F1, Hulkenberg si racconta: “Vicinissimo alla Ferrari nel 2014”

Nico Hulkenberg ha compiuto ieri 31 anni. Il pilota tedesco, dallo scorso anno in forza alla Renault, rappresenta al momento, almeno a detta degli addetti ai lavori, uno dei potenziali maggiori rimasti inespressi della Formula 1 del nuovo millennio, soprattutto a causa del fatto che non ha mai avuto l’opportunità di guidare per un top team, vantando comunque la vittoria nella 24 Ore di Le Mans 2015 con la Porsche, in coppia con il neozelandese Earl Bamber e l’inglese Nick Tandy.

Nico Hulkenberg a colloquio con Cyril Abiteboul, durante la stagione 2017, la sua prima in Renault (foto da: msports.fr)

In una carriera nella massima serie a ruote scoperte partita nel 2010, e passata per Williams, Force India, Sauber, di nuovo Force India ed adesso Renault, Nico vanta un record del quale non va di certo fiero, essendo il pilota ad aver corso più gran premi (147 partenze su 149 gare) senza esser mai giunto sul podio, vantando tre 4° posti come migliori risultati in carriera (Belgio 2012, Corea del Sud 2013 e Belgio 2016).

Il nativo di Emmerich am Rhein si è concesso a Motorsport.com, rilasciando un’intervista che ha regalato alcuni spunti molto interessanti. “Per me, essere ancora qui, in Formula 1, ed essere sopravvissuto a schiere di piloti paganti, è un successo. Lo considero un target raggiunto” – spiega Hulkenberg – “Il fatto di far parte ancora di questo mondo credo rappresenti abbastanza quello che sono sia come pilota che come uomo. Però, sotto un altro punto di vista, mi annoio. Io voglio di più, ma capisco che è tutta una questione di tempismo, di essere al posto giusto sulla macchina giusta“.

Questo è il sentimento che provo adesso qui in Renault” – aggiunge il tedesco – “Corro per un grande costruttore ed ovviamente abbiamo una visione comune e stiamo lavorando sodo per raggiungere il nostro obiettivo. La mia carriera non è affatto finita e sono fiducioso“.

Il momento forse più critico della carriera di Hulkenberg è stato a fine 2010 quando la Williams, nonostante una stagione da rookie nel complesso positiva (22 punti), coronata anche da una sorprendente pole ad Interlagos (l’unica nella sua carriera), decise di non rinnovargli la fiducia. “Quella è stata la volta dove ho rischiato sul serio di non avere più un volante. Fortunatamente, però, da quel momento sono stato contattato solo da team interessati al talento più che al denaro ed è stata una cosa positiva per me. Non ho mai avuto alle spalle sponsor di rilievo e ho dovuto sempre conquistarmi la conferma grazie alle mie performance in pista“, dice Nico.

Si passa, quindi, a quello che sarebbe potuto davvero essere il turning point della carriera del tedesco. Nel corso della stagione 2013, la Ferrari era alle prese con la decisione del nuovo pilota da affiancare a Fernando Alonso dal 2014, essendo Felipe Massa con le valigie in mano. Nico Hulkenberg era dato come grande favorito, ma alla fine a Maranello scelsero Kimi Raikkonen.

Nico racconta così la situazione: “Sembrava una cosa seria davvero, al punto che eravamo vicinissimi ad ufficializzare il tutto. C’erano state le negoziazioni, i contratti erano pronti e spediti agli avvocati. Era praticamente tutto fatto. Ma ormai ciò non conta più nulla. Alla fine non è accaduto e tutto il resto è storia“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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