Juventus, niente triplete: grazie lo stesso, ma occasione sprecata. Vergognose feste pro Real Madrid: Italia antipatriottica e non all’altezza!

La Juventus ha perso la finale di Champions League contro il Real Madrid, sprecando una clamorosa occasione per vincere il triplete

Premessa doverosa: non sono juventino, non lo sono mai stato e mai lo sarò. Ma sono italiano e, come tale, il sentimento patriottico credo sia tutto per essere degni di vivere. Capisco le prese in giro, gli scongiuri da parte dei tifosi delle altre squadre, le speranzose minacce e tutto il resto. 

Posso anche capire, comprendere nel più profondo del cuore, non condividendolo ovviamente, il voler tifare contro una squadra italiana, soprattutto se questa è il simbolo di tutto ciò che i tifosi delle altre squadre italiane considerano il male, perché fa parte del gioco, basato sul pretesto della rivalità e sull’invidia. 

Ma non posso e non voglio capire, né tanto meno anche solo giustificare, le feste nelle piazze italiane per la vittoria del Real Madrid e la sconfitta della Juventus. Questo è il male dell’Italia, che non sarà mai all’altezza della propria storia, restando ancora e per sempre sfilacciata e anti patriottica. 

E’ proprio di fronte a questo che mi vergogno di essere italiano, perché si deridono e cancellano coloro che sono morti per rendere possibile la creazione di questa nazione, tanto sangue versato per l’unità del tutto. Dovremmo essere fieri di essere l’Italia e, come italiani, orgogliosi nel dovere di tifare le squadre italiane all’estero. 

Perché il calcio non è solo un semplice sport. E’ una metafora della vita e, come tale, deve rispecchiare i valori dell’esistenza, tra cui il senso patriottico, la dignità nazionale, l’essere parte di un qualcosa di più grande di una singola piazza e il rispetto della storia sono alla base di tutto. 

Mettendo da parte questo sfogo, resta solo il risultato, che, purtroppo, rispecchia ciò che si è visto in campo. Molti tifosi bianconeri hanno accusato la Juventus, moralizzandola nel dover provare vergogna per la sconfitta di Cardiff

Al Millenium Stadium, la Juventus ha confermato il proprio tabù con la Champions League, perdendo la seconda finale in tre anni e sprecando ancora una volta la possibilità di conquistare uno storico triplete, dovendo quindi accontentarsi di un semplice double, il terzo consecutivo sotto la gestione di Massimiliano Allegri

E’ stata una bella partita, ma può essere considerata sicuramente una clamorosa occasione sprecata per i bianconeri, protagonisti di un primo tempo a tratti sontuoso per qualità, tattica e personalità, ma clamorosamente sfilacciatisi nella ripresa con una prestazione pietosa, surclassati dal Real Madrid. 

E, adesso, si può stendere un velo sui dubbi attorno a Zinedine Zidane. Si è più volte detto che è più fortunato che bravo, più un domatore dell’arena che un tattico. Ma la seconda Champions League consecutiva, la Dodicesima nella storia del club madrileno, nonché il double alla seconda stagione sulla panchina blancos e il record come unico allenatore a vincerne due consecutive in questa nuova era, sono la dimostrazione e la prova di come è tutto oro ciò che luccica. 

In realtà, è bene ricordarlo, all’epoca della Coppa dei Campioni, anche il Milan di Arrigo Sacchi e il Nottingham Forrest di Brian Clough riuscirono a conquistare consecutivamente i propri trofei. Ma erano altri tempi. 

Ora è il tempo dei supereroi, come lo sarà ancora Gigi Buffon, che potrebbe aver detto ufficialmente addio anche alla possibilità di alzare la coppa dalle grandi orecchie. Il vero Superman resta Cristiano Ronaldo, mostruoso nel confermarsi decisivo anche quando il tempo reclama la propria reale età e in una stagione da ‘appena’ 42 gol stagionali. 

Arriverà sicuramente il quinto Pallone d’Oro per il fuoriclasse portoghese, che sarà ricordato come il super calciatore per antonomasia, un mix perfetto di tecnica e atletismo, coadiuvato da professionalità e mentalità vincente. Ormai, gli aggettivi si sprecano. 

La grande delusione di questa finale, che doveva essere la sua finale, è stato sicuramente Paulo Dybala. Bisogna essere sinceri: non è ancora pronto a questi livelli. Lo sarà, forse, ma ha ancora tanto da imparare, come dimostrano gli errori proprio a livello di qualità, che sarebbe dovuto essere il suo pezzo forte. 

Al di là della prestazione poco convincente dei singoli, la Juventus è mancata nel suo essere squadra, sconfessando le caratteristiche mostrate in questa ennesima grande stagione. Subire quattro gol in una partita, dopo che ne avevi subiti tre in totale in tutta la competizione, è davvero troppo per una squadra che avrebbe dovuto vincere una finale. 

E, non solo. Il centrocampo è stato divorato da quello avversario, si è inabissato nella mancanza di aggressività e nell’evanescenza della qualità, dimenticando il principio dell’ordine tattico. Per non parlare, poi, di un attacco abulico ed impalpabile, nel quale l’unico a salvarsi è stato il solito Mario Mandzukic e il suo eurogol, che lascia solo tanti rimpianti e le speranze infrante nel momento decisivo. 

Nonostante ciò, non resta che ringraziare la Juventus per essere arrivata fino in Galles, perché ha dimostrato che l’Italia calcistica, almeno quella, può sognare di tornare ai livelli di un tempo, continuando a provarci e a crederci, grazie al proprio prestigio. E, anche se solo la minima parte di quei patriottici italiani, come me, hanno potuto sognare, tutto il merito va alla Vecchia Signora, ultimo baluardo d’orgoglio di un’era caduta nell’oblio, che potrà tornare solo con l’unità e lo spirito nazionale. 

Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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