F1, la FIA pubblica il bando per il fornitore unico di pneumatici 2020-2023

La Formula 1 si trova ad attraversare settimane, mesi decisivi non solo parlando al presente, ma soprattutto riguardo al prossimo futuro. Mentre fervono le trattative riguardo il nuovo regolamento tecnico che dovrebbe vedere la luce in ottica 2021, si apre un nuovo fronte, riguardante il bando della Federazione Internazionale per la scelta del fornitore unico di pneumatici per il quadriennio 2020-23.

Tra le novità previste dal bando FIA per la ricerca del fornitore unico di pneumatici per i mondiali di Formula 1 dal 2020 al 2023, spicca il passaggio dai cerchioni da 13″ a quelli da 18″ (foto da: derapate.allaguida.it)

Il bando in questione, reso ufficiale nella giornata di ieri, prevede non poche novità riguardo in particolare la struttura degli pneumatici. Procediamo con ordine. Innanzitutto, si prevede una riduzione dello spessore del battistrada degli pneumatici anteriori, che passerà da 305 a 270 millimetri, mentre non subirà modifiche lo spessore del battistrada al posteriore.

Il diametro degli pneumatici cambierà, passando dagli attuali 670 millimetri a 700-720 millimetri. Dopo vari anni di proposte in tal senso, avremo cerchioni da 18″, in luogo di quelli odierni, da 13″. Sempre dal 2021, infine, verranno abolite le termocoperte. Quest’ultimo punto fa avanzare dei dubbi di sicurezza, ma nel comunicato ufficiale FIA viene scritto che “… Gli pneumatici ancora freddi debbano garantire condizioni di sicurezza quando la vettura lascia la corsia dei box. La temperatura di transizione deve essere scelta in modo che le gomme non si trovino in uno “stato vetroso” quando i gradi dell’ambiente o dell’asfalto siano superiori ai 10 C°“.

Al nuovo (o vecchio) fornitore, la Federazione richiederà poi la produzione di uno pneumatico specifico per le basse temperature, che verrà usato nei test invernali in Europa e in un numero limitato di gare; in più, gli pneumatici da bagnato ed intermedi dovranno poter essere usati senza doverli preriscaldare. Ancora, lo pneumatico dovrà essere usato con una pressione tale da garantire il picco prestazionale.

Confermate le precedenti indiscrezioni riguardanti la semplificazione nella nomenclatura delle varie mescole. A differenza dell’arcobaleno attuale, gli pneumatici saranno solo Hard, Medium e Soft, e anche in questo caso la FIA ne determina le caratteristiche. La mescola più dura, una volta raggiunto il 22% della distanza di gara, dovrà degradare di almeno 2 secondi rispetto al giro più veloce; quella media, che dovrà essere 1.2 secondi più veloce della prima, avrà il cliff (degrado) di 2 secondi raggiunto il 18% della distanza di gara; infine, la mescola più morbida, un secondo più veloce della media, dovrà avere il calo prestazionale al raggiungimento del 10% della distanza di gara.

Secondo il comunicato FIA, questa nuova tipologia di pneumatici dovrà avere ovviamente impatto sulle strategie, ma non al punto di diventare irrecuperabili per quanto riguarda il degrado. “…Guidare in modo aggressivo o in scia ad un’altra vettura farà crollare le prestazioni delle gomme, a differenza di chi si trova a guidare con strada libera ed aria pulita” – si legge – “Una volta che il pilota sarà tornato a guidare in modo non aggressivo o non sarà più in scia, lo pneumatico dovrà tornare a garantire un minimo livello di degrado per giro. Le performance delle gomme con spalla da 18” dovranno essere, come minimo, allo stesso livello delle gomme del 2019“.

Questo l’iter decisionale. Tutte le proposte dovranno pervenire alla FIA entro e non oltre il 31 agosto 2018, venendo poi giudicate conformi o meno al bando di gara. Le proposte accettate verranno quindi girate a Liberty Media, che si occuperà delle trattative commerciali con tutti gli interessati. Sarà la Federazione Internazionale, infine, a nominare ufficialmente il fornitore unico, stipulando un contratto della durata di quattro anni, a differenza dei tre attuali.

C’è ovviamente curiosità attorno a tutta questa situazione, anche se in molti evidenziano una criticità non da poco riguardo al bando della FIA. Pur ammettendo la presenza di altri costruttori di pneumatici eventualmente interessati a subentrare  a Pirelli (si è parlato di Michelin e Hankook), vien difficile credere che qualcuno diverso da Pirelli possa aver la voglia di entrare in Formula 1, studiare gli pneumatici attuali e produrne di simili ‘solo’ per la stagione 2020, dovendo poi passare ad una generazione completamente diversa dal 2021. Una matassa non facile da sbrogliare, che a detta di tanti condurrà ad una conferma della P Lunga.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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