F1, auf wiedersehen Niki! Il tre volte Campione del Mondo aveva 70 anni

Durante la notte, in una clinica privata svizzera dov’era ricoverato, è venuto a mancare Niki Lauda. Il Campione austriaco aveva 70 anni, e nella giornata di ieri era stato sottoposto a dialisi per dei problemi ai reni. Non era purtroppo la prima volta, negli ultimi mesi, che delle problematiche ne rallentassero il recupero dal trapianto di polmoni subito nello scorso mese di agosto; a fine 2018, infatti, una forte influenza lo costrinse ad un ricovero d’urgenza.

Niki Lauda, presidente non esecutivo della Mercedes, è morto nella notte in una clinica privata in Svizzera. Aveva 70 anni (foto da: heidelberg24.de)

A dare l’ufficialità della morte di Niki è stata la famiglia, che gli è stata vicino fino all’ultimo: “Con profonda tristezza annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente con la sua famiglia accanto lunedì. I suoi risultati unici come atleta e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili, come il suo instancabile entusiasmo per l’azione, la sua schiettezza e il suo coraggio” – si legge nel comunicato, pubblicato dal The Sun – “Un modello e un punto di riferimento per tutti noi, era un marito amorevole e premuroso, un padre e nonno lontano dal pubblico, e ci mancherà“.

Lauda, nato il 22 Febbraio 1949 a Vienna, esordì in Formula 1 nel Gran Premio d’Austria 1971 con la March, scuderia con la quale disputò il suo primo campionato completo l’anno dopo, per poi passare in BRM nella stagione 1973, nella quale colse i suoi primi punti iridati (5° a Zolder, nel Gran Premio del Belgio). Consigliato ad Enzo Ferrari da Clay Regazzoni, Niki sbarca a Maranello nella stagione 1974, andando subito sul podio (2°) alla prima gara in Argentina. E’ la stagione della consacrazione: l’austriaco chiude 4° in campionato (38 punti), anche a causa di cinque ritiri di fila nelle ultime cinque gare, ma conquista le sue prime due vittorie (Gran Premio di Spagna a Jarama e Gran Premio d’Olanda a Zandvoort), oltre alla bellezza di 9 pole position (la prima in carriera nel Gran Premio del Sudafrica, a Kyalami).

Il 1975 è l’anno del suo primo titolo, che giunge al volante della 312 T conquistando cinque vittorie (Monaco, Belgio, Svezia, Francia e Stati Uniti), un 2° (Olanda) e due 3° posti (Germania ed Italia), portando a casa 64.5 punti; in più, come nella stagione precedente, si conferma il pilota migliore sul giro singolo, con altre nove pole. Il 1976 è l’anno della ‘Grande Paura’ e dell’epico duello con James Hunt, oggetto del film Rush. A dire il vero, Niki domina la prima metà di stagione, conquistando in 9 gare cinque successi (Brasile, Sudafrica, Belgio, Monaco e Gran Bretagna), due 2° posti (Stati Uniti Ovest e Spagna) ed un 3° posto (Svezia), oltre a tre pole position.

Niki Lauda al volante della 312T durante il Gran Premio di Germania 1975, sull’iconico salto del Flugplatz, al Nurburgring (foto da: twitter.com)

Al Nurburgring, il 1° Agosto, Niki subisce l’incidente più grave della sua carriera, rimanendo sfigurato a vita. Nel corso del 2° giro, dopo essersi fermato ai box per montare le slick (era partito con pneumatici da bagnato), Lauda perde il controllo della sua Ferrati 312 T2 all’altezza della Bergwerk, scartando verso destra e schiantandosi contro il guard-rail esterno e rimbalzando in mezzo alla pista, con la monoposto subito avvolta dalle fiamme. Mentre Guy Edwards (Hesketh) riesce ad evitarlo, Harald Ertl (Hesketh) e Brett Lunger (Surtees) lo centrano in pieno e, nell’impatto, Lauda perde il casco. I tre piloti citati, insieme ad Arturo Merzario (Wolf Williams), si precipitano a soccorrerlo; l’italiano sarà colui il quale riuscirà a sganciare le cinture di sicurezza e a tirar fuori dall’abitacolo il pilota della Ferrari, aiutato poi dagli altri nel posarlo sull’erba.

In lotta tra la vita e la morte non tanto per le ustioni, quanto per aver inalato i velenosi fumi della benzina, Lauda lotta come un leone e viene dichiarato fuori pericolo il 5 Agosto. In maniera incredibile, e con le ferite ancora aperte, il nostro torna in pista già a Monza, 42 giorni dopo lo schianto, per arginare la rimonta di Hunt e anche per dare una risposta al Drake, che nel frattempo aveva ingaggiato l’argentino Carlos Reutemann, tanto che nel Gran Premio d’Italia la Rossa schiera ben tre monoposto. Niki chiude 4° a Monza, mentre nelle due gare successive a Mosport (Canada) e a Watkins Glen (Stati Uniti Est), arrivano un 8° ed un 3° posto; in Giappone, al Fuji, il ferrarista ha ancora 3 punti di vantaggio (68 a 65), ma quello che succede domenica 24 Ottobre 1976 è storia del motorsport. Un diluvio si abbatte sulla pista giapponese; Lauda, 3° in qualifica, si ritira volontariamente alla fine del 2° giro, assumendosi tutta la responsabilità. Hunt, 3° al traguardo non senza soffrire, si prende il titolo.

Niki Lauda e la Ferrari 312T2, la monoposto con la quale, nel 1977, conquista il secondo titolo mondiale (foto da: en.espn.co.uk)

Niki si rifà l’anno seguente, impostando un campionato sulla regolarità, incrementando la sua fama di ‘Computer’. Con i rapporti ormai molto freddi con Enzo Ferrari, il viennese si laurea Campione per la seconda volta con 72 punti, frutto di tre vittorie (Sudafrica, Germania ed Olanda), sei 2° posti (Stati Uniti Ovest, Monaco, Belgio, Gran Bretagna, Austria ed Italia) ed un 3° posto (Brasile), chiudendo nei primi 6 tutte e 12 le gare completate (su 17); in più arrivano due pole. Parlavamo del rapporto con il Drake: Lauda firma per la Brabham di Bernie Ecclestone e non prende parte alle ultime due gare stagionali, al Glen e al Fuji. L’avventura con il team inglese, però, sarà ben più difficoltosa delle previsioni. In due anni (e 28 GP disputati) arrivano solo due vittorie (Svezia ed Italia), tre 2° (Argentina, Monaco e Gran Bretagna) e due 3° posti (Brasile ed Olanda), tutti risultati conseguiti nel 1978; stesso discorso per la sua ultima pole in carriera (Sudafrica). Al termine di un 1979 fallimentare (appena 4 punti racimolati e la bellezza di 11 ritiri), Lauda opta per il ritiro, dedicandosi alla sua compagnia aerea, la Lauda Air.

Il 30 settembre 1981 Lauda annuncia il suo ritorno alle corse per la stagione 1982, anche se il team, ovvero la McLaren, ufficializza il suo ingaggio solo nel mese di Novembre. Alla guida della rivoluzionaria MP4/1B, la prima monoposto completamente in fibra di carbonio, Niki dimostra di saperci ancora fare, ottenendo due vittorie (Stati Uniti Ovest e Gran Bretagna), un 3° posto (Svizzera) e un totale di 30 punti, che gli valgono la 5° posizione finale in classifica. Va peggio nel 1983 (10° con 12 punti), ottenendo solo due podi nelle prime due uscite della stagione (3° in Brasile e 2° nel GP degli Stati Uniti Ovest).

Niki Lauda con le dita indica il ‘tre’, riferito al terzo titolo mondiale, conquistato il 21 Ottobre 1984 all’Estoril, nel Gran Premio del Portogallo con la McLaren. In foto si notano anche Alain Prost e, dietro, Ron Dennis (foto da: twitter.com)

Nel 1984, nonostante la presenza nel box del fortissimo francese Alain Prost, Lauda riesce ad aggiudicarsi il terzo titolo per appena mezzo punto (72 a 71.5); nel corso dell’annata arrivano cinque vittorie (Sudafrica, Francia, Gran Bretagna, Austria ed Italia) e quattro 2° posti (Canada, Germania, Olanda e Portogallo), l’ultimo dei quali, in rimonta, che gli vale l’iride. La sua ultima annata è il 1985, dove non riesce a difendere il titolo (appena 10° con 14 punti), ottenendo in Olanda, a Zandvoort, la sua ultima vittoria. Termina la carriera con tre Mondiali, 25 vittorie, 24 pole, 24 giri record e 54 podi in 180 Gran Premi (171 le partenze).

Una volta ritiratosi definitivamente, Lauda torna ad occuparsi della sua compagnia aerea, per poi rivestire il ruolo di commentatore per diverse emittenti di lingua tedesca e, tra anni ’90 e primi anni 2000, quello di consulente per team come Ferrari e Jaguar. Nel settembre 2012 viene nominato presidente onorario non esecutivo della scuderia Mercedes AMG F1, detenendone anche una partecipazione azionaria (10%); Niki è quindi il fautore principale dell’ingaggio di Lewis Hamilton che, dal 2014 ad oggi, con il team di Brackley ha ottenuto quattro titoli Mondiali.

Nico Rosberg festeggia con Niki Lauda e Toto Wolff il terzo titolo costruttori di fila della Mercedes, nel 2016 (foto da: twitter.com)

Tornando al triste presente, era speranza di tutti quella di rivedere Niki al suo posto, nel box Mercedes di fianco al team principal Toto Wolff. Purtroppo non sarà così e la sua scomparsa lascia un grande vuoto, non solo nel paddock, ma nei cuori di tutti gli appassionati. Ci mancherai tanto Niki. Che la terra ti sia lieve.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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