Il Napoli punta a mantenere lo stato di forma e si candida per il titolo di Serie A

Il Napoli di Spalletti nonostante la sconfitta per 3 a 2 subita a San Siro contro l’Inter domenica scorsa resta al comando della classifica di Serie A con 32 punti.

Il Napoli fino a domenica aveva un cammino quasi impeccabile con 11 vittorie ed 1 solo pareggio contro la Roma in 12 partite di Campionato giocate.

Poi domenica pomeriggio è arrivata la prima sconfitta nello scontro diretto contro l’Inter ed i partenopei sono rimasti fermi a 32 punti insieme al Milan anch’esso sconfitto per la prima volta in questa stagione di Serie A.

Napoli e Milan nonostante la battuta d’arresto hanno comunque 5 punti di vantaggio sulla prima inseguitrice che è l’Inter ed è a quota 28 punti.

Nella 14° Giornata di Serie A nel posticipo di domenica sera il Napoli avrà in casa un importante scontro contro la Lazio dell’ex Sarri e non può permettersi altri passi falsi se vuole continuare la corsa scudetto.

Non è ancora record per il Napoli

Anche Mourinho ha fatto i complimenti a Luciano Spalletti. I due sono rivali di vecchia data, veterani di qualche scontro testa a testa quando erano entrambi molto più giovani. Ma possono condividere molte storie sulle esigenze della gestione di Roma e Inter, dove entrambi hanno lavorato.

“Allora, grande Spalletti, pensi di vincere tutte le partite di questa stagione?” ha chiesto il portoghese.

Spalletti se l’è risa. La serie di vittorie del Napoli è ancora ben al di sotto del record che ha stabilito per vittorie consecutive in Serie A – 11 con la Roma – ma le sette vittorie del club e nessun punto perso li mettono davanti a qualsiasi altra squadra nei cinque principali campionati nazionali d’Europa, quindi lontano questa stagione.

Il Napoli andrà all’ottava giornata di Serie A a due punti dal Milan, quattro davanti all’Inter campione e sei davanti alla Roma quarta di Mourinho.

Al settimo posto c’è la Juventus, che il Napoli ha già battuto e la cui distanza dalla capolista è interpretata come un incoraggiamento per il titolo 2021/22 che potrebbe essere conquistato da un parente esterno.

Il Napoli conta così. Potrebbero aver avuto tre secondi posti negli ultimi sei anni, ma sono passati 31 anni da quando sono arrivati ​​primi e solo cinque mesi da quando non sono riusciti a finire tra i primi quattro, sembrando fragili e nervosi l’ultimo giorno dell’ultima stagione in cui hanno buttato via un vantaggio e i punti che avrebbero assicurato il quarto posto a spese della Juventus.

Ciò ha confermato la fine dell’incantesimo di Gennaro Gattuso come capo allenatore e nel movimentato round di sedie musicali che è stata l’estate del cambio manageriale della Serie A, ha inaugurato un ritorno nella massima serie del calcio italiano per Spalletti.

Spallettone, come ormai viene definito

Fantasioso e a volte irascibile, Spalletti, 62 anni, ha subito messo la sua impronta sul Napoli. Sono intraprendenti in attacco, studiosi con i compiti e portano un elemento di sorpresa.

Lo testimonia il gol vittoria che ha mantenuto il record del 100% alla Fiorentina poco prima della sosta per le Nazionali. Veniva da una punizione, alla quale il solito tiratore, capitano Lorenzo Insigne, finse di consegnare un cross, destro, ma invece lasciò l’esecuzione, mancino, a Piotr Zielinski, che aveva fatto finta di allontanarsi da il punto in cui è stata posizionata la palla. La Fiorentina è stata immediatamente spiazzata, il difensore Amir Rrahmani non ha segnato di testa nel suo secondo gol, e il 18esimo del Napoli, della stagione.

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Spalletti era raggiante per l’ottima esecuzione di un piano attentamente studiato, anche se ha dato il merito al suo assistente di lunga data Daniele Baldini. Baldini ha ideato la routine, con Insigne che fungeva da distrazione e Zielinski che fingeva di essere distratto finché non si lanciava su per offrire l’angolo inaspettato.

Si è scoperto che Baldini l’aveva sviluppato da una manovra simile che aveva visto in una partita di Bundesliga tra Borussia Dortmund e Werder Bremen tre stagioni fa. Baldini passa molto tempo, al Campus di Castel Volturno del Napoli, a cercare nuove idee e a consigliarle a Spalletti.

I calci piazzati fanno bene al Napoli

Quattro gol su punizione; uno da un angolo; due rigori trasformati finora, e si potrebbe aggiungere alla lista il rigore di Insigne che si è parato a Firenze ma si è trasformato in un pareggio di Hirving Lozano al terzo tentativo durante il frenetico flipper in area successiva alla parata.

Ha aiutato gli uomini di Spalletti a una vittoria insolitamente stretta, 2-1. Subiscono pochi gol, Rahmani fa parte di una difesa che finora ne aveva subiti solo tre in campionato.

Tutte queste impressionanti statistiche saluteranno il Torino domenica e la Roma di Mourinho una settimana dopo, e dato che Spalletti ha accolto i suoi giocatori dal servizio internazionale giovedì, ha voluto mantenere lo slancio, e soprattutto confermare la forma e la prontezza del trio di ritorno dalle qualificazioni ai Mondiali in Africa.

Il successo del Napoli è stato costruito attorno alla spina dorsale di Kalidou Koulibaly, difensore centrale senegalese, Andre-Frank Zambo Anguissa, centrocampista del Camerun e Victor Osimhen, centravanti nigeriano.

Osimhen ha segnato quattro gol nelle ultime quattro partite. Anguissa, ingaggiato dal Fulham in estate “porta le qualità che ci mancavano”, secondo il suo allenatore, mentre la già alta reputazione di Koulibaly è cresciuta negli ultimi due mesi. “Un leader eccezionale”, lo chiama Spalletti.

L’allenatore sa che una grande sfida arriverà quando tutti e tre partiranno all’inizio di gennaio, per la Coppa d’Africa. Potrebbero stare via per un mese. Il Napoli dovrà farne a meno e saranno assenze pesanti.

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Carlo M.

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