La Juve di Andrea Pirlo: come cambiano i numeri rispetto alle ultime stagioni

Un anno difficile, di cambiamenti e di rinnovo. D’altro canto, i cicli finiscono praticamente per tutti e, in effetti, prima o poi doveva arrivare il momento anche per la compagine bianconera. Certo, nonostante gli appassionati di scommesse calcio sulla Serie A siano ormai convinti che il ciclo bianconero sia destinato a terminare, qualche tifoso ha voluto conservare la speranza, quantomeno di mettere i bastoni fra le ruote all’Inter fino all’ultima giornata.

L’andamento della Juve

È chiaro che tanti addetti ai lavori si stanno concentrando proprio sull’andamento della Vecchia Signora da quando è stata presa in mano da parte di Andrea Pirlo. Cosa è cambiato in confronto alle annate precedenti? In tal senso, l’articolo di approfondimento che è stato pubblicato su L’insider, spiega alla perfezione quali sono i numeri che caratterizzano la stagione 2020-2021 dei bianconeri, mettendoli pure a confronto con quelli dei precedenti allenatori.

La prima Juve, quella di Conte

In questi nove anni di successo, senza ombra di dubbio i tifosi bianconeri conservano nel cuore un ricordo del tutto particolare in merito al primo scudetto ottenuto dopo tanti anni di purgatorio (in Serie B) e nel più completo anonimato. L’arrivo di Antonio Conte sulla panchina a tinte bianconere, ha riportato quella mentalità vincente che, tra metà degli anni Novanta e i primi del nuovo millennio, ha permesso alla Juventus di vincere tantissimo, mettendo in mostra anche un gioco frizzante.

Così, l’ex giocatore della Juve, ha trascinato i bianconeri ad affermarsi nuovamente in Italia, cogliendo un record pazzesco nel 2013-2014, con il record di punti: 102 in una sola stagione, qualcosa di eccezionale. In Europa, però, è andata un po’ meno bene: in Europa League, quella in cui la finale si sarebbe giocata a Torino, l’uscita di scena è arrivata in semifinale contro il Benfica, mentre in Champions League non si è andati oltre i quarti di finale, estromessi da un Bayern Monaco nettamente più forte.

I record e le differenze della gestione Allegri

Si tratta certamente di due compagini diverse, anche per via del fatto che, dopo l’addio di Antonio Conte, la Juve ha cominciato a mettere in campo una serie di investimenti a livello economico importantissimi. Non è un caso che, nel corso dell’ultimo anno della gestione di Max Allegri, si è arrivati ad avere una rosa con un valore che ha superato 871 milioni di euro, stando ai dati che sono stati realizzati da parte di Transfermarkt. Senza ombra di dubbio, ha inciso anche l’acquisto di Cristiano Ronaldo, un record della gestione di Andrea Agnelli.

Detto questo, bisogna mettere in evidenza come Max Allegri ha avuto il grande merito di fare molto bene anche in Europa, anche se la vittoria, anche in questo caso, non è arrivata. Riportare la Coppa dei Campioni a Torino non è impresa facile, ma la Juve di Max Allegri l’ha sognata e sfiorata per ben due volte: nel 2015 contro il Barcellona, e poi contro il Real Madrid.

La delusione Sarri

La dirigenza bianconera, dopo l’addio di Max Allegri, aveva fissato l’obiettivo: trionfare in Europa e, se possibile, farlo giocando bene. Mossa più azzeccata non ci sarebbe potuta essere che chiamare sulla panchina bianconera Maurizio Sarri, dopo l’esperienza vincente in Inghilterra alla guida del Chelsea.

Eppure, non è andata come i tifosi bianconeri speravano. La Juve di Sarri non ha praticamente mai messo in mostra un bel gioco, vincendo sì lo scudetto, ma venendo estromessi dalla corsa alla Champions già agli ottavi di finale contro il Lione, non certo una delle compagini regine della competizione.

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