Juventus-Atalanta 1-1: una passerella allo Stadium per salutare i tifosi, il mister Allegri e un’immenso Andrea Barzagli

La trentasettesima giornata di Serie A ha proposto un piatto succulento, ricco di fascino. Juventus-Atalanta non si può più considerare di fascia inferiore, dato che la formazione di Gasperini negli ultimi anni è salita agli onori delle cronache per il suo gioco di pressing e di grande atletismo. 
Andrea Barzagli festeggiato dai compagni per la sua carriera in maglia bianconera.
Fonte: Twitter Juventus FC

Una partita in cui le due formazioni giocano su due piani differenti. La Juventus, avendo già in tasca il titolo da un mese, gioca in scioltezza e con la mente libera. Allegri conosce giù il suo futuro, lontano da Torino, ma vuole lasciare bene il suo pubblico, quello che lo ha accolto ma anche spesso criticato, durante il suo lustro ricco di successi.

Schiera una squadra a trazione anteriore, con un 4-3-3, Cristiano Ronaldo e Dybala sono le due punte di diamante in avanti, con al loro fianco l’agilità e lo scatto di Cuadrado. Poi, in difesa l’unica novità è rappresentata dall’esclusione di Chiellini, con al suo posto dal primo minuto Barzagli. Cancelo sulla destra, Alex Sandro sulla sinistra, mentre a centrocampo Emre Can, Pjanic e Matuidi.

Risponde la formazione di Gasperini con il solito 3-4-1-2. Gomez dietro le due punte composte da Ilicic e Zapata. La posizione dello sloveno è la più insidiosa per i bianconeri, visto che è sempre dalla sua zona di competenza che partono le azioni migliori dei bergamaschi. Prima rifinisce per Freuler che di poco manca l’appuntamento con il tap-in vincente. Poi fa venire letteralmente i sorci verdi ad Alex Sandro, il quale più volte deve stenderlo con le cattive. La sua rete che porta in vantaggio i nerazzurri arriva da un’azione di calcio piazzato, nel momento che ci si aspetta di meno, sfugge alla marcatura dello stesso Alex Sandro ed infila a porta sguarnita il vantaggio.

Poco prima con Zapata la Dea aveva avuto un’occasione importante per andare in vantaggio, ma Szceszny è stato bravo a deviare in corner. Lo stesso attaccante colombiano si ripete poco dopo il vantaggio, ma è ancora il portiere bianconero a dirgli di no. Poi ci prova Dybala, ma la sua conclusione è imprecisa. 

Allegri, così, decide di correre ai ripari. Nel secondo tempo inserisce Bernardeschi al posto di un Alex Sandro non in giornata. Vuole provare a ribaltare il fronte di gioco, far sì che Ilicic non si trovi più in uno contro uno, letale e fulmineo. 

La Juventus scende in campo con una formazione più offensiva, in grado di penetrare sulle due fasce, di mettere cross pericolosi al centro per Mandzukic, l’altro innesto di Allegri al posto di Barzagli che si prende gli applausi dello Stadium alla sua uscita dal campo. La formazione bianconera, comunque, non riesce ad impensierire più di tanto la difesa bergamasca, che controlla e prova a ripartire quando le occasioni glielo consentono.

Gasperini, quando mancano dieci minuti al termine, inserisce una giovane e scattante punta come Barrow, al posto di uno strepitoso Ilicic, a corto di energie. Vuole sfruttare un uomo più fresco per i contropiedi che possono crearsi con gli spazi che inevitabilmente la squadra bianconera concede. Si riversa tutta in avanti alla ricerca del pareggio che, finalmente, arriva grazie al nuovo entrato Mandzukic, bravo a sfruttare un’indecisione tra un difensore nerazzurro e il proprio portiere, con un tocco che bacia il palo e s’infila nella porta sguarnita.

Subito dopo ci prova con Bernardeschi, ma Gollini è bravo superarsi. Ma anche la formazione bergamasca non sta a guardare e ci prova con De Roon al primo minuto di recupero, con palla calciata male dal limite dell’area. 

Una bella reazione, una sconfitta evitata negli ultimi minuti. La Juventus termina la stagione all’Allianz senza subire una sconfitta, con Allegri che saluta il suo pubblico e si congeda da questa esperienza importante e ricca di soddisfazione.

 

 

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Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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