Confronto classifica Serie A 2020-2021 e scorsa stagione dopo 7 Giornate

La Serie A 2020-21 ha finora riservato diverse sorprese: Milan al comando seguito da Sassuolo, Roma e Napoli. Juventus e Inter in ritardo.

Dopo 7 Giornate di Serie A 2020-2021 contrariamente a quando si poteva prevedere a trovarsi nelle zone nobili della classifica sono un Milan rivitalizzato dalla leadership di Zlatan Ibrahimovic e il sorprendente Sassuolo di De Zerbi che, nonostante debba acquisire ancora la giusta continuità di risultati, ha ottenuto importanti successi come quello esterno sul campo di Napoli.

Queste prime sette giornate hanno un pò disatteso i pronostici Serie A con Juventus ed Inter, principali candidate al titolo, che sono incappate in qualche passo falso di troppo.

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Andiamo a raffrontare ora la classifica attuale di Serie A con quella dello scorso campionato dopo lo stesso numero di gare, per capire se, e come, siano eventualmente cambiati gli equilibri in campo.

Classifica Serie A 2020/21

Milan 17 punti (+8 rispetto allo scorso anno)

Sassuolo 15 (+6)

Roma 14 (+2)

Napoli 14* (+1)

Juventus 13 (-6)

Atalanta 13 (-3)

Inter 12 (-6)

Verona 12 (+3)

Lazio 11 (=)

Cagliari 10 (-1)

Sampdoria 10 (+7)

Spezia 8 (in Serie B)

Fiorentina 8 (-3)

Benevento 6 (in Serie B)

Bologna 6 (-3)

Parma 6 (-3)

Torino 5 (-5)

Genoa 4 (-1)

Udinese 4 (-3)

Crotone 2 (in Serie B)

* Penalizzata di un punto

Come si può ben notare, la squadra che ha ottenuto il maggior miglioramento è il Milan di Stefano Pioli, che di questi tempi lo scorso anno navigava al dodicesimo posto in classifica con appena 9 punti e aveva, tra le altre cose, visto naufragare il progetto tattico di Marco Giampaolo.

Molto bene anche Sassuolo, Sampdoria e Roma, che hanno totalizzato rispettivamente sei e due punti in più, con i neroverdi che si trovano addirittura in lizza per il primato in graduatoria. Evidentemente il progetto De Zerbi sta dando i suoi frutti, con la squadra che ne ha ormai assimilato i concetti di gioco dopo tre anni insieme.

Stesso dicasi per Paulo Fonseca, la cui impronta sulla Roma si comincia a vedere dopo un mercato di maggior qualità che ha portato in dote campioni del calibro di Pedro e Mkhitaryan, oltre a regalargli la conferma di Smalling nel pacchetto difensivo.

Ranieri, ma non era una “mission impossible”, ha rigenerato una Samp che sotto la guida di Eusebio Di Francesco stava colando a picco verso l’abisso della B lo scorso anno. Il 4-4-2, modulo che garantisce grande equilibrio e densità sulle fasce, si attaglia alla perfezione ad una squadra che ha negli esterni il proprio punto di forza: Augello, strappato allo Spezia lo scorso anno, si sta rivelando acquisto azzeccatssimo con un gol e un assist a bagnare questa prima porzione di campionato.

Per giudicare l’andamento del Napoli bisognerà invece attendere il prosieguo della stagione, dal momento che la squadra di Ancelotti si allontanò progressivamente dal vertice proprio a partire dalla mwtà del girone di andata, mentre dopo le prime sette gare conservava ancora il quarto posto in classifica.

Stesso discorso vale per la Lazio, la cui partenza a rilento fu riscattata con una serie di 19 risultati utili consecutivi fino alla sospensione del campionato causa lockdown. La squadra biancoceleste ha gli stessi punti (11) dello scorso anno, chissà che riesca a ripetere anche la stessa cavalcata.

Sorprendono in negativo, invece, i ruolini di marcia di Inter e Juventus: entrambe le squadre hanno totalizzato sei punti in meno rispetto allo scorso anno quando, a questo punto del campionato, si erano appena affrontate nello scontro diretto di San Siro e distavano di appena una lunghezza.

Per la squadra di Pirlo la sindrome da curare è quella della “pariggite”, che le è costata già otto punti, quattro dei quali persi con Verona (in casa) e Crotone (trasferta). I bianconeri accusano spesso dei cali di concentrazione come contro la Lazio quando a 15 secondi dalla fine, con la partita ormai in “ghiaccio”, è bastato un possesso perso ingenuamente da Dybala per gettare al vento altri due punti.

L’Inter paga invece la sconfitta nel derby e un po’ troppa imprecisione davanti alla porta. Un esempio: nella gara terminata 2-2 contro il Parma i nerazzurri hanno tirato ben nove volte in porta contro le tre avversarie, palesando poco cinismo per chiudere il risultato.

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