Juve più innaMorata in gara uno: lo spagnolo, tuttofare, mata il Dortmund

Tevez e Morata

Il primo round va dunque a Madama, che non ha piegato, ma ha avuto la meglio sul Borussia Dortmund, grazie a due gol, che sono risultati superiori al gol teutonico di Reus, che si riscatta dal non aver potuto fare, per infortunio il mondiale.

Brusco infortunio, inteso come scivolone, invece per Chiellini, ma recuperato dalla forza del gruppo. Allegri vince la partita grazie soprattutto ad Alvaro Morata, mossa che permette ai bianconeri di portare a casa la posta piena. Il giovane bomber spagnolo non solo propizia il vantaggio, volando sulla sinistra e mettendo in mezzo un cross dove Tevez, con la complicità di Schmelzer, la butta dentro, ma poi va a fare in proprio il due a uno, con un piattone destro sotto porta.

Juve più intelligente, Borussia poco furbo: i gialloneri erano partiti gestendo bene, arrivando ad avere anche, per alcuni tratti del primo tempo, il comando delle operazioni, ma dietro, la banda dell’oro, dimostra di essere anche banda del buco e da questi buchi, la Juve con prudenza e pazienza, ha colpito in contropiede. Morata più veloce di Hummels, Allegri più scaltro di Kloop, ma nulla è ancora deciso.

Decisivo per ora lo è stato Morata, come già lo fece negli ottavi di Coppa Italia, quando consentì alla signora di battere al minuto 89 il Parma. Allegri lo getta nella mischia, lui è un tipetto agile simile alle sguscianti punte Dortmund style. Alvaro, madrileno classe 1992, che quando negli anni novanta Juve e Borussia se le davano di santa ragione tra sfide di Uefa e battaglie di Champions, lui finiva di prendere il latte dal seno materno, è il faro di questa prima tornata che sorride agli zebrati: corre veloce, crossa veloce, segna veloce, rintuzza e tampona veloce.

Alvaro tutto fare. Interessante l’ermeneutica di Allegri: “Metto Morata, tutti si preoccupano di Tevez e lo spagnolo lascia il segno”. Una specie di tattica più da basket che da calcio: Tevez fa blocco e Morata va a canestro. Bravo l’apache a creare una sorta di paura di lui alla difesa tedesca, in occasione della prima segnatura bianconera. Una Juve che in uno Stadium mai così pieno e caliente, riesce a tener testa al palleggio ed ai brevi tocchi dei gialloneri in mezzo al campo (dove, nel finale, la spada di Pereyra ha dovuto sostituire il fioretto di Pirlo) dimostrandosi più inna…Morata di questo primo pezzo di ottavi, rispetto ad un Dortmund sprecone davanti e troppo disattento dietro.

Luca Savarese

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