Emergenza Coronavirus, rivoluzione FIFA: Infantino pronto a tagliare tornei, partite e club

Ammettiamolo, l’intervista del presidente della Fifa Gianni Infantino (che proprio oggi compie 50 anni che sembrano più di 60) alla Gazzetta dello Sport è in realtà un esercizio retorico senza contenuti.

Parole, parole, parole. Al vento. Nessuna idea per decongestionare il calcio del futuro, qualche frase di circostanza sulla pausa forzata, proposte in contrasto tra loro (vuoi ridurre le partite, ma crei un torneo mostruoso come il Mondiale per Club a 24 squadre e trasformi il Mondiale vero in un carrozzone da 48 squadre? Bah).

Va beh, vediamo qualche dettaglio di questo che, più che un manifesto per il futuro, è un qualcosa che non si può scrivere in sede ufficiale (diciamo che è una cosa molto dannunziana, una cosa leggendaria e non vera, ma divertente da pensare).

Incominciamo da due temi, i procuratori e i contratti. Il presidente sostiene che, a causa dei poteri illimitati dei procuratori, ben 7 miliardi siano finiti in paradisi fiscali. Ma non dice come vorrebbe limitare tali poteri. Dopodiché parla di sacrifici da fare e scadenze da rivedere, ma non il come. Applausi e sipario.

Secondo atto, il Mondiale per club a 24 squadre: lo ha bramato e studiato per mesi e poi dice che non è una sua idea? Mah, a dire il vero è una vita che ne parla. I voti fanno piacere a tutti. Un mostruoso carrozzone come questo, che non si sa quando sarà avviato, non farà altro che congestionare i calendari. Altro che alleggerire. Altro sipario.

Terzo atto, tutto il resto: VAR indispensabile, tornei da ricominciare solo quando si potrà e nessuna indicazione sullo scudetto. E’ un bel presidente! Un Santo, un apostolo!