F1, crociata FIA contro le differenze tra PU ‘ufficiali’ e PU ‘clienti’

Uno dei segreti di Pulcinella dell’attuale Formula 1 (o meglio, di quella dell’ultimo quindicennio almeno, se non di più), è che tra propulsori ‘ufficiali’ e propulsori ‘clienti’ ci siano differenze più o meno marcate. Non ci si riferisce, ovviamente, alla circostanza di un motorista che fornisce al team cliente un motore più vecchio, come fatto dalla Ferrari nel biennio 2016-17 prima con la Toro Rosso e poi con la Sauber (su deroga concessa dalla FIA).

Esteban Ocon, al volante della VJM10 (foto da: media.f1i.com)

Ci si riferisce in particolare a quello che succede tra Mercedes e propri team clienti, Williams e Force India (e prima ancora McLaren, soprattutto nell’ultimo biennio di collaborazione, 2013/14). E’ fatto noto che, soprattutto a livello di gestione elettronica, vi siano modalità di utilizzo del propulsore, soprattutto in ottica qualifica, non disponibili per i clienti. La FIA, come se fosse davvero all’oscuro di tutto (non ci si crede per nulla), il mese scorso ha diffuso una direttiva tecnica tra i motoristi (Ferrari, Mercedes e Renault; non crediamo Honda, visto che fornisce solo la Toro Rosso), avente ad oggetto proprio questa tematica.

In particolare, l’organo di governo mondiale del Motorsport sottolinea nella direttiva come già attualmente, all’Appendice 4, il Regolamento preveda che tutti i motori debbano essere fisicamente identici, dato che ciascuna unità è riconoscibile per un dossier di omologazione che viene redatto ai sensi della stessa Appendice. Ciò detto, la FIA sospetta (ma và) che nella realtà i motoristi non rispettino queste disposizioni.

Nella direttiva tecnica, dunque, viene puntualizzato come le power unit dovranno risultare identiche non solo riguardo al dossier di omologazione (in pratica il software), ma anche riguardo ai modi di utilizzo delle stesse, in modo da garantire una parità prestazionale di base tra propulsore ufficiale e propulsore cliente.

In più, la FIA auspicherebbe che team con la stessa power unit usassero sia lo stesso lubrificante che lo stesso carburante, pur sapendo che ci sono in Formula 1 delle differenze. La direttiva tecnica si conclude spiegando che un team cliente possa rinunciare a determinate specifiche, ma solo con motivazione adeguata.

E’ inutile sottolineare come ci sia molta curiosità intorno al futuro modo di operare degli uomini della Federazione Internazionale. In particolare sul come si articoleranno questi controlli sulle power unit e, soprattutto, come si muoveranno se dovessero risultare delle disparità non giustificate. La sensazione, ancora una volta, è che la FIA stia esagerando con la sua volontà di voler provare a regolamentare tutto il possibile, prestando però sempre il fianco a contestazioni e/o aggiramenti delle regole stesse.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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