Julian Alaphilippe, due volte campione del mondo, non partecipa al Tour de France 2022.

L’edizione 109 de La Boucle, che parte da Copenaghen e arriva a Parigi il 24 luglio, perde, a quattro giorni dal via, Julian Alaphilippe, due volte campione del mondo.

Il Tour de France è ai blocchi di partenza ma la stagione ha infierito sulla forma fisica di alcuni grandi campioni. Julian Alaphilippe, due volte campione del mondo, vincitore di una Milano – Sanremo, una Freccia Vallone e sei tappe al Tour. Insomma, una perdita non da poco per la gara più famosa al mondo tra i professionisti con il Giro d’Italia. Il ciclismo, da sempre molto amato e molto praticato nel nostro Paese, sta rivedendo tempi molto favorevoli dopo la pandemia.


Gli appassionati, infatti, in questo primo anno più libero post pandemico, stanno ritornando a incitare i propri campioni in strada con una forza e una foga molto potenti. Il Tour, che dura tre settimane, ha in programma tappe di montagna come sempre spettacolari e tappe molto suggestive e veloci, come è nella migliore tradizione della Boucle. La prima edizione della corsa francese, inaugurata nel 1903, fu organizzata su 5 tappe. L’edizione 2022 vedrà i corridori contendersi la vittoria in ben 3350 km (i primi 400 in Danimarca). La carovana gialla, infatti, tornerà in Francia solo con la quarta tappa, quella che va da Dunkerque a Calais.

Scommesse Giro d’Italia e Tour de France: una passione che dura da decenni

Gli scommettitori amano le due ruote e scommettere sul ciclismo è una delle cose che più appassiona chi è già scafato nel mondo del betting, reale e online. I giocatori, infatti, cercano i bookmakers per il ciclismo che si trovano in rete per trovare pronostici e quote favorevoli.

Va da sé che moltissimi operatori che lavorano sul nostro territorio hanno tanti mercati su cui poter puntare e, al di là di sport più conosciuti e più giocati, il ciclismo ha sempre avuto un ruolo non marginale. Basti pensare a campioni come Coppi e Bartali prima, Gimondi, poi Moser e, infine, Marco Pantani per capire quanto questo sport sia amato e ammirato da Nord a Sud.

Non solo calcio, quindi, per gli scommettitori accaniti ma tanta voglia di mettersi in gioco con sport più di nicchia ma, probabilmente, anche più divertenti.

Con l’avvento, poi, delle scommesse live, e con la possibilità di guardare in streaming sulla propria piattaforma di scommesse il proprio evento tutto è ancora più interattivo. Se da una parte, quindi, il Decreto Dignità non permette nessun tipo di pubblicità diretta e indiretta al betting, dall’altra non possiamo non notare un settore in crescita e destinato a crescere sempre di più.

Chi è il grande favorito del Tour 2022?

Non sembra sia tempo di grandi sorprese in questo Tour 2022. Secondo i bookmakers, infatti, tra tutti il favorito alla vittoria è il campione uscente Tadej Pogacar, vincitore anche nel 2020, atleta che punta al tris consecutivo a soli 23 anni (impresa mai compiuta in età così giovane).

Altra coppia che pare si possa inserire nella lotta per la maglia gialla è quella composta da Primoz Roglic e Jonas Vingegaard. Entrambi, infatti, sono arrivati, nel 2020 e nel 2021 rispettivamente, al secondo posto dietro lo sloveno. Questo permette di pensare che possano, almeno, rendere difficile la vita al favoritissimo durante la gara.

Altra coppia interessante è quella composta da Geraint Thomas e Daniel Felipe Martinez. Il britannico, vincitore del Tour del 2018, è leggermente favorito sul colombiano, quinto al Giro d’Italia nel 2021. Alla pari di Thomas e Martinez abbiamo il russo Vlasov, protagonista di una buona prima parte di stagione.

Nessun italiano, purtroppo, sembra essere considerato come un possibile outsider ma mai dire mai. In gare così faticose, infatti, basta un attimo e il vento soffia a favore dell’uno o dell’altro. Certo, parliamo di professionisti e, sicuramente, le loro stagioni sono costruite in modo tale che si arrivi al massimo della forma nel momento giusto.

Ma, comunque, non si può mai dire. Possiamo, invece, sperare e dire che ci aspettiamo uno spettacolo degno della tradizione del Tour che ci permetta di sognare grandi imprese e, sempre, grandi campioni e grandi uomini capaci di lottare fino all’ultimo.

Carlo M.

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