F1 GP Francia 2019 – Anteprima ed Orari Diretta TV

Gli echi delle roventi polemiche sull’esito a dir poco controverso del Gran Premio del Canada sono tutt’altro che svaniti, visto che la Ferrari ha presentato giusto ieri ricorso per la revisione della decisione dei commissari di gara di Montreal, che hanno ‘scippato’ di una meritatissima vittoria Sebastian Vettel. Ma il Circus è pronto a tornare in pista questo fine settimana al Paul Ricard di Le Castellet, per la 60.esima edizione del Gran Premio di Francia, nonché ottava prova stagionale. La Mercedes, reduce da sette vittorie consecutive (sei reali, una di ‘cartone’), torna ad essere la favorita assoluta sul circuito sito nelle vicinanze di Marsiglia, dove Lewis Hamilton proverà a mettere ancora più in cassaforte il sesto titolo, tentando di allungare ancora su un Valtteri Bottas apparso in flessione ultimamente. La Ferrari, dal canto suo, dovrà dar seguito al gran weekend di Montreal, ma non sarà facile, visto che non pochi punti del Paul Ricard potrebbero evidenziare le carenze della SF90. Occhio infine alla Red Bull, che qui potrebbe tornare più vicina alla vetta.

Tutto pronto al Paul Ricard per l’edizione #60 del Gran Premio di Francia di Formula 1 (foto da: twitter.com/PaulRicardTrack)

F1 GP FRANCIA 2019: IL CIRCUITO DI LE CASTELLET

Situato a 39 km a nord-est da Marsiglia, il circuito del Paul Ricard (in onore del magnate inventore dell’aperitivo alcolico Pastis, che finanziò il progetto) viene costruito nel 1969 ed inaugurato già l’anno seguente, il 19 aprile 1970, divenendo subito famoso nell’ambito del Motorsport grazie alle strutture all’avanguardia, oltre che per un livello di sicurezza ben più alto rispetto agli standard dell’epoca. In più, le sue caratteristiche (possibilità di utilizzare tre diverse configurazioni), il clima mite anche in inverno e la pista d’atterraggio adiacente, ne fanno da subito un circuito ideale per i test delle varie scuderie. Il tracciato originale, della lunghezza di 5.810 metri, ha come elementi caratterizzanti l’interminabile Ligne droit du Mistral, della lunghezza di 1.800 metri, e la temibile Signes, curva velocissima a destra che diviene da subito famosissima, e vero teatro di sfida per il coraggio dei piloti. Ciò, nelle edizioni degli anni ’70 e della prima metà degli anni ’80, porta tanti giornalisti a prendere posto in quel punto per capire chi, dei protagonisti del Mondiale, abbia il fegato di affrontarla a tavoletta, senza mai alzare il piede dall’acceleratore.

La versione 1C-V2 del Paul Ricard di Le Castellet, utilizzata dalla Formula 1 (foto da: racefans.net)

Le Castellet ospita il primo Gran Premio di Francia nel 1971, alternandosi negli anni prima con Clermont-Ferrand poi con Digione. La tragedia che costa la vita ad Elio de Angelis, il 14 maggio 1986 durante dei test privati, spinge da un lato la FIA ad imporre anche nei test le stesse misure di sicurezza dei weekend di gara, mentre dall’altro lato vengono adottate misure drastiche al Paul Ricard. Dal 1986 e fino all’edizione del 1990, infatti, il Gran Premio di Francia arriva a disputarsi su una versione monca del circuito, della lunghezza di 3.813 metri, caratterizzata da una bretella che, bypassando totalmente il primo settore, s’inserisce sull’altra parte della pista, poco prima della metà del Mistral. Abbandonato dalla Formula 1, il circuito viene acquistato nel 1999 e rimodernato da Bernie Ecclestone, tornando ad essere spesso sede dei test delle scuderie.

Per quanto riguarda l’attuale Paul Ricard, offre la bellezza di 167 combinazioni diverse di layout, dalla più breve (826 metri) alla più lunga (5.861 metri); il dislivello tra il punto più basso e quello più alto è di 33 metri (408 a 441). Molto particolari sono le vie di fuga, che non presentano né la ghiaia (o terra, sabbia ed erba) né il tipico asfalto ormai onnipresente quasi ovunque, ma una miscela di asfalto e tungsteno, nota come Blue Zone (ovvero le strisce nere ed azzurre che si notano dalle foto del circuito). Più all’esterno abbiamo la Red Zone, composta da una superficie ancor più abrasiva, tesa a massimizzare il grip e a ridurre al minimo gli spazi di frenata, con il costo però di una usura estrema degli pneumatici. Infine, come ultima barriera, troviamo le moderne protezioni in Tecpro.

La curva Signes, la più famosa del Paul Ricard di Le Castellet. Secondo le prime simulazioni, le monoposto la affronteranno a circa 340 km/h (foto da: youtube.com)

Concentriamoci infine sul percorrere idealmente un giro della pista, lunga 5.842 metri e composta da 15 curve (9 a destra e 6 a sinistra). Dopo la partenza, al termine del rettilineo dei box, ecco la S de la Verrerie, secco cambio di direzione sinistra-destra, con velocità di percorrenza medio-lenta; un allungo conduce ad una zona guidata, composta da un’altra esse abbastanza lenta, stavolta destra-sinistra, denominata Virage de l’Hotel, seguita da una curva a destra a 90° (Virage du camp, ex L’Ecole) e dalla complessa Virage de la Sainte-Baume, composta da un lungo curvone a destra in leggera salita e da una veloce a sinistra, che lancia sulla prima parte della Ligne droit du Mistral. Il mitico rettifilo è interrotto praticamente a metà dalla Chicane Nord, sinistra-destra-sinistra che può far pensare alla Chicane Senna della rimpianta versione lunga di Hockenheim. Usciti dalla variante, ci si lancia sulla restante parte del Mistral, per poi affrontare la famosa Signes, velocissima piega a destra che verrà sicuramente affrontata in pieno, giungendo quindi all’interminabile curvone a destra Beausset (180°), dopo il quale si arriva nella parte finale. E tutto un susseguirsi di curvoni di media velocità: prima la Virage de Bendor, a sinistra, poi la Courbe du Garbalan, a destra, per concludere con la Virage du Lac, ancora a sinistra. L’ultima curva, la Virage du Pont, è un tornantino a gomito, superato il quale si torna sul rettilineo dei box.

F1 GP FRANCIA 2019: IL PRONOSTICO

Lewis Hamilton e la Mercedes si presentano in Francia nelle vesti di dominatori della scena (nel bene e nel male) e di favoriti principali del weekend. Sulla pista dove un anno fa ebbe davvero vita facile (pole vittoria), anche grazie al contatto in curva 1 tra Sebastian Vettel e Valtteri Bottas, il britannico va a caccia della quarta vittoria consecutiva (sesta in sette gare), con l’intento di incanalare ancor di più un campionato che lo vede senza un vero sfidante. La classifica, d’altronde, dopo i fatti di Montreal parla chiaro: il rivale più prossimo, il compagno di box Valtteri Bottas, dista 29 punti (162 a 133), mentre il primo non Mercedes, Sebastian Vettel, è a -62 (100). A proposito di Bottas, ci si aspetta una reazione, data la flessione avvertita nelle ultime uscite, nelle quali non è riuscito minimamente ad impensierire il talento di Stevenage.

Lewis Hamilton, durante il weekend dello scorso anno a Le Castellet, nel quale conquistò pole e vittoria (foto da: twitter.com)

Capitolo Ferrari. In attesa di sapere se potrà andare avanti o meno nel ricorso contro la sanzione inflitta a Vettel in Canada, la Scuderia sbarca a Le Castellet consapevole di dover soffrire di più, data la diversa conformazione della pista francese rispetto al Gilles Villeneuve, ma con la convinzione di poter essere più vicini alle Mercedes, rispetto a debaclé come quella in terra spagnola. La mancata (per ora) vittoria del tedesco a Montreal, sebbene bruci ancora tantissimo, ha costituito una boccata d’ossigeno e di autostima che il team di Maranello aveva assolutamente bisogno. Un anno fa, Seb colpì al via Bottas e dovette risalire dal fondo fino alla 5° posizione; Charles Leclerc, dal canto suo, al volante della Sauber Alfa Romeo festeggiò la prima Q3 in carriera, chiudendo poi la gara in 10° posizione.

Sebastian Vettel e Charles Leclerc sul podio di Montreal (foto da: twitter.com)

Spera di tornare ad avvicinarsi alle posizioni che contano la Red Bull. Max Verstappen, assente sul podio da Barcellona, vuole assolutamente riscattare l’incolore prestazione di Montreal (5° ad un minuto circa), inficiata comunque in modo decisivo dall’errore del team in Q1; l’olandese, se nelle condizioni giuste, andrà di certo all’attacco, su un circuito che lo vide 2° e non lontano da Hamilton nel 2018. Atteso al varco Pierre Gasly: nella gara di casa, il pilota Red Bull deve dare un segnale a tutto l’ambiente del team anglo-austriaco, oltre che a se stesso. Riguardo gli altri, attenzione alla Renault, che proverà a confermare la bella prova di Montreal, in un GP che ovviamente rappresenta molto per la Casa della Losanga. Più in generale, si prevede la solita ammucchiata a centro-gruppo, con possibilità di arrivo nei punti anche per Haas, McLaren, Racing Point, Alfa Romeo e Toro Rosso.

F1 GP FRANCIA 2019: ORARI TV

Il Gran Premio di Francia 2019 sarà visibile in esclusiva sul satellite (Sky Sport F1 HD), mentre andrà in differita in chiaro, su TV8, dove per la trasmissione della gara bisognerà attendere poco più di un’ora dopo la fine della diretta.

F1 GP FRANCIA 2019 SKY (Diretta Esclusiva)

Venerdì 21 Giugno 2019

Prove Libere 1: 11:00 – 12:30
Prove Libere 2: 15:00 – 16:30

Sabato 22 Giugno 2019

Prove Libere 3: 12:00 – 13:00
Qualifiche: 15:00

Domenica 23 Giugno 2019

Gara: 15:10

F1 GP FRANCIA 2019 TV8 (Differita)

Sabato 22 Giugno 2019

Qualifiche: 18:00

Domenica 23 Giugno 2019

Gara: 18:00

F1 GP FRANCIA 2019: PNEUMATICI E METEO

Le mescole presenti al Paul Ricard sono la C2 come mescola più dura (bianca), la C3 come mescola mediana (gialla) e la C4 come mescola morbida (rossa). Stessa scelta per i ferraristi ed i Mercedes, con nove treni di soft, tre di medie ed uno di hard; come loro anche Gasly (Red Bull), Sainz (McLaren) e Russell (Williams). Verstappen (Red Bull) avrà otto soft, quattro medie ed un treno di hard. Con nove treni di ‘rosse’ e due sia di ‘gialle’ che di ‘bianche’ ci saranno Norris (McLaren) e Kubica (Williams). I vari Hulkenberg (Renault), Magnussen (Haas), Albon (Toro Rosso), Raikkonen e Giovinazzi (Alfa Romeo) potranno scegliere tra dieci treni di morbide, due treni di medie ed uno di dure; Ricciardo (Renault), Grosjean (Haas) e Kvyat (Toro Rosso) affiancheranno ai dieci treni di morbide, un treno di medie e due di dure. Infine, con otto soft, tre medie e due dure troviamo i due della Racing Point.

Le mescole scelte dai piloti in vista del Gran Premio di Francia 2019 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Queste le dichiarazioni pre weekend di Mario Isola, Responsabile F1 e Car Racing Pirelli: “Le tre mescole nominate per la gara in Francia rappresentano una scelta leggermente più conservativa rispetto al 2018, quando avevamo portato soft, supersoft e ultrasoft. Quest’anno non è presente in gamma l’equivalente della supersoft e la nomination dovrebbe consentire ai piloti di spingere al massimo da inizio alla fine di ogni stint. Così come per Barcellona e Silverstone, anche al Paul Ricard lo scorso anno erano presenti pneumatici con battistrada ridotto: ciò ci permetterà di fare un paragone diretto rispetto al 2018 sull’evoluzione delle monoposto. Nonostante il circuito francese sia stato largamente riasfaltato, non dovrebbero esserci molte differenze rispetto alle caratteristiche del tracciato. È solo la seconda volta in tempi recenti che si disputa qui un gran premio, quindi i dati a disposizione non sono molti. Uno dei nostri test in ottica 2020 si è disputato il mese scorso al Paul Ricard, ma su una configurazione più corta e diversa rispetto a quella utilizzata per il gran premio“.

L’anteprima Pirelli del Gran Premio di Francia 2019 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Dopo un solo anno, buona parte del tracciato (circa 1/3) è stato riasfaltato, ma la superficie non si presenta granché diversa da quella trovata un anno fa. L’asfalto è liscio e non dovrebbe presentare particolari criticità a livello di abrasione, se non fosse per la possibilità di alte temperature e per uno stress laterale dato dai curvoni in appoggio presenti sul tracciato. Le Castellet è un circuito dal carico aerodinamico medio, dovendo contemperare i due settori guidati con i rettilinei dei box e del Mistral, seppur diviso in due. I freni dovrebbero essere sollecitati soprattutto in tre punti, ovvero la prima staccata (S de la Verrerie), la Chicane Nord e la Beausset. Passiamo adesso al meteo previsto nel weekend, con il caldo che dovrebbe farla da padrone. Cielo parzialmente nuvoloso venerdì, con temperature sui 28 C°; sereno o poco nuvoloso nella giornata di sabato, con temperatura massima di 30 C°. Domenica, infine, nuovamente cielo parzialmente nuvoloso e temperature sui 28 C°. Da segnalare il vento, che dovrebbe essere sempre di media intensità (giornata ‘peggiore’ sabato).

F1 GP FRANCIA: ALBO D’ORO

Il Gran Premio di Francia, tornato lo scorso anno dopo 10 anni di assenza, arriva alla 60.esima edizione. Nelle 59 precedenti, sono sette circuiti hanno ospitato almeno una volta l’evento. Parliamo di Magny-Cours (18), Le Castellet (15), Reims (11), Rouen e Digione (5), Clermont-Ferrand (4) e Le Mans, nella versione Bugatti (1). Come vittorie, Michael Schumacher guarda tutti dall’alto dei suoi 8 trionfi, davanti ad Alain Prost (6) e al duo Juan Manuel Fangio-Nigel Mansell (4); la Ferrari comanda tra i team con 17 vittorie, seguita a distanza da Williams (8) e Lotus (7). Per quanto riguarda le pole position, è Fangio a guidare (5), sulla coppia Clark-Schumacher (4); nei team, è ancora la Ferrari a stare davanti (17), sempre su Williams (10), con il duo Lotus e Renault in 3° posizione (7). Passiamo ai giri record: davanti a tutti troviamo Schumi e Coulthard (5) tra i piloti, e la Scuderia (14) tra i Costruttori. Infine, per numero di podi totali, al top nei piloti troviamo il duo Prost-Schumacher (11), mentre l’onnipresente Ferrari comanda tra le scuderie (49).

Michael Schumacher trionfa nel Gran Premio di Francia a Magny-Cours, edizione 2002, nella gara che gli consegna anche il quinto dei sette titoli mondiali. Il tedesco e la Ferrari sono i protagonisti assoluti dell’albo d’oro dell’appuntamento transalpino (foto da: www.racefans.net)

(1950) – Reims – Juan Manuel Fangio (ARG, Alfa Romeo)

(1951) – ” ” – Juan Manuel Fangio/Luigi Fagioli (ARG/ITA, Alfa Romeo)

(1952) – Rouen – Alberto Ascari (ITA, Ferrari)

(1953) – Reims – Mike Hawthorn (GBR, Ferrari)

(1954) – ” ” – Juan Manuel Fangio (GER, Mercedes)

(1956) – ” ” – Peter Collins (GBR, Ferrari)

(1957) – Rouen – Juan Manuel Fangio (ARG, Maserati)

(1958) – Reims – Mike Hawthorn (GBR, Ferrari)

(1959) – ” ” – Tony Brooks (GBR, Ferrari)

(1960) – ” ” – Jack Brabham (AUS, Cooper-Climax)

(1961) – ” ” – Giancarlo Baghetti (ITA, Ferrari)

(1962) – Rouen – Dan Gurney (USA, Porsche)

(1963) – Reims – Jim Clark (GBR, Lotus-Climax)

(1964) – Rouen – Dan Gurney (USA, Brabham-Climax)

(1965) – Clermont-Ferrand – Jim Clark (GBR, Lotus-Climax)

(1966) – Reims – Jack Brabham (AUS, Brabham-Repco)

(1967) – Le Mans – Jack Brabham (AUS, Brabham-Repco)

(1968) – Rouen – Jacky Ickx (BEL, Ferrari)

(1969) – Clermont-Ferrand – Jackie Stewart (GBR, Matra-Ford)

(1970) – ” ” – Jochen Rindt (AUT, Lotus-Ford)

(1971) – Le Castellet – Jackie Stewart (GBR, Tyrrell-Ford)

(1972) – Clermont-Ferrand – Jackie Stewart (GBR, Tyrrell-Ford)

(1973) – Le Castellet – Ronnie Peterson (SVE, Lotus-Ford)

(1974) – Digione – Ronnie Peterson (SVE, Lotus-Ford)

(1975) – Le Castellet – Niki Lauda (AUT, Ferrari)

(1976) – ” ” – James Hunt (GBR, McLaren-Ford)

(1977) – Digione – Mario Andretti (USA, Lotus-Ford)

(1978) – Le Castellet – Mario Andretti (USA, Lotus-Ford)

(1979) – Digione – Jean-Pierre Jabouille (FRA, Renault)

(1980) – Le Castellet – Alan Jones (AUS, Williams-Ford)

(1981) – Digione – Alain Prost (FRA, Renault)

(1982) – Le Castellet – René Arnoux (FRA, Renault)

(1983) – ” ” – Alain Prost (FRA, Renault)

(1984) – Digione – Niki Lauda (AUT, McLaren-TAG Porsche)

(1985) – Le Castellet – Nelson Piquet (BRA, Brabham-BMW)

(1986) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Honda)

(1987) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Honda)

(1988) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-Honda)

(1989) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-Honda)

(1990) – ” ” – Alain Prost (FRA, Ferrari)

(1991) – Magny-Cours – Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(1992) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(1993) – ” ” – Alain Prost (FRA, Williams-Renault)

(1994) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Ford)

(1995) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Renault)

(1996) – ” ” – Damon Hill (GBR, Williams-Renault)

(1997) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(1998) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(1999) – ” ” – Heinz-Harald Frentzen (GER, Jordan-Mugen Honda)

(2000) – ” ” – David Coulthard (GBR, McLaren-Mercedes)

(2001) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2002) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2003) – ” ” – Ralf Schumacher (GER, Williams-BMW)

(2004) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2005) – ” ” – Fernando Alonso (SPA, Renault)

(2006) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2007) – ” ” – Kimi Raikkonen (FIN, Ferrari)

(2008) – ” ” – Felipe Massa (BRA, Ferrari)

(2018) – Le Castellet – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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