Chinese Super League, governo dice stop ai grandi investimenti: salary cap in Cina

Se c’è un protagonista assoluto di questa sessione invernale di calciomercato questo è il campionato cinese.

Dopo essersi assicurata le prestazioni di Tevez, Oscar e Witsel (solo per citare i trasferimenti più clamorosi), la franchigia cinese potrebbe arricchirsi di nuovi campioni: sono state declinate ma fanno ancora paura le offerte indecenti presentate al Real Madrid per Cristiano Ronaldo (300 milioni al club, 150 all’anno a CR7) e al Borussia Dortmund per Aubameyang (150 al club, 41 a stagione al giocatore). 

Per qualcuno la Cina è la nuova frontiera del calcio, destinata ad espandersi e a diventare nei prossimi anni sempre più competitiva e affascinante, ma qualcuno evoca lo spettro della bolla speculativa, simile a quella immobiliare che nel 2015 terrorizzò i mercati finanziari cinesi con relativo crollo delle borse. 

Se è vero che i club cinesi sembrano disporre di fiumi di denaro apparentemente illimitati e stanno investendo tantissimo, puntando non a giocatori a fine carriera in cerca dell’ultimo contratto multimilionario (strategia spesso adottata da club arabi o statunitensi) ma cercando di accaparrarsi il meglio del meglio del calcio mondiale, è anche vero che le società della Chinese Super League sono fortemente indebitate: spese folli che hanno sì fatto registrare il record nei guadagni nel 2016, ma l’aumento delle entrate è stato nettamente inferiore all’aumento degli investimenti. Dei 16 club della massima serie cinese non ce n’è nemmeno uno virtuoso: ogni società ha registrato in media una perdita di 74 milioni di dollari per un buco complessivo che rasenta il miliardo, secondo quanto riportato dal CSL Value Report.

Indebitarsi ora per raccogliere i frutti tra qualche anno o spese insostenibili che porteranno all’implosione della bolla cinese? Solo il tempo ce lo dirà. Nel frattempo un primo freno agli irrazionali investimenti nel calcio arriva direttamente dal governo di Pechino: secondo quanto riportato dal portale Bloomberg, l’Amministrazione Generale dello Sport cinese, incalzata dal governo, regolerà e impedirà acquisti costosi e porrà ragionevoli restrizioni sugli stipendi alti dei giocatori. I club che non rispetteranno queste regole potrebbero rischiare fino all’espulsione dalla massima lega cinese.

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