F1, Carey: “Bisogna scendere a compromessi. Accontentare tutti è impossibile”

La Formula 1 sta vivendo una fase molto delicata della sua storia, soprattutto politicamente parlando. Dopo il passaggio di consegne tra Bernie Ecclestone e gli americani di Liberty Media, da settimane si è entrati nella fase critica delle negoziazioni sui regolamenti tecnici che caratterizzeranno questo sport a partire dal 2021. Una scadenza, coincidente con quella del Patto della Concordia, vista da tutti come un quasi anno zero per la Formula 1.

Chase Carey, CEO della Formula 1, immortalato durante il weekend di Baku (foto da: racefans.net)

Gli oggetti del contendere principali, è risaputo, sono la struttura che dovranno avere le nuove power unit e la spartizione degli introiti che, unita all’introduzione di un budget cap, nelle idee di Liberty Media dovrebbe accorciare il divario tra i top team e gli altri, rendendo la Formula 1 più competitiva e commercialmente appetibile. Una situazione, però, che si scontra con la ferma opposizione in particolare della Ferrari.

Più di una volta, infatti, il presidente Sergio Marchionne ha più o meno velatamente minacciato di ritirare il Cavallino Rampante dal Mondiale a fine 2020, se il nuovo quadro regolamentare dovesse risultare troppo insoddisfacente. Intervenuto in occasione della presentazione del Gran Premio di Spagna, il CEO della Formula 1, Chase Carey, ha spiegato come, in uno scenario come quello attuale, nelle trattative bisogna essere pronti ad accettare dei compromessi, poiché non si può ottenere tutto quello che si vuole e non si possono accontentare tutti.

Tutti credono nell’ampia visione di base che abbiamo, ma è chiaro che ci saranno sempre punti di vista diversi sul come raggiungere i vari obiettivi” – ha commentato Carey – “Dobbiamo lavorare per cercare i giusti compromessi tra i partner e le squadre. La Formula 1 non è poi così diversa da qualsiasi altra attività o entità in cui ci sono tante parti in causa. Abbiamo dei punti fermi che vogliamo rispettare, e parliamo di rendere le gare più appassionanti, migliorare la competizione e rendere il business più redditizio per chi è impegnato in pista. Penso che su tutto ciò siamo tutti d’accordo“.

Le divergenze emergono quando si entra nei casi specifici, e sappiamo che è in questa fase che servirà trovare un giusto compromesso” – ha proseguito Carey – “Partendo però da una visione condivisa da tutti, sono convinto che riusciremo a mediare una soluzione buona per ogni parte in causa. I traguardi finali che ci siamo posti aiuteranno tutti, ma nessuno otterrà tutto ciò che desidera, perché è così che funziona il mondo. Ma ribadisco che ci sarà per tutti un passo avanti, sia per chi scende in pista che per gli appassionati che amano questo sport“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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