99% la Serie A ripartirà il 13 giugno. Mi sembra che si stia facendo di tutto per ricominciare e per mettere in condizione il sistema di ripartire. Poi sulla possibilità che finisca bisogna avere la palla di vetro e questa è la mia opinione. E’ un vero rischio, ma per la Serie A l’obiettivo primario e unico è quello di ricominciare. Questa è una mentalità che io non ho, forse è un fatto culturale. Però io penso che nella vita, anche se uno è convinto e determinato, deve sempre avere un’alternativa, altrimenti si rischia di compromettere una situazione già molto complessa. 

Insomma, Malagò continua a credere che sia comunque necessario avere un’alternativa alla ripresa e al completamento della stagione calcistica, visto che il rischio risulta essere sempre molto alto. 

In tal senso, già la Lazio ha violato i termini delle norme medico-sanitarie istituite dalla FIGC dopo la richiesta del Comitato Tecnico Scientifico di modificare i protocolli precedentemente presentati dal Comitato Scientifico Federale, a causa degli allenamenti in gruppi di tre calciatori per volta.  

Così, la FIGC ha creato un pool investigativo che avrà il compito di verificare il rispetto del protocollo a partire dal 18 maggio, visto che in caso di violazione non è da escludere ammende o squalifiche. 

Nel frattempo, è utile pubblicare il protocollo FIGC-CTS, che prevede diverse fasi: 

  • prima di tutto, le società dovranno verificare che l’intero squadra, compreso staff e dirigenti, sono negativi attraverso procedure di screening medico, che prevede visite mediche approfondite, test sierologici e due tamponi a distanza di 24 ore 
  • così, il gruppo squadra potrà essere costituito da calciatori e staff guariti da malattia sintomatica, da malattia asintomatica e negativi 

Solo a quel punto, poi, il protocollo FIGC-CTS riguarda la fase dedicata agli allenamenti e le norme che interessano il ritorno in campo e la ripresa del campionato.

Infatti, in caso di nuovo calciatore positivo si procederà come di seguito: 

  • isolamento del calciatore e dell’intera squadra 
  • due tamponi e test sierologico ogni 24 ore, che dovranno essere ripetuti all’inizio della seconda settimana 
  • in caso di negatività dell’intera squadra, gli altri calciatori potranno riprendere gli allenamenti
  • mentre se ci sono altri calciatori positivi bisognerà allungare il ritiro di altre due settimane ripristinando le norme precedenti, cioè sospendendo gli allenamenti in gruppo fino alla ripetizione della prima fase di test molecolari e visite mediche e nuova pulizia e sanificazione degli impianti utilizzati 

Riguardo i tamponi, invece, si è deciso che: 

  • le società di calcio dovranno acquistare i tamponi in cliniche private e laboratori privati, anche fuori regione se sarà necessario, non incidendo e pesando sui servizi pubblici 

Molto interessante, invece, è ciò che concerne l’organizzazione dei ritiri: 

  • la prima settimana sarà dedicata agli allenamenti individuali e a gruppi di massimo sette-otto calciatori
  • gli allenamenti si svolgeranno all’aperto, ma lo staff e l’allenatore dovranno indossare mascherine e guanti, mantenendo sempre una distanza di almeno due metri 
  • l’uso della palestra dovrà essere ridotta al minimo essenziale 
  • nella seconda settimana sarà possibile integrare gli allenamenti con esercizi specifici e partitelle in gruppo, senza l’obbligo di mascherina e guanti per lo staff 
  • mentre i calciatori dovranno distanziarsi di almeno due metri negli spogliatoi, in cui l’ingresso dovrà essere scaglionato e le docce fatte in camere individuali 
  • inoltre, i calciatori provenienti dall’estero o dalle zone rosse della pandemia saranno messi in isolamento per due settimane prima di poter riprendere la ripresa degli allenamenti in gruppo 

Infine, l’aspetto più importante riguarda la responsabilità legale, nel senso che si è trasformata da responsabilità penale a civile, ma saranno considerati i principali responsabili della salute dei calciatori i medici sportivi delle singole squadre. 

Solo dopo queste fasi, poi, si potrà tornare effettivamente in campo con la ripresa dei campionati e lo svolgimento delle partite, che si disputeranno ovviamente a porte chiuse. 

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Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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