F1, nel 2019 l’ala posteriore verrà modificata per favorire la visibilità dei piloti

La prossima stagione potrebbe vedere altri interventi oltre a quelli già preventivati sugli alettoni anteriori, ma soprattutto posteriori. Com’è noto, dal 2019 subiranno una procedura di ‘pulizia’ da profili e profiletti vari (anteriore in particolare) e di ingrandimento (posteriore in questo caso), il tutto per favorire i sorpassi e far soffrire di meno, aerodinamicamente parlando, la vettura che si ritrova a seguirne un’altra da vicino.

Inquadratura dell’ala posteriore della Ferrari SF71-H durante i test invernali di Barcellona. Dal prossimo anno, e per favorire la visibilità dei piloti quando guardano negli specchietti, l’ala posteriore verrà rialzata di 50 mm (foto da: racefans.net)

Nel campionato in corso, però è venuta alla ribalta un’altra problematica. La configurazione dell’ala posteriore, entrata in vigore con la rivoluzione del 2017, sta provocando non pochi problemi ai piloti in termini di visibilità appunto posteriore tramite gli specchietti. Due i casi finora più eclatanti (sebbene trattati in maniera molto diversa da Whiting&co): lo pseudo rallentamento di Sebastian Vettel ai danni di Carlos Sainz Jr. nelle Qualifiche del Red Bull Ring, e la chiusura commessa da Valtteri Bottas su Stoffel Vandoorne nelle PL3 di Spa, con il belga bravissimo ad evitare un incidente potenzialmente pericoloso.

A tal proposito, il delegato tecnico della FIA, Joe Bauer, nei mesi scorsi aveva effettuato, tramite cartelli con scritte, alcune prove di visibilità utilizzando la SF71-H di Vettel, notando come non fossero pochi i punti ciechi per il pilota. Questa situazione, che pare dovrebbe spingere ad introdurre specchietti retrovisori più grandi a partire da Singapore (almeno a quanto riporta Motorsport.com), ha indotto la FIA ad intervenire, dettando delle modifiche per la prossima stagione, che come sempre andranno approvate dallo Strategy Group e poi ratificate da F1 Commission e dal Consiglio Mondiale FIA.

In pratica, dovremo vedere un innalzamento di 50 millimetri dell’ala posteriore, garantendo così uno spazio di visibilità maggiore tra le pance e il profilo principale dell’ala. Gli specchietti, di conseguenza, dovranno essere posti in posizione più bassa e sporgente di quanto non accada attualmente. La Federazione Internazionale, inoltre, proverà ad evitare che, in questo modo, gli specchietti diventino veri e propri strumenti aerodinamici (come al contrario si verifica, grossomodo per tutti).

Non è finita qui. Secondo quanto appreso da Autosport.com, infatti, i team hanno approvato un piano per introdurre delle luci poste sui bordi dell’ala posteriore, in modo da migliorare la percezione della macchina che precede un altro pilota in condizioni di scarsa visibilità. Un test in tal senso era già stato effettuato dalla FIA tramite la Mercedes, montando dei LED verticali sull’ala posteriore della W09 di Lewis Hamilton, nel corso dei test seguenti al Gran Premio di Spagna a Barcellona.

Durante i test seguenti il Gran Premio di Spagna dello scorso maggio, sulla Mercedes di Lewis Hamilton (in foto) furono testati dei LED sull’ala posteriore, per migliorare la visibilità della monoposto soprattutto in condizioni di bagnato. Questa novità diventerà realtà nel 2019 (foto da: www.motorsport.com/LAT_Images)

Essendoci stato il sole durante la sessione di test al Montmelò, la FIA ne ha potuto solo appurare il corretto funzionamento, ma lo stesso una proposta è stata girata ai team, che l’hanno approvata all’unanimità. Tutto ciò dovrebbe rendere l’introduzione di questa modifica nel regolamento tecnico 2019, già da tempo in uso nel WEC, una semplice formalità.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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