F1: per la Mercedes, la PU di Hamilton non ha subito danni in Australia

L’esito del Gran Premio d’Australia ha infastidito non poco Lewis Hamilton. Atteso da tutti come il dominatore della prova inaugurale del Mondiale 2018, al volante della W09, Lewis si aspettava di cogliere il primo ’25’ della nuova stagione. Soprattutto dopo la devastante pole ottenuta in qualifica, rifilando quasi sette decimi ai ferraristi.

Lewis Hamilton, durante il weekend inaugurale della stagione 2018 a Melbourne (foto da: autonewsinfo.com)

Come sia andata la gara, domenica scorsa, lo sappiamo tutti. Una prima metà controllata agevolmente da Hamilton, non in grado di fare il vuoto ma comunque capace di tenere a bada la Rossa di Kimi Raikkonen. Poi la Virtual Safety Car, causata da Grosjean e dagli uomini Haas, con Sebastian Vettel ed il muretto Ferrari a sfruttare magistralmente l’occasione, effettuando al momento giusto la sosta e rientrando giusto davanti ad un sorpreso pilota britannico.

Per oltre 20 giri, anche andando in modalità full attack, Hamilton ha inutilmente provato ad infastidire il rivale tedesco, dovendo poi finire per accontentarsi, alzando il piede negli ultimi cinque giri. Su quest’ultimo episodio sono stati tanti i tentativi di ricostruzione. Sono andati per la maggiore un problema di degrado agli pneumatici posteriori e il surriscaldamento della power unit, dovuto ai tanti giri intorno al secondo rispetto alla Ferrari, dei quali molti con mappature aggressive.

L’ipotesi più attendibile, sentendo i protagonisti (Hamilton in primis) è la seconda, e in Mercedes si sono affrettati a smentire la presenza di problemi sulla power unit del #44. “Potreste averci sentito dire a Lewis, nei team radio, che il motore si stava scaldando. Ma è normale, per il solo fatto che quando le macchine si avvicinano così tanto a quella che le precede si viaggia in un’aria non pulita. Ragion per cui è più difficile raffreddare i radiatori“, ha commentato a Motorsport.com Andrew Shovlin, responsabile per gli ingegneri in pista del team della Casa della Stella a Tre Punte.

Il motore è arrivato abbastanza vicino alla temperatura limite, ma non siamo mai andati oltre” – prosegue Shovlin – “Quando Lewis ha capito che non sarebbe riuscito a prendere Sebastian, ha preferito ridurre la potenza, in modo da preservare il propulsore per le gare successive, dovendo durare 7 gare quest’anno. Lewis utilizzerà il motore 1 sia in Bahrain che in Cina. Una volta lì, monitoreremo i dati come facciamo sempre, in modo tale da assicurarci che tutto vada nel modo giusto“.

Shovlin ha anche chiarito la faccenda riguardante gli errori nel determinare il vantaggio occorrente a Hamilton per stare davanti a Vettel: “Non abbiamo avuto un problema nel software della strategia di gara, ma abbiamo trovato un errore nello strumento offline, che ci ha dato una cifra errata” – sottolinea Shovlin – “Il distacco che stavamo calcolando era di circa 15 secondi, mentre in realtà avevamo un vantaggio leggermente inferiore a 13 secondi. Pensavamo di avere un po’ di margine ma poi si è visto il risultato. Ci siamo trovati al secondo posto e non siamo più riusciti a tornare davanti“.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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