F1: più soste ai box con le nuove Pirelli? Non sembrerebbe affatto…

E’ vero, siamo soltanto alla prima gara di 21. Tra l’altro su un circuito anomalo come quello dell’Albert Park, cittadino sui generis. Ragion per cui, si possono trarre soltanto delle indicazioni e non delle verità assolute. Il debutto iridato di Melbourne, però, ha lasciato gli osservatori con un grosso punto di domanda, riguardante la durata delle nuove mescole Pirelli.

Le prove di partenza del venerdì di Melbourne, con il ‘nuovo’ semaforo, visibile in basso a sinistra rispetto a quello principale (foto da: f1world.it)

Sin dall’autunno 2017 e andando in crescendo quest’inverno, con l’avvicinarsi della nuova stagione, tra le novità del 2018 tutti hanno indicato gli pneumatici della Pirelli. Oltre all’introduzione di due nuovi tipi di mescole, posti agli estremi del range a disposizione dei piloti (le Hypersoft (rosa) da un lato e le Superhard (arancione) dall’altro), le nuove coperture della Casa della P Lunga sono state pensate con una filosofia costruttiva sulla carta più spregiudicata rispetto a quella del 2017, con uno scivolamento di due gradini verso il basso, per avere mescole più morbide.

Il tutto con l’obiettivo di aumentare il margine d’incertezza nelle strategie e di avere gare con almeno due pit stop. D’altronde, le parole di Mario Isola, in occasione della presentazione delle mescole 2018, avvenuta lo scorso novembre, era stato chiaro: “Siamo lieti di presentare alcune importanti novità nella nostra gamma, con mescole più morbide e performanti e con l’introduzione della nuova hypersoft. Ci siamo accorti che il nostro approccio nello sviluppo dei pneumatici 2017 è stato forse prudente. Per il 2018, invece, la gamma risponde all’esigenza di effettuare circa due pit stop nella maggior parte delle gare.  La costruzione base dei pneumatici non ha subìto molti cambiamenti, conservando le caratteristiche già apprezzate dai piloti quest’anno (2017, ndr), per la possibilità di spingere al massimo sia con gomma nuova che usata. I nuovi pneumatici più veloci e performanti potrebbero portare nel 2018 a gare ancora più combattute e spettacolari“.

Mario Isola, Car Racing Director della Pirelli, nel corso di un’intervista (foto da: blog.euroimportpneumatici.com)

Ora, sembra evidente che, almeno a Melbourne ripeto (poi potrà benissimo andare diversamente nel prosieguo, forse già dal Bahrain), non sia andata come da previsioni. Se si escludono infatti Hartley, Stroll e Leclerc, giunti nelle ultime posizioni, tutti gli altri hanno effettuato una sola sosta. La gran parte, tra i quali i piloti finiti sul podio (Vettel, Hamilton e Raikkonen), è partita con la Ultrasoft, passando poi alla Soft. A differenziarsi il duo Red Bull (Supersoft-Soft), e la coppia Bottas-Vandoorne (Ultrasoft-Supersoft).

Ciò che è emerso dalla gara di domenica, nonostante una pista più ‘green’ del normale (dato l’acquazzone di sabato mattina) e temperature comunque tutto fuorché basse, è che queste mescole, almeno all’Albert Park, non hanno presentato il degrado auspicato (?). Basti portare l’esempio del vincitore, Sebastian Vettel. Ok, non ha avuto il passo di Hamilton e Raikkonen nel primo stint, ma è evidente il fatto che il tedesco, puntando ad una strategia diversa, abbia cercato di preservare i suoi pneumatici.

Al momento opportuno, ciò gli ha permesso, nei 5-6 giri precedenti la VSC, di tenere un ritmo ottimo, con il quale ha perso davvero poco rispetto a Lewis (1.7 secondi circa), che invece montava Soft nuove. Va ribadito per l’ennesima volta che, senza l’imprevisto della VSC, la strategia di Seb non avrebbe portato praticamente a nulla; ma è chiaro che avrebbe anche potuto sfiorare i 30 giri con la mescola viola. Allargando il discorso alle altre due mescole, più dure, quel che viene da chiedersi è: con le Soft si poteva fare tranquillamente tutta la gara?

Eppure, lo stesso Mario Isola non si mostra affatto preoccupato. Anzi, elogia quanto visto sul circuito australiano: “La gara può essere divisa in due, con il periodo di safety car decisivo per il risultato della Ferrari, frutto comunque di una brillante strategia. È stato un gran premio avvincente, con i primi cinque al traguardo che si sono giocati le posizioni fino all’ultimo giro” – ha sottolineato il responsabile Car Racing della Pirelli – “La maggior parte dei piloti ha optato per un solo pit stop, favoriti anche dal periodo di safety car, che ha notevolmente ridotto usura e degrado. Siamo molto soddisfatti del comportamento di tutte e tre le mescole, dimostratesi perfette per la gara. Due piloti hanno addirittura finito il GP con un solo pit stop senza utilizzare i pneumatici soft“.

Lewis Hamilton tallona Sebastian Vettel, nelle fasi cruciali del Gran Premio d’Australia di domenica (foto da: dailymail.co.uk)

Dichiarazioni che, almeno negli intenti, sono in contrasto con quelle rilasciate ormai quattro mesi fa. Ma ripeto la premessa di cui sopra. Quella di Melbourne è stata solo la prima gara, su un circuito che non fornisce gli stessi feedback di altri, Barcellona ad esempio. Vedremo se le prossime gare, a partire dal Bahrain e dalla Cina, due tracciati di certo più ‘tradizionali’, confermeranno le prime impressioni oppure se si virerà verso quello che, almeno idealmente, è l’obiettivo della Pirelli con queste nuove mescole.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
Tutti i post di Gianluca Zippo