Decreto Crescita: dalla politica al calcio in Italia

Grazie al nuovo Decreto Crescita ingaggiare Antonio Conte, Pep Guardiola, Neymar Jr o Lionel Messi non sarà più così improbabile. 

Il Decreto Crescita (Decreto legge n. 34), pubblicato lo scorso 30 aprile sulla Gazzetta Ufficiale, prevede infatti, qualora lo applicassimo al mondo del calcio, dei risparmi fiscali per le società che hanno intenzione di ingaggiare allenatori o calciatori italiani che non risiedono in Italia da almeno due anni. 

Questo è sicuramente il caso di Antonio Conte, l’allenatore pugliese rientra, almeno per il momento, nel quadro normativo di favore concesso ai cosiddetti “impatriati“. 

Dal 1° maggio infatti chi (ri)entra in Italia, dopo due anni all’estero, riceverà una tassazione solo sul 30% del proprio stipendio per un periodo di 5 anni, a patto che rimanga però nella Penisola per almeno 2 anni. 

In altre parole se Conte prima costava circa 20 milioni all’anno (supponendo uno stipendio netto di 10 milioni), con il Decreto Crescita costerà invece tra i 12 e i 13 milioni. 

Il decreto crescita in aiuto del calcio italiano
Conte e Guardiola non più così irraggiungibili come prima

Una situazione, questa del Decreto Crescita , che potrebbe riportare in Italia persino Marco Verratti

In più tale  vantaggio fiscale, grazie al suo notevole ampliamento al Sud, potrebbe favorire notevolmente una società come il Napoli di Aurelio De Laurentis, che qualora decidesse di ingaggiare realmente Antonio Conte, lo pagherebbe, pensate, “solo” 11 milioni dal momento che le ritenute sul suo ingaggio sarebbero solo del 10%.

Alla luce di quanto detto quindi pare che elementi come Pep Guardiola, Lionel Messi o lo stesso Antonio Conte non siano più così irraggiungibili per la nostra Serie A

Anche se va detto comunque che l’estensione del Decreto Crescita non intende limitarsi solo al mondo sportivo, ma ha anche lo scopo di attirare in Italia le personalità più brillanti, professionali e talentuose di tutti i settori.

 

 

 

 

 

 

 

Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
"Non è tanto chi sei, quanto quello che fai che ti qualifica". Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Basilicata. Laureato in Lettere Moderne. Amo la scrittura, la fotografia e il calcio.
Tutti i post di Nicola Patrissi