Da vincenti a perdenti: tutti i flop e gli errori delle big

Si sa, nel calcio la pressione è una delle componenti con cui una grande squadra deve confrontarsi. La vittoria non scende mai dal cielo per grazie divina, bisogna sempre sudare e lavorare ogni giorno per essa e non ci sono scorciatoie. 

Mediaticamente poi è difficile in genere costruire un progetto vincente, perché bisogna essere in grado di sopportare gli incidenti di percorso per giungere all’obiettivo finale. 

Il calcio è fatto di cicli, un giorno si può essere la squadra più forte del mondo, mentre il giorno dopo una squadra che non è in grado di rialzarsi dalle proprie sabbie mobili. I casi più emblematici di questi ultimi anni sono senza dubbio il Milan e il Manchester United. Infatti le due squadre dei “diavoli” stanno affrontando diversi problemi. 

Quelli dei rossoneri li conosciamo tutti, FPF, fatturato, ricavi e continui cambi di proprietà e soprattutto di allenatori che si sono scontrati probabilmente con una realtà troppo difficile  per loro, ma molto spesso senza avere a disposizione i mezzi necessari per poter far bene. 

Per il Manchester United le cose stanno diversamente. Dal dopo Ferguson (2013) si è chiuso un ciclo vincente e nonostante il quasi miliardo di Euro speso nelle ultime campagne acquisti ad oggi i “Red Devils”, esattamente come i rossoneri sono lontanissimi dai fasti del passato. 

La storia molto spesso è anch’essa ciclica. Il Manchester United già all’inizio degli anni 70 ha dovuto affrontate grandi difficoltà. Con l’addio di Matt Busby addirittura arrivò  nella stagione 1973/74 la retrocessione nella Serie B inglese. Ci volle la stagione 1992/93 per far tornare lo United Re d’Inghilterra dopo anni. 

Gli anni 70 sono stati un periodo duro anche per il Barcellona, dopo il campionato vinto con Johan Cruijff nel 1973/74 c’è stato un vuoto di molti anni. I “Blaugrana” tornarono ad essere una big Europea solo con il ritorno di  Cruijff, questa volta nelle vesti di allenatore e capace di far vincere al club la prima Coppa Del Campioni.

Durante gli anni 70 anche la Milano del calcio non se la passò benissimo,  Milan e Inter in quel decennio non erano più le grandi squadre di Nereo Rocco ed  Helenio Herrera, le quali avevano dominato negli anni 60, ma erano ormai 2 squadre in netta decadenza.

I rossoneri poi rispetto ai nerazzurri pagarono i continui cambi di proprietà in quel  decennio. Furono infatti ben 4 i presidenti che dal 1972 al 1977 si susseguirono a capo della società rossonera, inoltre il “Caso Rivera-Buticchi” destabilizzò l’ambiente e i rossoneri in campo pagarono dazio con risultati molto deludenti. 

Il periodo dopo lo scudetto della stella per il Milan non fu di certo migliore del precedente, anzi, fu peggiore. 2 retrocessioni in Serie B, squadra non all’altezza per poter competere per il vertice.  Senza dimenticare il rischio del fallimento nel 1986, scongiurato con l’arrivo di Silvio Berlusconi.

Foto presente nella pagina “Facebook” ufficiale della UEFA Champions League

 

Con il ritorno del Milan ai vertici tra la fine degli anni 80 e l’inizio degli anno 90 questa volta il periodo di crisi toccò alla Juventus. Dallo scudetto del 1986 passarono ben 9 anni prima che la “Vecchia Signora” ritornasse sul tetto d’Italia.  I bianconeri pagarono soprattutto l’addio di una stella come Michel Platini. 

In Spagna a dominare la prima parte degli anni 90 fu il Barcellona di Cruijff, mentre il Real Madrid in questi anni arrancò e addirittura ebbe problemi dal punto di vista economico (Situazione assurda a pensare al Real Madrid di oggi). Solo l’arrivo in Panchina di Fabio Capello nel 1996 e la Champions 1998 fecero tornare il sereno. 

Tra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000 una squadra in crisi fu l’Inter della prima era Moratti, troppi cambi di allenatori (10 dal 1995 al 2004), molte spese sul mercato, ma all’acquisto di grandi calciatori (Vieri, Ronaldo e Zanetti) si susseguirono calciatori molto spesso non all’altezza della situazione. 

Nello stesso periodo il Barcellona dopo 2 campionati conquistati nel 1998 e 1999 ebbe una crisi societaria e tecnica e fino all’arrivo di Laporta nel 2003 i “Blaugrana” navigarono a vista e nel 2002/03 non si qualificarono neanche in Champions League. Addirittura videro l’idolo  Figo passare nell’estate del 2000 all’odiato Real Madrid. 

Anche la Juventus nel periodo post Calciopoli ebbe un periodo di crisi, calciatori molto spesso non all’altezza delle aspettative e risultati molto deludenti che spinsero la tifoseria a dure contestazioni negli anni tra il 2009 e il 2011. Successivamente arrivò Conte e la Juventus da allora è tornata ad essere una big Mondiale. 

Le ultime 2 squadre ad aver avuto crisi tecniche furono Inter e Liverpool. I nerazzurri vissero un periodo simile a quello che stanno attraversando i cugini del Milan, mentre i “Reds” dall’addio di Benitez videro lo smantellamento della squadra  e vissero un periodo abbastanza opaco. Grazie a Klopp e alla programmazione si ritornò a vincere. 

Il calcio è in continua evoluzione, ma ci sono cose che non cambieranno mai, per vincere e fare bene nel calcio serve una solida società e la costruzione di una squadra che sia un misto di giovani di qualità ma anche di Top Players veterani. 

Vivere di tentativi è solo il proseguimento di una grandissima agonia e molto spesso non bisogna valutare solo i soldi investiti nel  calciomercato, ma anche per chi e molto spesso anche se si spende si può spendere male e Milan e Manchester United ne sono l’esempio lampante. 

Bisogna fare le cose per bene, altrimenti si rischia di vivacchiare per le zone di metà classifica. I tifosi di Milan e Manchester sperano nell’inversione di rotta, ma certamente le cose dovranno essere fatte nel migliore dei modi, come ai vecchi tempi, tempi gloriosi e ormai lontanissimi nel tempo di cui rischia di rimanere solo il ricordo. 

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Luca Meringolo

Informazioni sull'autore
Laureato in Comunicazione e Dams, collaboratore di Klichè e StadioSport. Tifoso del Milan, ma sa riconoscere gli errori della sua squadra e loda anche gli avversari per i loro meriti. Obiettivo: giornalismo imparziale!
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