F1 GP Bahrain 2019 Analisi Gara – Ferrari, dalle stelle alle stalle! A festeggiare è ancora Hamilton

E’ stato un Gran Premio del Bahrain ricco di emozioni e colpi di scena, come spesso è accaduto al Sakhir negli ultimi anni. Una gara atroce per la Ferrari e i suoi tifosi, ma soprattutto per un Charles Leclerc che, dopo la prima pole in carriera di sabato, era lanciato verso una meritatissima prima vittoria, in una gara dominata in modo regale. Un problema alla parte ibrida del propulsore di Maranello ha però tarpato le ali al monegasco, spianando la strada alle Mercedes, che ringraziano e colgono una doppietta, la seconda in altrettante gare, assolutamente inattesa, in un weekend tutto sulla difensiva.

Lewis Hamilton consola Charles Leclerc, al termine del Gran Premio del Bahrain (foto da: twitter.com)

Lewis Hamilton vince la prima gara stagionale, davanti a Valtteri Bottas, mentre Leclerc salva il podio grazie alla Safety Car degli ultimi giri, che tiene dietro Max Verstappen, 4° con una scialba Red Bull-Honda. E Sebastian Vettel? Altra domenica ‘campale’ per il tedesco, che vede sfumare le proprie chance a causa di una strategia poco avveduta e di un errore subito dopo il sorpasso subito da Hamilton, in seguito al quale avviene l’esplosione in pieno rettilineo della sua ala anteriore. Riguardo agli altri, gran gara di Lando Norris (6°), a punti davanti ad un solido Kimi Raikkonen, ad un opaco Pierre Gasly, ad Alexander Albon, per la prima volta a punti, e a Sergio Perez. Ha chiuso 11° Antonio Giovinazzi.

FERRARI – LA REAZIONE E’ ARRIVATA, MA IL PIATTO PIANGE. LECLERC STELLARE, VETTEL DA RIVEDERE

Se possibile, gli avvenimenti di ieri al Sakhir costituiscono per l’ambiente ferrarista una mazzata peggiore del debutto horror di Melbourne. Al termine di un weekend e 2/3 di gara letteralmente dominati, la Ferrari è tornata a casa con un pugno di mosche, con un 3° posto di Charles Leclerc (primo podio in carriera) ed un 5° di Sebastian Vettel, che non rispecchiano minimamente quanto visto in Bahrain. E’ stata una gara dalle tante sfaccettature per la Scuderia, sin dalla partenza, dove un Vettel molto deciso si prende la prima posizione, mentre Leclerc si ritrova alle spalle anche di Bottas. La reazione del monegasco è però quasi brutale: ripresa subito la posizione sul finnico della Mercedes, in un amen raggiunge il compagno di squadra, superandolo nel corso del 6° giro di slancio.

Il sorriso amaro di Charles Leclerc sul podio del Sakhir, dopo la vittoria sfumata causa problemi al propulsore (foto da: twitter.com/ScuderiaFerrari)

Con un ritmo indemoniato Charles crea man mano del gap su un Vettel alle prese con una monoposto non efficace come quella del compagno di box (evidentemente qualche differenza a livello di setup); giustamente, il team da la precedenza al #16 per la prima sosta, dove passa alle gialle (giro 13), fermando quindi Vettel una tornata dopo. Il tedesco subisce l’undercut da parte di Hamilton, ma le medie rendono meglio delle soft, consentendo al tedesco di avvicinarsi al rivale, fino al sorpasso del giro 23, che rimette le due SF90 davanti a tutti. In questo momento tutto sembra dire bene alla Rossa, con Leclerc che continua a guadagnare margine sugli inseguitori. Una decina di giri dopo, però, la Ferrari incorre in quello che è possibile definire come un errore strategico che, ex post, metterà in difficoltà Vettel.

Con Hamilton in affanno con gli pneumatici, Seb riesce ad aprire il gap fino ad un massimo di 5″; anziché coprire la sicura seconda sosta del britannico, il muretto Ferrari attende la mossa della Mercedes, con Lewis che si ferma al giro 34, seguito dal tedesco al giro 35. Il giro di rientro del #44 è super, consentendogli di ritrovarsi alle calcagna della Ferrari; la lotta tra i due è molto emozionante, con Vettel che prima mette in scena una difesa al fulmicotone, poi è costretto a cedere la posizione (giro 37). Subito dopo il sorpasso, però, Seb si gira in uscita di curva 4: il tedesco ammetterà il suo errore, collegando il susseguente collasso dell’ala anteriore in pieno rettifilo di ritorno alle vibrazioni causate dallo spiattellamento delle quattro ruote nel testacoda. L’obbligatoria sosta ai box rovina la gara di Seb, che torna in pista 9°, risalendo quindi in 5° posizione.

La partenza del Gran Premio del Bahrain 2019 (foto da: twitter.com/f1)

Vero, con i se e con i ma non si fa la storia, ma se Vettel fosse stato fermato prima, quando il cliff delle prestazioni delle soft di Hamilton era ormai conclamato, è decisamente probabile che la catena di eventi verificatasi di lì a poco si sarebbe potuta evitare, dato che Vettel, con il boost garantito al Sakhir dal giro con gomma nuova, avrebbe potuto gestire un margine anche di 7-8″, e non praticamente nullo come poi avvenuto. Ma non era ancora nulla, per i ‘poveri cuori’ dei ferraristi. All’incirca ad una quindicina di giri dalla fine, la Rossa del monegasco comincia a rallentare vistosamente, soprattutto in rettilineo, dove lamenta tra i 30 ed i 40 km/h di velocità in meno al normale. Manca chiaramente potenza (inizialmente si pensa all’ERS, nel post gara Binotto parlerà di un cilindro fuori uso); ciò che conta, in negativo, è che Leclerc non può far nulla per opporsi alla rimonta delle Mercedes, che lo saltano in piena tranquillità.

Nella sfortuna, un pò di buona sorte arriva grazie alla Safety Car decretata a causa del doppio stop delle due Renault; ciò impedisce a Max Verstappen di superare a sua volta il monegasco, togliendogli anche il gradino più basso del podio. Una delusione enorme e cocente, mitigata in piccola parte dal punto extra del giro veloce (1:33.411, giro 38) ma soprattutto da due considerazioni: in Bahrain è nata una stella, quella di Charles, ragazzo 21enne nato nel Principato di Monaco, che corre nel ricordo del papà, deceduto nel 2017, e di Jules Bianchi, con una freddezza e una determinazione fuori dalle righe, con le stimmate del predestinato; in più, dopo Melbourne, la SF90 ha dato una gran prova di forza su un circuito ‘vero’, seppur non suffragata alla fine dal risultato che avrebbe meritato. L’affidabilità è ovviamente fondamentale, ma è meglio avere una macchina di base molto veloce, seppur fragile (a patto di risolverne il più in fretta possibile i problemi), piuttosto che una solida ma lenta.

L’emblema della gara di Sebastian Vettel, quando l’ala anteriore collassa, subito dopo il testacoda seguito al sorpasso subito da Hamilton (foto da: youtube.com)

Capitolo Vettel: quanto accaduto ieri ha ovviamente rinfocolato il massacro, mediatico e social, nei confronti del tedesco, tornando con slogan ormai triti e ritriti. L’errore c’è stato, lo ha ammesso. Ma non bisogna dimenticare quanto fatto da Vettel nelle qualifiche (2° nonostante un unico tentativo); e benissimo ha fatto Binotto, con delle parole che hanno rincuorato un Seb sicuramente giù di corda per com’è andata a finire. Continuo a ritenere assolutamente esagerate le critiche (e le tante offese) rivolte al nativo di Heppenheim; però, bisogna sottolineare che Leclerc, questo Leclerc, può costituire un problema serio per il tedesco (oltre che per gli avversari chiaramente). Il team avrà il compito di gestire al meglio tutta la situazione, ma Seb da parte sua dovrà rialzarsi da subito sin dalla Cina. Siamo solo a 2 gare di 21 ma, guardando sempre nel box Ferrari, Charles non aspetta.

MERCEDES – HAMILTON, VITTORIA DA OPPORTUNISTA. BOTTAS 2°, MA MOLTO PIU’ IN OMBRA

Se avessero detto a Toto Wolff, dopo le qualifiche, che avrebbe chiuso anche in Bahrain con una doppietta, molto probabilmente sarebbe scoppiato a ridere. Nel deserto del Sakhir la W10 è stata lontana parente da quella che ha dominato e spaventato all’Albert Park, soffrendo per tutto il weekend in termini di guidabilità e ritrovandosi dietro (e non di poco) rispetto alla SF90. Alla fine, però, conta chi, in un modo o nell’altro, passa per primo sotto la bandiera scacchi. Ed ecco quindi che la Mercedes coglie a piene mani il ‘regalo’ della Ferrari, ritrovandosi dopo due appuntamenti praticamente a punteggio pieno, con 87 punti su 88 disponibili, e con Bottas e Hamilton in vetta alla classifica piloti quasi appaiati (44 a 43 per il finlandese).

La festa nel box Mercedes, dopo la fortunosa doppietta ottenuta in Bahrain (foto da: twitter.com/MercedesAMGF1)

Il weekend del Bahrain è tornato ad offrirci due prestazioni diverse per il duo di Brackley. Se in partenza, ancora una volta è stato Valtteri a scattare meglio, passando dalla 4° alla 2° posizione, già al secondo giro le gerarchie sono state ristabilite, con Lewis a sorpassare un compagno di box tornato in poche centinaia di metri alla posizione di partenza. Da lì in avanti, mentre il britannico ha fatto di tutto per provare a stare il più vicino possibile alle Rosse, Bottas ha vivacchiato alle spalle dei primi, ritrovandosi 2°, chiaramente, soltanto grazie ai guai di Maranello (era a 30″ da Leclerc quando quest’ultimo ha iniziato a rallentare).

Lewis Hamilton taglia il traguardo del Gran Premio del Bahrain 2019 (foto da twitter.com/F1)

Una Mercedes che, per provare a sparigliare le carte in una gara dove rivestiva chiaramente il ruolo di seconda forza, ha diversificato le strategie, con Valtteri ad affrontare lo stint centrale sulla gialla e Lewis sulla rossa. La strategia adottata per il Campione del Mondo sembrava alquanto azzardata (se non perdente), non fosse stato per il summenzionato errore nel quale è incorso il muretto Ferrari, lasciando a Hamilton la possibilità di fare l’undercut. Con un gran giro di rientro, Lewis è riuscito a rosicchiare ben 4 dei 5″ che lo dividevano da Vettel, dandogli la chanche di attaccarlo e poi superarlo con il DRS. Quanto accaduto dopo ormai è storia, ma va sottolineato l’atteggiamento cavalleresco del nativo di Stevenage, che quasi si scusa con il nuovo ‘rivale’ al momento del sorpasso, consolandolo poi nel retro podio, sottolineando più volte quanto fantastica sia stata la sua prestazione. Tanto di cappello Lewis.

RED BULL – RB15 DELUDENTE IN BAHRAIN. VERSTAPPEN 4°, GASLY 8° E GIU’ DI TONO

Dopo il buon debutto di Melbourne, ci si aspettava la prova del nove per la Red Bull-Honda su una pista probante, soprattutto per il propulsore, come il Bahrain. E i riscontri non sono stati esaltanti, segno che a Sakura c’è ancora da lavorare, idem a Milton Keynes. In qualifica solo le qualità di Max Verstappen hanno impedito alla RB15 di finir dietro ad Haas e McLaren, mentre Pierre Gasly naufragava ancora, stavolta senza errori strategici del muretto. Al via, lo spunto dell’olandese non è perfetto, mantenendo la 5° posizione con una grande prima staccata; i primi giri, però, sono difficoltosi, sgomitando in particolare con Sainz, con il quale c’è anche un contatto (che danneggerà esclusivamente lo spagnolo).

Gara complicata per Max Verstappen, che ha terminato la gara in Bahrain in 4° posizione. Peggio è andata a Pierre Gasly, solo 8° (foto da: twitter.com/redbullracing)

Riuscito l’undercut su Bottas dopo il primo pit, Max viene passato dal rivale, tornando ai margini della top-5. La Red Bull fatica molto a tenere il passo dei primi, tanto che, decimo dopo decimo, Verstappen vede la Mercedes #77 allontanarsi sempre più. I problemi di Vettel gli permettono di appropriarsi della 4° posizione e, negli ultimi giri, i guai di Leclerc paiono spalancargli nuovamente la strada verso il gradino più basso del podio; la Safety Car provocata dai ritiri delle Renault ne frustra le chance, costringendolo al 4° posto. Ha bisogno di una sveglia Gasly, che annaspa a centro gruppo per tutta la gara, chiudendo con un deludente 8° posto. E’ brutto dirlo, ma conoscendo l’ambiente della Red Bull, e Helmut Marko in particolare, c’è bisogno che il francesino porti a casa prestazioni e risultati di rilievo a breve termine. Altrimenti potrebbero esserci brutte sorprese dietro l’angolo.

GLI ALTRI – NORRIS DA APPLAUSI, BENE RAIKKONEN ED ALBON. PEREZ CONDUCE A PUNTI LA RACING POINT. DELUSIONE HAAS, DISASTRO RENAULT

Dalla durissima ed emozionante lotta di centro gruppo emerge il rampante Lando Norris che, dopo la seconda Q3 consecutiva, riesce a cogliere i primi punti in carriera, con un 6° posto da applausi che va anche a premiare una McLaren che sembra di tutt’altra pasta rispetto allo scorso anno, seppur dovendo fare i conti ancora con la sfortuna che ha colpito Carlos Sainz, fermatosi al giro 53 dopo che un contatto nelle prime fasi con Verstappen gli aveva rovinato un avvio super. Alfa Romeo ancora a punti grazie a Kimi Raikkonen, che porta a casa d’esperienza un buon 7° posto, mentre Antonio Giovinazzi migliora ma chiude subito fuori dai punti (11°). Lascia felice il Bahrain anche Alexander Albon: l’anglo-thailandese della Toro Rosso porta a casa i primi due punti in carriera (9°), vincendo il confronto interno con Daniil Kvyat, il quale ha concluso in 12° posizione.

Lando Norris ha sfoderato un’ottima prestazione, conducendo la sua McLaren fino alla 6° posizione (foto da: twitter.com/McLarenF1)

Porta a casa un punto la Racing Point, stavolta grazie a Sergio Perez, 10° sotto la bandiera scacchi; male Lance Stroll, 14° e davanti alle sole Williams di George Russell (15°) e Robert Kubica (16°). Le delusioni del weekend sono Haas e Renault. Il team statunitense, partito con ambizioni di rilievo dopo l’ottima qualifica, ha visto Kevin Magnussen remare nel traffico e terminare 13°; peggio è andata a Romain Grosjean che, dopo la penalità di ieri, è rimasto vittima di una foratura nel corso del primo giro, poi ritirandosi alla 16° tornata. Chiudiamo con la Renault. Il team di Enstone vede sfumare un doppio piazzamento a punti (Nico Hulkenberg e Daniel Ricciardo erano rispettivamente 6° e 10°) per un problema al propulsore praticamente contemporaneo, in avvio di quartultimo giro, costringendo entrambi a parcheggiare all’esterno di curva 1.

Prossimo appuntamento in Cina, a Shanghai, nel weekend del 12-14 Aprile.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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