Emergenza Coronavirus, Serie A: le squadre che vogliono proseguire e chiudere anticipatamente il campionato

In attesa di scoprire l’andamento dell’emergenza Coronavirus, in Serie A ci sono tre schieramenti: c’è chi vuole proseguire e chi, invece, preferirebbe concludere il campionato anticipatamente, oltre alle squadre che non si sono ancora esposte. A spingere verso la ripresa ci sono soprattutto Lazio, Napoli e Roma, mentre Brescia, Sampdoria, Genoa e Torino vogliono chiudere adesso la stagione

Ci vorrà del tempo per scoprire se sarà possibile riprendere il campionato 2019-2020 di Serie A. L’emergenza legata alla diffusione e al contagio del Coronavirus, al secolo Covid-19, è ancora in fase di evoluzione. 

In realtà, la FIGC e la Lega Serie A puntano fortemente a riprendere la stagione o, meglio, a concluderla regolarmente. Che poi ci sarebbe da domandarsi: come può essere regolare una stagione calcistica, anche con una ripresa senza cambiamenti nel regolamento e nel format, quando è stata sospesa per due, tre o più mesi?

Ecco, proprio questa è la domanda a cui dare una risposta, perché anche qualora si riuscisse effettivamente a completare questa stagione senza intaccare la prossima, che deve essere in realtà l’unica vera priorità, da metà febbraio al momento di tornare in campo sarebbero cambiate, e cambieranno, completamente le condizioni fisiche, psicologiche e climatiche.

Insomma, quello che sarebbe dovuto e potuto essere potrebbe essere completamente diverso da quello che effettivamente dovrà o potrà essere. 

Sì, è un gioco di parole molto cervellotico e senza senso, ma sembra proprio questo il pomo della discordia tra i club che vogliono aspettare e riprendere la stagione da dove si era fermati, una volta conclusa l’emergenza, e chi, invece, preferirebbe chiudere anzitempo, anticipatamente, ora la stagione. 

A tutto questo, poi, bisogna aggiungere a posizione dell’AIC, che sembra propensa più verso l’ipotesi di conclusione definitiva del campionato, unico modo per preservare la salute e la vita dei giocatori e, soprattutto, la validità della prossima stagione.

Dicevamo che in Serie A si è creata una vera e propria spaccatura, con tre diversi schieramenti: 

  • squadre che vogliono riprendere a giocare una volta cessata l’emergenza 
  • squadre che vogliono chiudere la stagione anticipatamente 
  • squadre che non si espongono e attendono l’evolversi della situazione 

Squadre che vogliono riprendere a giocare una volta cessata l’emergenza: 

Sono otto le squadre che vogliono riprendere a giocare solo dopo la risoluzione dell’emergenza sanitaria globale: 

  • Bologna 
  • Cagliari 
  • Hellas Verona 
  • Lazio 
  • Lecce
  • Napoli 
  • Roma 
  • Sassuolo

E’ ovvio che, in tal senso, ognuna di queste squadre preferirebbe tornare a giocare per motivi soprattutto di classifica, come la Lazio, che lotta per lo Scudetto, Napoli e Roma, che rincorrono il quarto posto, e Lecce, che con l’attuale classifica verrebbe retrocessa. 

Diversamente, il Bologna, il Verona e il Sassuolo puntano sul lato umano del calcio, visto come una valvola di sfogo dopo, magari, mesi di isolamento e paura, mentre il Cagliari vorrebbe far esordire il suo nuovo allenatore. 

Squadre che vogliono chiudere la stagione anticipatamente: 

Le squadre, invece, che preferirebbero chiudere ora la stagione, senza pensare ad una possibile o ipotetica futura ripresa, proprio perché difficilmente programmabile e, soprattutto, che possa sconvolgere i calendari e mettere a rischio la prossima stagione sono quattro: 

  • Brescia 
  • Genoa 
  • Sampdoria 
  • Torino 

Se è controcorrente rispetto ad altre squadre che lottano per non retrocedere la posizione del Brescia, basata sulla volontà di riuscire più che altro a giocare la prossima stagione, le due squadre liguri, invece, con questa classifica sarebbero salve. 

Non vedendo possibilità di una ripresa a breve, ovviamente, Genoa e Sampdoria non vedono possibilità di tornare a giocare, mentre il Torino è probabilmente il portabandiera di questo schieramento, proprio perché falserebbe non solo questa, ma anche la prossima stagione irrimediabilmente. 

Squadre che non si espongono e attendono l’evolversi della situazione: 

Tutte le altre squadre, infine, non si sono ancora esposte totalmente, seppur magari abbiano già fatto capire la propria preferenza. In totale sono otto: 

  • Atalanta 
  • Fiorentina 
  • Inter 
  • Juventus 
  • Milan
  • Parma 
  • Spal 
  • Udinese 

Infatti, nonostante le critiche della Lazio e la diatriba nata in Lega, sia Juventus che Inter non si sono ancora del tutto schierate da una o dall’altra parte. 

In realtà, sia l’ufficialità della riduzione dei contratti, per un totale del 30%, cioè ben quattro mensilità, sia le tante dichiarazioni in cui si evidenziava la priorità alla salute pubblica, possono essere visti come probanti della preferenza della Juventus nei confronti dello stop definitivo, che la favorirebbe per l’assegnazione del titolo, sia per la classifica attuale, capolista, sia perché già detentrice del titolo. 

In tal senso, anche l’Inter ha praticamente in mano l’accordo con giocatori e staff tecnico per la riduzione degli stipendi, ancora una volta una mossa più per lo stop definitivo che per la ripresa del campionato. 

D’altronde, la posizione dei nerazzurri in classifica è abbastanza stabile, un terzo posto impossibile da mettere a rischio. Un po’ come la situazione di Fiorentina e Parma, che non possono avere chissà quali ambizioni sportive. 

Diversamente, la posizione attuale potrebbe favorire una preferenza per la ripresa del campionato per il Milan, visto che deve disputare la semifinale di ritorno di Coppa Italia ed è ancora in lotta per un posto che vale l’Europa.

Eppure, i rossoneri preferiscono aspettare l’andamento della situazione, così come l’Atalanta, attualmente quarta e più propensa verso la sospensione che verso la ripresa, visto che la qualificazione in Champions League sarebbe assolutamente garantita. 

Infine, molto particolari la posizioni quasi di ignavia di Spal, attualmente in zona retrocessione, e Udinese, che potrebbero preferire forse più tornare in campo che fermarsi per motivi economici e non sportivi. 

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