F1, da Whiting altolà alla terza macchina: “Ipotesi non fattibile”

Tra le proposte che ciclicamente tornano in auge nelle discussioni attorno alla Formula 1, la terza macchina per i top team è una di quelle a generare maggiori contrasti. Già a metà del decennio scorso questa ipotesi venne ventilata più di una volta, di pari passo con l’avviarsi della crisi delle sponsorizzazioni, che portò alla chiusura di team ‘privati’ storici come Arrows, Jordan e Minardi (e prima ancora la Tyrrell).

Toto Wolff, boss del team Mercedes, vuole proporre la terza macchina in griglia (foto da: 24matins.de)

L’addio, tra crisi economica e di risultati, di colossi come Honda, Toyota e BMW, al termine delle stagioni 2008 e 2009, aveva costituito ulteriore occasione per il riaccendersi di questo dibattito. Di recente, prima la chiusura dei team accolti a partire dal 2010 (nell’ordine HRT, Caterham e Marussia/Manor), poi l’attuale stato di crisi attraversato da due nobili decadute come McLaren e soprattutto Williams, ha comportato un nuovo scambio di opinioni sul tema, culminato nel fine settimana di Singapore con le dichiarazioni in proposito di Toto Wolff.

Ho idea di proporre la terza vettura al prossimo incontro dello Strategy Group” – ha ammesso il team principal Mercedes a Singapore – “La considero una bella idea, soprattutto per permettere ai top team di dare spazio a giovani piloti. Sarebbe una bella occasione per ammirare battaglie in pista tra loro e i piloti più esperti. Ed ovviamente sarebbe una via di accesso più semplice in Formula 1 per i piloti dotati di talento“.

Chiaramente si dovrebbero esaminare i costi e valutare se, da un punto di vista commerciale, potrebbe essere fattibile schierare una terza vettura per un giovane pilota” – ha aggiunto Wolff – “Personalmente sarei favorevole a questa scelta e sarei curioso di vedere cosa sarebbero in grado di fare ragazzi come Pascal, George o Esteban, ma non sono l’unico che può prendere una decisione simile. Anzi, c’è stato chi si è opposto a questa idea per motivi che rispetto. I team più piccoli non vedono bene la presenza in griglia di tre Mercedes, tre Ferrari e tre Red Bull“.

Il direttore di gara del Circus della Formula 1, Charlie Whiting (foto da: theguardian.com)

Contro una simile proposta, infatti, si sono levate varie voci contrarie. A partire dal collega Red Bull, Chris Horner: “Potrebbe essere interessante, ma gestire un team con tre macchine è complicato, pensiamo ad esempio nei pit stop. Il concetto è bello e, ripeto, interessante; ma una volta messo in pratica sarà ben più complesso. Inoltre, i team di centro gruppo non ne sarebbero così contenti“.

Anche Charlie Whiting, direttore di gara della Formula 1, si è espresso in termini simili: “Secondo me sarebbe positivo avere qualche macchina in più in griglia, ma è estremamente improbabile. E’ un discorso semplice, poiché se ci ritroviamo con un team dominante, se potesse schierare tre monoposto allora tutti gli altri non lotterebbero più per il podio, ma per il 4° posto. Se invece, come accade adesso, abbiamo tre top team di alto livello, tutti gli altri si giocherebbero dal 10° posto in giù. Da questo punto di vista, capisco bene le perplessità di alcuni“.

L’ideale sarebbe avere qualche altra monoposto in grado di vincere delle gare, ma direi che non ci possiamo lamentare, essendo il 2018 la stagione più combattuta dell’era ibrida” – prosegue Whiting – “Un buon modello è la GP3, che ha sempre avuto tre macchine per team e sarà così anche il prossimo anno, con la nuova Formula 3. E’ un modello che permette di abbassare i costi della terza vettura, risultando anche sostenibile“.

Altri problemi comportati dalla terza vettura sono gli uomini in più in circuito di cui dovrebbe disporre ogni team e la questione dell’eventuale capienza dei box dei vari circuiti. “Le regole attuali sono impostate pensando a team che schierano due monoposto” – dice il 66enne inglese – “Attualmente sono consentiti massimo 60 uomini operativi, e bisognerebbe valutarne quanti ne servirebbero in più. Io dico che una aggiunta di una decina di uomini basterebbe. I box? Basterebbe che le squadre occupassero meno spazio in pit lane, stringendosi un pò“.

Avere nuovi team nei prossimi anni? E’ praticamente impossibile in questo momento, e lo sappiamo bene” – conclude Whiting – “Chiaramente, però, possiamo lavorare per migliorare tutto ciò. Se tutto dovesse funzionare come previsto con la distribuzione delle entrate e la riduzione dei costi, allora si aprirebbero nuovi scenari“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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