Giro d’Italia, 15^tappa: vince Campenaerts, Bernal ancora in Rosa

Il corridore fiammingo precede il neerlandese Oscar Riesbeek e il tedesco Arndt. Il colombiano Bernal resta in maglia Rosa.

Dopo aver affrontato “Il Mostro” Zoncolan, domato dal nostro Lorenzo Fortunato, questa volta la tappa è stata “di riposo” per i corridori.

Nonostante i “soli” 147 km che hanno caratterizzato la tappa odierna, la Grado-Gorizia, essa ha presentato comunque numerose insidie, caratterizzate, innanzitutto, dalla maxi caduta ad inizio corsa, che ha visto numerosi ritiri, tra i quali quello del tedesco Buchmann (era sesto in classifica, che ora è occupato da Ciccone), e dell’olandese Jos Van Emden, che è stato trasportato in ospedale per accertamenti.

La pioggia degli ultimi chilometri poi, ha presentato ulteriormente il conto e, purtroppo, causato altre cadute, tra le quali quella di Vincenzo Nibali.

Il 36enne corridore della Trek-Segafredo, infatti, è caduto nel corso della tappa e, come il collega Van Emden, è stato portato in ospedale per accertamenti che hanno evidenziato una contusione al costato che, a questo punto, lascerebbe poche speranze per il proseguo dello “Squalo dello Stretto” in questa Corsa Rosa.

Un altro elemento che ha lasciato la Corsa (fortunatamente, non per motivi fisici), è stato Giacomo Nizzolo. Il 32enne milanese, campione italiano ed europeo in carica, si è ritirato per poter preparare al meglio il mondiale che si svolgerà sulle strade di Lovanio (Leuven), in Belgio, dal 19 al 26 settembre, dove punta a fare una tripletta leggendaria: essere campione italiano, campione d’Europa e del mondo in un anno solare.

Per quanto riguarda la vittoria, a trionfare sul traguardo della città friulana è stato il belga Victor Campenaerts. Il fiammingo, specialista delle prove contro il tempo nonché primatista del record dell’ora, ha bruciato in volata, al termine di una lunga fuga, prima di quattordici, poi di due corridori, il “vicino di casa” olandese Stephan Riesbeek e il tedesco Stephan Arndt.

In chiave classifica generale, non cambia nulla, con il colombiano Egan Bernal che conserva la Maglia Rosa e la Maglia Bianca di miglior giovane (anche se, come da regolamento, non potendola indossare avendo già la maglia di leader overall, viene indossata dal secondo della classifica di questa categoria, in questo caso Alexander Vlasov).

Una tappa di riposo per il sudamericano e per il team Ineos, che domani darà battaglia a Yates e agli altri avversari nel tappone dolomitico che da Sacile porta a Cortina D’Ampezzo, di 212 km, con tre GPM che, solo a nominarli, mettono paura: il Fedaia (14 km al 7,6% di pendenza media), il Pordoi (11,8 km al 6,8%) e il Giau (10 km al 9,3% di pendenza media).

Una tappa da incubo, dove si vedranno i veri valori in campo e chi ne avrà davvero per contrastare il dominio del sudamericano, oramai sempre più re di questo Giro d’Italia. La sensazione, dopo quello che ha fatto vedere sullo Zoncolan, arrivando quarto con vantaggi considerevoli sugli avversari, è che domani il Trofeo senza Fine possa già imbarcarsi per Bogotà.

Sempre che Vlasov e co, domani, non abbiano altre intennzioni.

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