F1 2018 GP Brasile – Anteprima ed Orari Diretta TV

Continua il rush finale del Mondiale 2018 di Formula 1. Per il penultimo appuntamento stagionale, il Circus arriva in Sud America, con il circuito di Interlagos che ospiterà la 46.esima edizione del Gran Premio del Brasile. Lewis Hamilton ha festeggiato il quinto titolo in quel di Città del Messico e proverà, insieme a Valtteri Bottas, ad aiutare la Mercedes a chiudere i conti in Classifica Costruttori. Il vantaggio sulla Ferrari è importante, essendo di 55 punti; e al team di Brackley basterà non perderne più di 12 per incamerare l’ennesimo titolo dell’era ibrida. I ferraristi, dal canto loro, faranno di tutto quantomeno per rinviare il verdetto ad Abu Dhabi, con Sebastian Vettel a caccia di una vittoria che manca da Spa-Francorchamps. Dopo il gran weekend messicano, attenzione ovviamente anche alla Red Bull, anche se Interlagos non sembra essere così amico alla RB14, almeno sulla carta.

Vista dall’alto del circuito paulista di Interlagos, sede del Gran Premio del Brasile (foto da: twitter.com)

F1 GP BRASILE 2018: IL CIRCUITO DI INTERLAGOS

Situato a 16 km a sud del centro di San Paolo del Brasile, il circuito di Interlagos (così denominato per la presenza dei laghi artificiali Guarapiranga e Billings) viene inaugurato il 12 Maggio 1940. La Formula 1 arriva da queste parti agli inizi degli anni ’70, prima con una gara fuori calendario (1972) quindi, dall’anno successivo, in pianta stabile. Il circuito originario, lungo circa 7.960 m, ospita la categoria fino al ’77 e poi nel biennio ’79-’80. A seguito di drastici lavori di riammodernamento e di riprofilazione, il tracciato attuale vede la luce per il Gran Premio del 1990. La lunghezza scende a 4.309 m, con 15 curve (10 a sinistra e 5 a destra).

L’ingresso della pit-lane di Interlagos, come modificato negli ultimi anni (foto da: opopular.com.br)

Al termine del rettilineo dei box in salita, i piloti scollinano e affrontano la prima esse in forte discesa (sinistra-destra), ovvero la “Esse do Senna“, seguita subito dopo dalla Curva do Sol, curvone a sinistra che immette sulla Reta Oposta. Al termine di questo rettilineo, si giunge alla staccata di curva 4 (a sinistra a 90°), seguita da curva 5, di raggio più ampio, facenti entrambe parte della Subida do Lago (in origine curva unica, con senso di percorrenza contrario). Un breve rettilineo in salita conduce alla Ferradura (6-7), seguito da due tornanti lenti (destra-sinistra) da raccordare con un cambio di direzione, ovvero Laranjinha e Pinheirinho.

Il layout del circuito Carlos Pace di San Paolo del Brasile (foto da: en.wikipedia.org/wiki/Autódromo_José_Carlos_Pace)

Un ulteriore breve allungo porta le monoposto ad una curva a gomito a destra, il punto più lento della pista, il Bico de Pato (o Cotovelo). In accelerazione, i piloti si lanciano in discesa lungo il curvone Mergulho, seguito dalla staccata della Juncao, curva a sinistra che immette nell’ultima sezione. Questa, in salita e da affrontare in pieno, vede la presenza delle ultime due pieghe, ovvero la Subida dos Boxes e l’Arquibancadas, dopo la quale i piloti tornano sul traguardo.

F1 GP BRASILE 2018: IL PRONOSTICO

Dopo le vittorie di Kimi Raikkonen ad Austin e di Max Verstappen a Città del Messico, e soprattutto dopo la festa per il quinto titolo mondiale di Lewis Hamilton, si prospetta un Gran Premio del Brasile comunque interessante e con non pochi spunti. A partire dalla corsa per il titolo Costruttori. La Mercedes arriva ad Interlagos con un vantaggio molto ampio, pari a 55 punti (585 a 530), e per mettere in cassaforte il quinto in fila con una gara d’anticipo basterà non perdere più di 12 punti nel confronto con la Ferrari. Ma non sarà una passeggiata, in particolare viste le ultime due gare, dove la Mercedes (fori o non fori) ha accusato nuovamente (e all’improvviso) seri problemi nello gestire gli pneumatici, posteriori in Texas (con blistering) ed anteriori in particolare in Messico (con graining). E c’è davvero molta curiosità sul capire come si comporterà la W09 sui saliscendi della pista paulista.

Lewis Hamilton sfoga la sua felicità con i donuts, deliziando il pubblico messicano (foto da: youtube.com)

Lewis Hamilton, fresco di aggancio in albo d’oro a Juan Manuel Fangio, arriva su un circuito che non ama particolarmente, dove ha vinto solo nel diluvio del 2016, con quattro podi totali (tre nell’era ibrida), due pole e quattro giri record, oltre a ‘vantare’ due ricordi assolutamente contrastanti, ovvero gli epiloghi thrilling del 2007 e del 2008. Sebastian Vettel, dal canto suo, ha un bisogno fortissimo (soprattutto psicologicamente) di conquistare almeno una vittoria in queste ultime due gare. Una situazione per certi versi simile a quella dello scorso anno, dove proprio qui riuscì nel suo intento, riportando la Rossa al successo ad Interlagos nove anni dopo l’amaro trionfo di Felipe Massa nel 2008. Sebastian in Brasile vanta tre successi, cinque podi totali e due pole position.

Vittoria di Sebastian Vettel e 3° posto di Kimi Raikkonen per la Ferrari in Brasile lo scorso anno (foto da: formula1.ferrari.com)

Chiaramente importante in ottica Costruttori sarà l’apporto dei rispettivi compagni di squadra. Kimi Raikkonen, reduce dall’11.esimo podio stagionale (secondo miglior bottino in carriera, dopo i 12 del 2005 e del 2007), punta a chiudere al meglio la sua avventura in Ferrari, su una pista che gli rievoca il dolcissimo ricordo del titolo 2007 (unica sua vittoria in Brasile), con sei podi e due giri record. Valtteri Bottas, invece, viene da due deludenti 5° posti e proverà a ripetere il 2017, edizione alla quale risalgono la sua unica pole ed il suo unico podio (2° dietro Vettel).

Max Verstappen, durante le prove libere del Gran Premio del Messico (foto da: Twitter.com)

Merita ovviamente attenzione la Red Bull. Rientrati per ora i ‘malumori’ di Daniel Ricciardo, mai fortunato ad Interlagos (6° posto nel 2017 come personal best), i riflettori sono per il dominatore di Città del Messico, Max Verstappen. Ancora in corsa per il 3° posto iridato (-20 da Raikkonen e -11 da Bottas), negli occhi di tutti c’è ancora la splendida prestazione sul bagnato del 2016, dove ottenne un 3° posto che è anche il suo unico podio in Brasile (con due giri record nelle ultime due edizioni); se la RB14 glielo consentirà, si giocherà di certo quantomeno il podio, pur se Interlagos sulla carta non dovrebbe essere granché favorevole alla monoposto anglo-austriaca.

F1 GP BRASILE 2018: ORARI TV

Il Gran Premio del Brasile sarà visibile in diretta sia sul satellite (Sky Sport F1 HD) che in chiaro (TV8).

F1 GP BRASILE 2018 SKY (DIRETTA)

Venerdì 09 Novembre 2018

Prove Libere 1: 14:00 – 15:30
Prove Libere 2: 18:00 – 19:30

Sabato 10 Novembre 2018

Prove Libere 3: 15:00 – 16:00
Qualifiche: 18:00

Domenica 11 Novembre 2018

Gara: 18:10

F1 GP BRASILE 2018 TV8 (DIRETTA)

Sabato 10 Novembre 2018

Qualifiche: 18:00

Domenica 11 Novembre 2018

Gara: 18:10

F1 GP BRASILE 2018: PNEUMATICI E METEO

Questi i compound a disposizione in Brasile: Supersoft, Soft e Medium. I top team, nell’occasione, sono praticamente allineati. Con 9 treni di Supersoft, 3 di Soft ed 1 di Medium troviamo Hamilton, Vettel e la coppia Red Bull, Verstappen e Ricciardo (come loro anche Sirotkin (Williams), Grosjean (Haas) e Leclerc (Sauber)). Con 9 Supersoft e 2 sia Soft che Medium abbiamo Bottas (così anche Stroll (Williams), Magnussen (Haas) e Ericsson (Sauber)). Diverge di poco Raikkonen, con 8 Supersoft, 3 Soft e 2 Medium (stessa opzione per Hulkenberg (Renault) e Gasly (Toro Rosso)). Con 8 Supersoft, 4 Soft ed 1 treno di Medium abbiamo la coppia Force India, Perez ed Ocon, Sainz (Renault) e Hartley (Toro Rosso). Infine c’è la coppia McLaren, Alonso e Vandoorne, con 7 Supersoft, 4 Soft e 2 Medium.

Le mescole scelte dai piloti in vista del Gran Premio del Brasile (foto da: twitter.com/pirellisport)

Le parole della vigilia di Mario Isola, responsabile Racing Car della Pirelli: “Da questa gara non ci aspettiamo particolari novità: rispetto a quelle dello scorso anno, le tre mescole portate qui sono più morbide di uno step. I pneumatici White medium e Yellow soft del 2018 si possono infatti paragonare a soft e supersoft 2017, le due mescole usate nella strategia vincente dello scorso anno. Di conseguenza, il P Zero Red supersoft di quest’anno è equivalente al Purple ultrasoft 2017, mai utilizzato in Brasile. Quindi, la supersoft che useremo quest’anno è in realtà al debutto come grado di morbidezza. Il traffico in pista e i sorpassi fuori traiettoria sono due aspetti molto importanti da gestire a Interlagos. Anche il degrado è un fattore da tenere in considerazione, dati i carichi ai quali sono sottoposti i pneumatici nelle curve veloci, oltre alle possibili temperature molto elevate, anche se non ci aspettiamo livelli di degrado dei pneumatici particolarmente elevati in condizioni normali”.

L’anteprima Pirelli del Gran Premio del Brasile 2018 (foto da: twitter.com/pirellisport)

Il circuito di Interlagos è un circuito caratterizzato da un alto carico aerodinamico e dal tempo sul giro più breve del Mondiale dopo Monaco e l’Hermanos Rodriguez. Si gira in senso antiorario e l’altitudine (oltre i 750 metri sul livello del mare) crea qualche problema ai turbocompressori, pur se non al livello di Città del Messico. Riguardo gli pneumatici, il circuito è di criticità medio-alta. Essendo le monoposto per la maggior parte del tempo impegnate in curva, molte delle quali in appoggio, gli pneumatici sono sottoposti a carichi importanti sia longitudinalmente che lateralmente; quello più sollecitato è il posteriore destro. Il livello di stress dei freni è medio, con la frenata più importante che è quella di curva 1. Passiamo al meteo e, stando alle previsioni attuali, bisogna prestare attenzione, visto che la variabilità la farà da padrone. Cielo parzialmente nuvoloso o nuvoloso venerdì, con probabilità di pioggia costantemente tra il 25 ed il 40%, con temperature tra i 18 ed i 21 C°. Cielo nuvoloso sabato, con il rischio pioggia concentrato per le qualifiche (50%); temperature che andranno tra i 18 ed i 23 C°. Situazione identica per domenica, con un rischio pioggia anche in questo caso intorno al 50% e temperature che potranno arrivare anche ai 27 C°.

F1 GP BRASILE: ALBO D’ORO

Come sottolineato in apertura, questo weekend si celebrerà la 46.esima edizione del Gran Premio del Brasile, inserito in calendario nel 1973 (l’anno prima si disputò una gara non valida per il Mondiale) e da allora sempre presente. Per 35 volte l’evento è stato ospitato dal circuito paulista di Interlagos (1973-77 e 1979-80 nella vecchia configurazione; dal 1990 in quella attuale), mentre in 10 occasioni lo scenario è stato il circuito carioca di Jacarepaguà, Rio de Janeiro (1978 e 1981-89), oggi non più esistente, essendo stato raso al suolo per far spazio al Villaggio Olimpico delle Olimpiadi Estive di Rio 2016.

Con sei successi totali, Alain Prost è il pilota più vincente nella storia del Gran Premio del Brasile. In foto, la sesta ed ultima nel 1990, tra l’altro l’unica ad Interlagos (foto da: f1sport.it)

Il primatista di vittorie è Alain Prost, con 6 sigilli (ben 5 a Jacarepaguà e uno ad Interlagos), con Ayrton Senna a dominare la classifica delle pole position (6, delle quali 3 a Jacarepaguà e 3 ad Interlagos) e Michael Schumacher davanti a tutti per podi totali (10) e giri record (5). Passando ai Costruttori, è la McLaren il team più titolato, comandando come vittorie (12), pole position (11), podi totali (31) e giri record (10, come la Williams).

(1973) – Interlagos – Emerson Fittipaldi (BRA, Lotus-Ford Cosworth)

(1974) – ” ” – Emerson Fittipaldi (BRA, McLaren-Ford Cosworth)

(1975) – ” ” – Carlos Pace (BRA, Brabham-Ford Cosworth)

(1976) – ” ” – Niki Lauda (AUT, Ferrari)

(1977) – ” ” – Carlos Reutemann (ARG, Ferrari)

(1978) – Jacarepaguà – Carlos Reutemann (ARG, Ferrari)

(1979) – Interlagos – Jacques Laffite (FRA, Ligier-Ford Cosworth)

(1980) – ” ” – René Arnoux (FRA, Renault)

(1981) – Jacarepaguà – Carlos Reutemann (ARG, Williams-Ford Cosworth)

(1982) – ” ” – Alain Prost (FRA, Renault)

(1983) – ” ” – Nelson Piquet (BRA, Brabham-BMW)

(1984) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-TAG Porsche)

(1985) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-TAG Porsche)

(1986) – ” ” – Nelson Piquet (BRA, Williams-Honda)

(1987) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-Honda)

(1988) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-Honda)

(1989) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Ferrari)

(1990) – Interlagos – Alain Prost (FRA, Ferrari)

(1991) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1992) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(1993) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Ford Cosworth)

(1994) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Ford Cosworth)

(1995) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Benetton-Renault)

(1996) – ” ” – Damon Hill (GBR, Williams-Renault)

(1997) – ” ” – Jacques Villeneuve (CAN, Williams-Renault)

(1998) – ” ” – Mika Hakkinen (FIN, McLaren-Mercedes)

(1999) – ” ” – Mika Hakkinen (FIN, McLaren-Mercedes)

(2000) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2001) – ” ” – David Coulthard (GBR, McLaren-Mercedes)

(2002) – ” ” – Michael Schumacher (GER, Ferrari)

(2003) – ” ” – Giancarlo Fisichella (ITA, Jordan-Ford Cosworth)

(2004) – ” ” – Juan-Pablo Montoya (COL, Williams-BMW)

(2005) – ” ” – Juan-Pablo Montoya (COL, McLaren-Mercedes)

(2006) – ” ” – Felipe Massa (BRA, Ferrari)

(2007) – ” ” – Kimi Raikkonen (FIN, Ferrari)

(2008) – ” ” – Felipe Massa (BRA, Ferrari)

(2009) – ” ” – Mark Webber (AUS, Red Bull-Renault)

(2010) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2011) – ” ” – Mark Webber (AUS, Red Bull-Renault)

(2012) – ” ” – Jenson Button (GBR, McLaren-Mercedes)

(2013) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Red Bull-Renault)

(2014) – ” ” – Nico Rosberg (GER, Mercedes)

(2015) – ” ” – Nico Rosberg (GER, Mercedes)

(2016) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

(2017) – ” ” – Sebastian Vettel (GER, Ferrari)

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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