F1, Brawn avvisa Vettel: “Leclerc non è Raikkonen”

Mancano poco meno di tre mesi al via ufficiale della stagione 2019 della Formula 1. Ragion per cui, da qui a Melbourne, passando per i test di Barcellona, ne passerà di acqua sotto i ponti. E soprattutto (e purtroppo), se ne diranno di cose.

Ross Brawn, Managing director of Motorsport della Formula 1 per Liberty Media (foto da: thecheckeredflag.co.uk)

Sin dall’ufficialità della sua promozione dalla Sauber alla Ferrari, subito dopo il Gran Premio d’Italia, Charles Leclerc è stato visto da tanti (in particolare detrattori e critici di Sebastian Vettel) com una futura fonte di problemi del tedesco, che potrebbe patire la fame, la voglia e il talento del monegasco.

A questa folta schiera si aggiunge anche Ross Brawn. L’ex ferrarista, attualmente Managing Director of Motorsport della Formula 1 per Liberty Media, si è detto convinto che Leclerc non sarà accomodante come Kimi Raikkonen nei confronti di Vettel, il quale potrebbe essere messo in difficoltà dal neo compagno di box.

Non penso che Leclerc risulterà tanto servizievole con Vettel come lo è stato Kimi in diverse occasioni. Il finlandese era il suo uomo e sapeva quali erano i confini da rispettare in squadra” – spiega Brawn, intervistato dal sito ufficiale della Formula 1 – “Leclerc ha destato un’ottima impressione, ma arrivare in Ferrari significa avere grande pressione e correre al fianco di un pluri-Campione del Mondo come Vettel“.

In base a quanto ho visto, mi aspetto che possa fare un lavoro di tutto rispetto e credo sia uno dei piloti più interessanti della nuova generazione” – prosegue l’inglese – “Sebastian ha sfoderato ottime prestazioni, giocando un ruolo importante nella crescita del team. Alla fine, però, i titoli li hanno vinti ancora gli altri. Non conosco le dinamiche e le chimiche all’interno della squadra e come funzioni il legame tra lui e la Ferrari, ma è ovvio che entrambi debbano fare un altro step“.

Quest’anno Seb ha commesso un paio di errori che possono capitare ad un pilota, ma anche la Ferrari ha commesso degli sbagli dal punto di vista tecnico, per poi avere problemi di sviluppo. Un pilota deve sempre essere convolto in discorsi simili. Quando ero alla Ferrari, se c’era qualcosa di cui non eravamo certi Michael Schumacher avrebbe sbattuto la porta per parlare con gli ingegneri fino a quando non sarebbe stata trovata una soluzione a lui gradita“, aggiunge Brawn.

La differenza tra successo e fallimento passa spesso dalle piccole cose” – conclude il 64enne ingegnere inglese – “Questi sono comportamenti che motivano anche il team e si possono vedere le situazioni da una prospettiva diversa. Non penso che in Ferrari ci sia bisogno di rivoluzionare tutto. Basta quel qualcosina in più per trovare la giusta via“.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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