Guerra Russia-Ucraina, pugno duro della CEV: fuori tutte le squadre russe dalle Coppe Europee

In Champions League maschile Perugia vola direttamente in semifinale contro una tra Trento e Berlino, così come lo ZAKSA che aspetta una tra Civitanova e Jartzebieski Wegiel. In campo femminile, derby tra Conegliano e Monza vale la finale, mentre il Fenerbahce attenderà la vincente di Resovia-Vakifbank. In coppa CEV, Monza va direttamente in finale.

Un vero e proprio terremoto. Si può riassumere così l’effetto scatenato dalla decisione della CEV in seguito al conflitto in corso in terra ucraina tra Russia e Ucraina.

Dopo le pesanti sanzioni economiche imposte dall’Unione Europea al governo di Mosca, infatti, anche lo sport e, in particolare, la pallavolo si sono mosse in tal senso, cancellando tutti gli eventi organizzati in terra russa (come ad esempio il mondiale di volley maschile, previsto per la fine dell’estate nel Paese ex sovietico) e, quest’oggi, escludendo le squadre russe dalle principali coppe europee.

Quest’ultima mossa, effettuata per mano della CEV, ha visto nella Champions League maschile il passaggio diretto di Perugia in semifinale, in virtù dell’esclusione dello Zenit San Pietroburgo. Gli umbri, nel penutlimo atto dell’incontro, attenderanno la vincente tra l’ITAS Trentino e Berlino, così come i polacchi dello ZAKSA (campioni d’Europa in carica e anch’essi, come Perugia, qualificati d’ufficio in semifinale in virtù dell’esclusione della Dinamo Mosca), attenderanno la vincente tra la Cucine Lube Civitanova e i loro connazionali dello Jertzebieski Wegiel, in quello che potrebbe prospettarsi come un doppio derby italo-polacco.

E, a proposito di derby, quello tra Conegliano e Monza è già una semifinale. Infatti, dopo l’esclusione della Dinamo Mosca e della Dinamo Kazan, le due compagini italiane si troveranno a sfidarsi in un derby che, di fatto, varrà già il pass per la finale del prossimo mese di maggio.

Anche il Fenerbahce, “orfana” dell’avversaria russa del Lokomotiv Kaliningrad, è approdata direttamente in semifinale, dove l’aspetterà la vincente tra il Resovie e le campionesse del mondo del Vakifbank Istanbul, in quello che potrebbe prospettarsi, come per la Champions League maschile, un doppio derby tra Italia e Turchia.

Anche Monza può beneficiare di questa durissima presa di posizione del massimo organo europeo della Champions League di volley. I brianzoli, che avevano sfidato nell’andata delle semifinali di coppa CEV i russi dello Zenit Kazan, venendo sconfitti, con questa esclusione andranno a giocarsi direttamente il trofeo contro una tra i polacchi dello SKRA Belchatow e i transalpini del Tours.

Sicuramente non ha vinto lo sport, o almeno non sul campo. Ma, di fronte ad un altro campo, quello della guerra e della violenza, non sempre può prevalere lo spettacolo. Talvolta, deve prevalere il buonsenso, attraverso dure prese di posizione che certamente sono penalizzanti nei confronti degli atleti e delle atlete, che alla fine sono le uniche vere vittime di questa situazione tragica sotto ogni punto di vista. Ma se lo spettacolo deve passare attraverso la sordità e la cecità nei confronti di una guerra che in neanche una settimana ha già causato decine (se non centinaia o addirittura migliaia), di vittime innocenti, allora è meglio fermarsi e riflettere sul da farsi, scegliendo cosa sia meglio fare. Se continuare a giocare, fingendo che tutto vada bene e sporcarsi inconsciamente le mani di sangue, oppure far capire che la guerra e la violenza non devono avere niente a che fare con lo sport.

Fortunatamente, è prevalsa la seconda ipotesi, quella più giusta e più saggia da prendere. Perché la guerra non può e non deve trovare spazio in nessuno sport. E, se per farlo capire, bisogna giungere a sanzioni così dure, allora è giusto che vengano prese.