Classifica 50 maglie più belle dello sport: 1° la Spagna 1986, 27° Lazio 1982

Dopo il sondaggio surreale dei francesi di RMC Sport sui migliori dribblatori della storia, anche gli spagnoli di Marca, per vincere la noia, hanno creato una sfida per stabilire quale sia la maglia più bella della storia dello sport. Di tutto lo sport, quindi qui ci sono anche divise di ciclisti, tennisti, automobilisti, ecc…

A trionfare è stato, ma guarda un po’, la maglia della nazionale spagnola ai Mondiali del Messico disputati nel 1986 ove gli iberici arrivarono ai quarti di finale.

Quella Spagna aveva ottimi calciatori, su tutti Emilio Butragueno, ma uscì ai rigori contro il Belgio. Una bella maglia, niente da dire, ma non bellissima. Se la sono cantata e suonata…

Al secondo posto la divisa della Germania ad Italia ’90. Il Mondiale che l’Italia avrebbe voluto e potuto vincere, finì invece nella bacheca tedesca e rappresentò l’ultimo vagito di quella grande selezione passata alla storia come Germania Ovest. In Italia si chiamò ancora così, per l’ultima volta, ma la Riunificazione era già stata compiuta.

Bella maglia, niente da dire.

Al 3° posto c’è una divisa cestistica, quella utilizzata dal 1978 al 1999 dai Los Angeles Lakers, mentre le divise calcistiche tornano in scena occupando il 4° e 5° posto con due diverse casacche della nazionale olandese: quella del Mondiale tedesco del 1974 e quella dell’Europeo 1988, disputato sempre in Germania Ovest.

Come diverse furono le esperienza, sconfitta in finale nel 1974 per mano dei padroni di casa e trionfo nel 1988 contro l’URSS, diversi sono anche gli stili:

 

Per me è più bella la seconda.

Dopo una divisa di football americano, la casacca da trasferta dei Chicago Bulls con l’iconico numero 23 di Michael Jordan e una ciclistica, si torna al calcio con la divisa della Francia campione d’Europa nel 1984, che arriva al 9° posto della classifica finale:

Al 10° la spettacolare maglia del Messico ai Mondiali del 1998; giunti fino agli ottavi, fortunosamente eliminati da una Germania ormai in netto declino che sarebbe poi stata travolta nel turno successivo, oltre ad un piccolo, spietato, centravanti insolitamente biondo, El Matador Hernandez, i messicani sfoggiarono questo capolavoro di sartoria. E qui Campos, il portiere-stilista, non c’entra:

El 'Matador' Luis Hernández critica el 'pobre' compromiso de los ...

Ai posti 11°, 12° e 15° tre Maradona, cioè tre maglie indossate dall’asso argentino nella sua carriera, quella del Boca Juniors, l’ultima prima della partenza per l’Europa, quella del Barcellona e quella della nazionale vittoriosa ai Mondiali del 1986. Non un granché stilisticamente, queste casacche probabilmente sono in classifica soprattutto per il loro indossatore principale.

Dopo altre maglie e altri sport, si torna al calcio con una maglia semplice, ma simbolica: è quella dell’URSS, rossa e con la scritta bianca CCCP sul petto. Semplice e patriottica.

Dopo svariate maglie di altri sport si torna al calcio con la maglia della Lazio del 1982. Lo stile è stato ripreso quest’anno.

Torniamo al 1990 e in Italia per il Mondiale: a sorprendere fu la Colombia, giunta agli ottavi ed eliminata dal Camerun del giovanissimo talento Roger Milla, appena trentottenne, che sfruttò le follie del portiere Higuita per andare a ballare con i compagni alla bandierina.

In quella nazionale c’era anche il compassato fantasista Carlos Valderrama, noto per la pettinatura particolare, la somiglianza con Sandrino Mazzola e la grande classe: eccoli qui in tutto il loro splendore, lui e la casacca, classificatasi al 30° posto:

L’ultima maglia calcistica in classifica è quella della Danimarca ai mondiali del 1986. Giunti agli ottavi, dove vennero travolti dalla Spagna con un clamoroso 5-1, gli scandinavi stupirono tutti per il gioco ed una divisa molto particolare e inedita per la loro storia: nella foto il centrocampista Jesper Olsen.

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