Calciomercato Gennaio 2020, tabella trasferimenti Serie B: tutti gli acquisti e le cessioni delle 20 squadre

E’ finalmente andato in archivio il calciomercato e con esso promesse e speranze; ora le squadre non hanno più scuse. Vediamo chi si è rinforzato e chi no e chi invece si è probabilmente indebolito.

L’Ascoli ha operato effettuando prevalentemente scambi: in primis un po’ di pulizia, rinviando al mittente un piantagrane come Da Cruz, tornato a Parma e spedito allo Sheffield Wednesday. Via anche Ardemagni, scambiato con Trotta in un’operazione che sembra aver soddisfatto anche il Frosinone, e anche Chaija e Gerbo.

Il primo è andato all’Entella in uno scambio con Eramo, l’altro al Crotone. Scambiato anche Lanni con Marchegiani, uno a Novara e l’altro nelle Marche, ma la curiosità è tutta per altri due arrivi, i giovanissimi Diogo Pinto e Maurice Covic, trequartista e ala provenienti da Benfica e Hertha Berlino.

Il Benevento ha sistemato l’attacco e la difesa: ceduto Armenteros al Crotone, il club del Sannio ha rilevato Moncini, valida alternativa a Coda e Sau. Per la difesa, invece, è arrivato Federico Barba.

Più corposo il mercato in uscita effettuato dal Chievo, che ha ceduto parecchia gente, per lo più esuberi, andando poi a puntellare la rosa con l’altro Vignato, il trequartista Ongenda e il terzino sinistro Renzetti.

Pochi movimenti a Cittadella: i granata hanno ceduto il deludente Celar e il poco utilizzato Vrioni e per l’attacco hanno riportato in Veneto Francesco Stanco, punta trentaduenne del Feralpisalò che militò nel Cittadella ben sei anni or sono. Un mercato funzionale, dunque.

Mercato funzionale anche in quel di Cosenza, ove sono arrivati una nuova punta, Raul Asencio, un centrale di centrocampo, Mario Prezioso e un esterno destro, Tiago Casasola; ceduti Leandro Greco, Gianluca Litteri e Mattia Trovato, poco utilizzati e sempre deludenti.

Molto interessante la sessione di mercato della Cremonese, che ha preso Celar, Vittorio Parigini, Alessandro Crescenzi e il giovanissimo trequartista del Napoli Gianluca Gaetano, cedendo Soddimo, Renzetti e Caracciolo. Da un lato, il rafforzamento del reparto offensivo; dall’altro, un certo indebolimento di quello arretrato.

Se Crotone, Chievo, Frosinone, Juve Stabia e Perugia non hanno operato in maniera particolarmente incisiva, non si può dire lo stesso dell’Empoli che ha rivoltato la squadra acquistando ben nove giocatori nuovi dando a Marino una squadra molto più forte, almeno sulla carta, di quella avuta da Bucchi e Muzzi.

Il Livorno, invece, ha combinato un bel disastro scavandosi probabilmente la fossa: sono infatti andati via in un colpo solo due difensori centrali, Gasbarro e Gonnelli, e non ne sono arrivati altri. Poi è stato spedito in Polonia l’inutile Raicevic e al suo posto è giunto in Toscana Franco Ferrari, pilone di riserva proveniente dal Bari (1 gol e 268 minuti giocati, veramente pochino).

Il Pescara ha ceduto Matteo Ciofani al Bari e Machin al Parma rinunciando ad un suo punto fermo e ha puntellato l’attacco con l’ex clivense Pucciarelli. Tutte le altre operazioni riguardano giocatori poco utilizzati.

Bel mercato quello del Pisa: via Verna, Aya, Asencio, Di Quinzio e altri e dentro Caracciolo, Vido, Pisano, Soddimo e il giovanissimo Pompetti. I toscani sembrano essersi rinforzati per provare a raggiungere i playoff.

Tre giocatori, uno per reparto, per il Pordenone: Gasbarro, Tremolada e Bocalon. Sono andati via Monachello e il terzo portiere Jurczak.

Altrettanto funzionali anche le sessioni di Salernitana, Spezia, Entella e Venezia, che hanno semplicemente rimpiazzato alcuni giocatori ceduti con un numero pari di uomini (a proposito, occhio al ritorno in Laguna di Marco Firenze in luogo di Di Mariano passato alla Juve Stabia e di Nzola andato agli aquilotti dal Trapani).

A cambiare radicalmente volto, infine, è anche il Trapani: in porta è arrivato Kastrati dal Pescara, il centrocampo ha in più fisici di Coulibaly e Odjer e l’estro di Kupisz e l’attacco la voglia di rivalsa di Biabiany. Sono andati via Cauz, Candela, Dini, Golfo, Tulli e, come detto, Nzola.