F1, la Ferrari ufficializza il cambio di team principal, con Binotto al posto di Arrivabene

La bomba, se così possiamo definirla, l’ha sganciata la Gazzetta dello Sport di oggi, titolando a tutta pagina sull’avvicendamento nel ruolo di team principal della Ferrari tra Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto, che lascerà il posto di Direttore Tecnico all’ex FIA Laurent Mekies, come vociferato tempo fa.

Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto, da oggi rispettivamente ex ed attuale team principal della Scuderia Ferrari (foto da: twitter.com)

Mancava solo l’ufficialità, ed è arrivata nel tardo pomeriggio, tramite comunicato stampa della Scuderia di Maranello. “Dopo quattro anni di impegno e instancabile dedizione, Maurizio Arrivabene lascia la Scuderia. La decisione è stata presa di comune accordo con i vertici dell’azienda dopo una profonda riflessione, in relazione alle esigenze personali di Maurizio e a quelle della Scuderia“, si legge nel comunicato.

A Maurizio vanno i ringraziamenti da parte di tutta la Ferrari per il lavoro svolto e per aver contributo a riportare la squadra a livelli estremamente competitivi. A lui vanno migliori auguri per il suo futuro e le prossime sfide professionali” – continua – “A far data da oggi, Mattia Binotto assume il ruolo di Team Principal della Scuderia Ferrari. A Mattia continueranno a rispondere tutte le funzioni tecniche“.

Il comunicato ufficiale con cui la Scuderia Ferrari certifica l’avvicendamento tra Maurizio Arrivabene e Mattia Binotto nel ruolo di team principal (foto da: twitter.com)

Una decisione, quella di non rinnovare il contratto del manager bresciano, che ha smosso non solo l’ambiente della GES, ma di tutta la Formula 1, giunto com’è a circa un mese e mezzo dal via della prima sessione di test collettivi pre stagionali di Barcellona. Una decisione che certifica quelle che, fino ad alcune settimane fa, erano bollate come semplici voci, ovvero di un clima molto teso tra i due, che ha avuto certamente effetti negativi sulla stagione passata, in particolare una volta che è venuta a mancare la figura carismatica ed unificante di Sergio Marchionne.

A Binotto, 49enne di Losanna, spetta di certo un compito estremamente difficile, dopo aver risollevato le sezioni motori prima ed aerodinamico-telaistica poi. Riunire i cocci di un team che si stava sgretolando sotto il peso della pressione esterna e della diatriba interna, riportare un’unità d’intenti clamorosamente mancata, gestendo al meglio una coppia di piloti che si preannuncia di non facile gestione, con un Sebastian Vettel chiamato al riscatto dopo un 2018 deludente, affiancato da un Charles Leclerc in rampa di lancio. Non si può fare altro che augurare un grosso in bocca al lupo a Mattia, ne avrà bisogno.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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