Come giocherà la Nazionale di Roberto Mancini ai prossimi Europei

Manca ormai poco al via dei prossimi Europei di calcio itineranti, che in parte verranno giocati anche in Italia, e sono diverse le questioni che continuano a tenere banco tra i tifosi azzurri.

Una delle più sentite è quella relativa al modulo che utilizzerà Roberto Mancini nella rassegna continentale, anche in considerazione del fatto che i tre impegni ravvicinati spingeranno il tecnico di Jesi ad adottare un turnover massiccio.

L’allenatore marchigiano, nel corso della sua lunga carriera e nel corso della sua esperienza da CT, ha dimostrato più volte di non essere un integralista, variando il modulo in base al capitale umano a propria disposizione ed è proprio per questo che anche tra gli addetti ai lavori regna l’incertezza.

4-3-3: il modulo più utilizzato da Mancini

Subentrato sulla panchina dopo l’esperienza da traghettatore di Gigi Di Biagio e giunto dopo i disastri della gestione Ventura, Roberto Mancini ha dimostrato di aver le idee chiare sin dalla partita di esordio contro l’Arabia Saudita del 14 maggio 2018.

Dopo quella gara vinta per 2-0 contro i sauditi, per gli azzurri sono giunte 21 vittorie, sette pareggi e due sole sconfitte e, soprattutto, sono arrivati 68 goal fatti e soli 14 subiti. Un’inversione di tendenza netta e per certi versi inaspettata, che fa ora della Nazionale di Roberto Mancini una delle squadre da battere secondo le scommesse Euro 2020.

Sino a ora, il tecnico di Jesi si è affidato prevalentemente al 4-3-3, senza disdegnare tuttavia il 4-2-3-1 nelle partite più alla portata e in alcuni fasi di gara. Resta da capire, però, come gli azzurri scenderanno in campo nella partita di esordio all’Olimpico di Roma nella gara contro la Turchia, che potrebbe già rappresentare uno snodo cruciale nel cammino dell’Italia.

In fase difensiva è un 4-5-1

Il 4-3-3 è stato il modulo maggiormente utilizzato da Roberto Mancini, ma non si tratta di un modulo statico, anzi. In fase di non possesso gli esterni offensivi si sono spesso abbassati sulla linea dei centrocampisti andando a costituire un 4-5-1 atipico, sì difensivo ma che non ha mai impedito di agli azzurri di andare a mille in fase di ripartenza.

La sensazione è che un ruolo decisivo ai fini dei risultati degli azzurri lo giocheranno proprio gli esterni d’attacco, con Insigne e Berardi che al momento sembrano i favoriti su Chiesa e Politano che invece dovrebbero partire dalla panchina.

Mai come in questa edizione dell’Europeo tra le squadre di vertice regna assoluto equilibrio e a fare la differenza saranno i dettagli.

L’impressione di tutti, però, è che l’Italia abbia tutte le carte in regola per giocarsela alla pari con le avversarie: il centrocampo formato da Jorginho, Verratti e Barella è uno dei più forti e completi dell’intera competizione e, pertanto, non ci resta altro da fare che metterci comodi e goderci le imprese dei calciatori azzurri che, dopo anni difficili, sono tornati a far sognare gli appassionati di calcio italiano.

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Carlo M.

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