Coppa Italia tra il 13 e il 17 giugno: il Milan protesta

Comprendiamo il valore di poter offrire a tutti gli appassionati partite di qualità dopo il lockdown ma, sotto il profilo sportivo, troviamo discutibile assegnare un trofeo importante come la Coppa Italia con due partite in tre giorni e con le squadre in campo dopo oltre 3 mesi di fermo“.

Con questa nota cortese, ma severa, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha protestato per la decisione di FIGC e Governo di ricominciare a giocare dalla Coppa Italia. Infatti, il torneo manca ancora delle due semifinali di ritorno e della finale e tutte le partite in questione si svolgeranno in quattro giorni.

Juventus-Milan si disputerà il 13 giugno e Napoli-Inter il giorno dopo. L’atto finale sarà a Roma. A Scaroni non è andato giù il fatto di dover subito disputare, dopo tre mesi di fermo, una gara fondamentale che mette in palio la possibilità di vincere un trofeo.

Le assenze per squalifica di Hernandez e Castillejo (ci sarebbe anche Ibrahimovic tra gli squalificati, ma sarebbe stato comunque out per infortunio) non c’entrano. L’appunto di Scaroni riguarda le condizioni complessive delle due squadre, costrette a tornare in campo dopo la lunga pausa forzata non per una partita di campionato, ma per un match il cui esito sarà senza possibilità di appello.

La cosa migliore da fare, probabilmente, era spostare il trofeo a luglio per permettere alle partecipanti di riprendere un minimo di confidenza, ma così non è stato.

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