
Quarti di finale amari agli Australian Open per Lorenzo Musetti contro Novak Djokovic, l’italiano era in vantaggio di due set vinti con il punteggio di 6-4, 6-3. Sul 3-1 nel terzo parziale Musetti ha accusato un infortunio alla gamba ed è stato costretto al ritiro.
Le speranze di Lorenzo Musetti di sfatare il tabù Novak Djokovic nei tornei del Grande Slam si sono infrante nel modo più amaro possibile. Nella mattinata di mercoledì a Melbourne, il tennista italiano è stato costretto al ritiro durante il quarto di finale degli Australian Open, nonostante fosse avanti di due set e avesse pienamente in mano il match.
Sul prestigioso campo della Rod Laver Arena, Lorenzo Musetti era sceso in campo con il peso delle tre precedenti sconfitte contro Djokovic nei Major, ma ha messo in mostra una delle prestazioni più solide e complete della sua carriera.
Dopo aver vinto il primo set 6-4 e dominato il secondo 6-3, l’azzurro ha accusato un problema fisico nel terzo game del terzo set, quando il punteggio era sull’1-1. Il dolore alla parte alta della gamba destra è apparso subito evidente.
Novak Djokovic advances to the Australian Open semifinal after Lorenzo Musetti retires due to injury. pic.twitter.com/FW9E60NVZU
— US Open Tennis (@usopen) January 28, 2026
Dopo l’intervento del fisioterapista e un tentativo di proseguire l’incontro sul punteggio di 1-2, Musetti ha cercato di stringere i denti, ma le condizioni fisiche non gli hanno permesso di continuare. La decisione del ritiro è arrivata dopo due ore e otto minuti di gioco, con il punteggio che al momento dello stop recitava 6-4, 6-3, 1-3.
Al termine dell’incontro, Djokovic ha espresso parole di grande rispetto e sportività nei confronti dell’avversario durante l’intervista in campo. Il serbo ha ammesso come l’italiano fosse stato nettamente superiore per larga parte del match, sottolineando che la partita sembrava ormai compromessa dal suo punto di vista. Djokovic ha parlato di una situazione estremamente sfortunata, soprattutto considerando il vantaggio di due set e il controllo totale del gioco mostrato da Musetti, augurandogli una pronta guarigione e riconoscendo apertamente che avrebbe meritato la vittoria.
Scendendo in campo mercoledì a Melbourne, Novak Djokovic ha raggiunto un traguardo storico, diventando soltanto il terzo uomo nell’era Open a disputare 1.400 partite a livello ATP, dopo Jimmy Connors e Roger Federer. Il ritiro di Lorenzo Musetti gli ha inoltre permesso di superare Federer e conquistare il primato assoluto per numero di vittorie in singolare agli Australian Open, arrivando a quota 103 successi.
Nonostante il passaggio del turno, il serbo è consapevole che servirà un netto cambio di passo nelle prossime sfide. In semifinale lo attende uno tra Jannik Sinner, campione in carica delle ultime due edizioni, e Ben Shelton, avversari che richiederanno una versione decisamente più incisiva del Djokovic visto nei primi due set contro Musetti.
Prima dell’infortunio, il numero 5 del mondo aveva preso il controllo dell’incontro ribaltando un avvio complicato nel primo set, quando si era trovato sotto 0-2. Da quel momento, Musetti ha imposto il suo ritmo, strappando il servizio a Djokovic cinque volte nei primi due set, come evidenziato dalle statistiche Infosys. Il serbo, alla sua prima partita dal sabato precedente dopo il passaggio del turno per walkover contro Jakub Mensik, ha faticato a trovare continuità e ritmo da fondo campo.
Al termine del match, Djokovic ha analizzato con lucidità le difficoltà incontrate. Ha spiegato come la strategia iniziale avesse funzionato solo nei primi game, prima di crollare sotto la pressione del gioco dell’italiano. Il serbo ha riconosciuto la capacità di Musetti di allungare gli scambi, variare costantemente il ritmo e rendere imprevedibile ogni punto, sottolineando anche le condizioni di vento che hanno complicato ulteriormente la gestione del gioco offensivo. Nonostante qualche piccolo fastidio fisico, Djokovic ha chiarito che il vero problema è stata la mancanza di feeling con la palla nei primi due set, attribuendo gran parte delle difficoltà alla qualità dell’avversario.
A Melbourne, Djokovic è a caccia dell’undicesimo titolo agli Australian Open e del 25º Slam in carriera, un record assoluto. A 38 anni, è il secondo semifinalista più anziano nella storia del torneo in era Open, alle spalle soltanto di Ken Rosewall, protagonista nel 1976 e 1977. L’ex numero uno del mondo ha raggiunto la semifinale negli ultimi cinque tornei Major disputati, senza però riuscire a superare questo turno.
Per Musetti, il ritiro ha avuto un peso enorme anche in chiave ranking. Con l’accesso alla semifinale, il 23enne azzurro sarebbe salito fino alla terza posizione del ranking ATP Live, centrando la terza semifinale Slam della carriera. L’italiano entra però comunque nella storia, diventando il primo giocatore dell’era Open a ritirarsi in un quarto di finale Slam dopo aver vinto i primi due set.
Queste le parole di Lorenzo Musetti dopo il ritiro amaro per infortunio:
“Oggi ho giocato una delle migliori partite della mia vita, per importanza e per pesantezza di palla, mettendo in difficoltà il giocatore che più ha vinto nella storia del tennis. Questa è la cosa che più mi fa arrabbiare, non capisco il motivo di questi infortuni. All’inizio del terzo set ho sentito male alla gamba destra ma non avrei mai immaginato di dover lasciare il campo infortunato, ed è doloroso. Sono arrivato a prendere una smorzata e, quando sono tornato a rispondere, ho sentito qualcosa nella parte alta della gamba. Nel terzo game del secondo set ho detto al team che mi ero fatto male e mi hanno detto di stringere i denti. Ho continuato a giocare perché per il resto mi sentivo molto bene, ho continuato, ho giocato, ma il problema non andava via. Quando, dopo il medical time out, sono tornato in campo ho sentito il dolore crescere”.


