F1, Felipe Massa: “La Ferrari ha tutto per fare bene. Ma la pressione può essere un grosso problema”

Il Mondiale 2018 di Formula 1, come ben sappiamo, ha visto Lewis Hamilton centrare il 5° titolo in carriera, eguagliando Juan Manuel Fangio, e la Mercedes il 5° Costruttori consecutivo, portandosi ad un solo titolo dal record che detiene la Ferrari (1999-2004). Il tutto nonostante per la prima volta dall’inizio dell’era ibrida, il dominio della scuderia di Brackley sia stato davvero messo in crisi dalla Ferrari, quantomeno per due terzi di stagione, o quasi.

Felipe Massa, in posa con l’allora pilota Sauber Kamui Kobayashi, sul podio del Gran Premio del Giappone 2012 (foto da: racefans.net)

Tutti poi siamo consapevoli di cosa sia successo. La morte improvvisa del Presidente Marchionne ha lasciato la Scuderia senza la sua guida carismatica, facendo emergere (come venuto fuori ad inizio 2019, ma con spifferi già a stagione 2018 in corso) dissidi e diatribe all’interno della GES, contrapponendo Maurizio Arrivabene da una parte e Mattia Binotto dall’altra, mentre in pista, tra errori di Sebastian Vettel, disastri del team e sviluppo della Mercedes, i titoli mondiali sfuggivano per l’ennesima volta.

Ad inizio Gennaio il colpo di scena, con Arrivabene sollevato dall’incarico di team principal, passato a Binotto, che dovrà gestire innanzitutto due piloti come Vettel, chiamato ad un 2019 di grande riscatto, e Charles Leclerc, campione in erba ma già con la volontà di dar fastidio (in senso buono s’intende) al titolato compagno di box (e non solo). Quindi l’enorme pressione di media e tifosi alla quale da sempre la Ferrari è sottoposta, e che negli anni ha schiacciato e messo in difficoltà le personalità più diverse e di spicco.

Felipe Massa, attualmente impegnato in Formula E con il Venturi Grand Prix, ha salutato la Formula 1 a fine 2017, dopo un quadriennio con la Williams. Inutile nascondere, però, il suo cuore da ferrarista, frutto di una lunga militanza a Maranello (2006-2013), senza contare il periodo precedente in Sauber (2002-05), nel quale comunque era in orbita rossa. Il pilota paulista, intervistato da Motorsport.com, ha sottolineato come sia proprio la pressione proveniente dall’esterno la causa di tanti problemi e difficoltà nella Scuderia.

All’interno della Ferrari molte cose si verificano o non vanno come dovrebbero a causa della pressione” – spiega Felipe – “La sentono molto e all’interno del team è stato sempre così. Ci sono stati anni in cui si è avvertita meno grazie ai tanti successi, come all’epoca di Todt. Jean era una persona dotata di grandi capacità di comando in ogni area del team. Era in grado di far collaborare i differenti reparti al meglio. Dopo di lui, le cose si sono sviluppate in maniera differente e la Ferrari adesso sente la pressione e l’obbligo di vincere. E questo è un problema“.

Pur alla prima esperienza come team principal, secondo Massa Mattia Binotto sarà in grado di svolgere lo stesso un ottimo lavoro, riuscendo dove Arrivabene aveva fallito, soprattutto nel gestire meglio il team. “Binotto è una persona molto calma ed ha la capacità di lavorare in modo tranquillo. Ora, però, si trova ad affrontare una nuova sfida. Non è mai stato team principal prima d’ora” – continua l’ex ferrarista – “Dobbiamo capire come lavorerà. Da quel che si è intuito, sarà il boss della squadra e continuerà a dirigere anche il reparto tecnico. Sinceramente credo che questa cosa sia positiva. Gli auguro il meglio, anche perché ci conosciamo sin da quando sono arrivato in Ferrari“.

Sulla stagione che è ormai alle porte, Felipe si dice convinto che la Rossa possa far bene, e condivide la scelta di promuovere Charles Leclerc al fianco di Sebastian Vettel. “Il team ha una struttura tecnica competitiva e due ottimi piloti, ha tutto per fare bene” – conclude il 37enne brasiliano – “Per me, quello che la Ferrari sta facendo con Leclerc è corretto. Questo ragazzo potrà diventare un super campione nel futuro e spero che tutto ciò si verifichi presto“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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