Assegnato a Paolo Maldini il premio “Azeglio Vicini”

Paolo Maldini ha ottenuto il premio “Azeglio Vicini“, un riconoscimento di pregio che viene assegnato annualmente a chi porta avanti i valori di equilibrio, professionalità e correttezza che ebbe a cuore il CT dell’epoca delle “Notti magiche“.

Il dirigente rossonero, ex leggendario terzino e difensore centrale che venne allenato in azzurro da Vicini per molti anni, sia nell’Under-21 sia in Nazionale maggiore, sarà premiato ad aprile, il 5, al Grand Hotel da Vinci di Cesenatico, in una cerimonia organizzata dal Panathlon Club Cesena, una società sportiva di cui Vicini fu presidente onorario.

Maldini succederà a Marco Tardelli e a Fabio Capello, che furono premiati nella prima e seconda edizione. La cerimonia viene organizzata dal 2018, anno della scomparsa di Vicini.

Se dici Paolo Maldini, dici tantissimo: è stato uno dei più grandi difensori del mondo, capitano di Milan e Nazionale, a cui mancò solo il successo in azzurro. Per pochissimo.

Azeglio Vicini (1933-2018) iniziò la carriera da allenatore a Brescia, ma dopo appena un anno di carriera lasciò i club ed entrò nei quadri del settore tecnico della Nazionale arrivando a guidare l’Under-23 nel 1975 e la 21 l’anno dopo.

Dopo dieci anni fruttuosi anche se sfortunati, nel 1988 arrivò per lui la grande chance della Nazionale maggiore, dove raccolse la pesante eredità di Bearzot. Dopo un buon Europeo nel 1988, concluso in semifinale contro l’URSS, arrivò il Mondiale in Italia del 1990.

Poteva essere un trionfo, doveva esserlo per molti, ma la sfortuna fu ancora compagna degli azzurri e la semifinale contro l’Argentina sancì l’addio al sogno e fece nascere un rimpianto che il terzo posto finale non poteva lenire e che dura ancora oggi. La storia di Vicini con la Nazionale terminò nel 1991 dopo un disastroso girone di qualificazione all’Europeo del 1992. Al suo posto arrivò Arrigo Sacchi.