Analisi Juventus-Milan 2-1: partita troppo condizionata da Fabbri, così si rischia di falsare il campionato

Analisi Juventus-Milan 2-1: non è possibile che i rossoneri tornino a casa con 0 punti dopo una prestazione del genere. Arbitraggio completamente inadeguato che ha condizionato irrimediabilmente il risultato finale. La Juventus è più forte di ogni altra squadra, almeno in Italia, e non dovrebbe aver bisogno di aiuti del genere per vincere le partite. Il Milan ha sfoggiato il miglior abito mai indossato in questo 2019, ma la sconfitta pesa come un macigno in classifica

Una cosa è certa: questo Milan ha stupito tutti ed ha mostrato che, nonostante 1 solo punto in 4 partite, è più vivo che mai.
Pesa non aver portato a casa punti, pesa la sconfitta, pesa il fiato sul collo delle inseguitrici. Pesa tutto, a maggior ragione perché ieri la squadra avrebbe meritato non solo il pareggio, ma probabilmente anche il bottino pieno.
Non è da tutti andare allo Juventus Stadium e mettere così in difficoltà la corazzata bianconera, che entra in tilt e non riesce a bloccare le scorribande rossonere, che arrivano sempre e con facilità alla conclusione da dentro l’area, soprattutto grazie agli inserimenti senza palla dei centrocampisti.

Dopo qualche occasione fallita, arriva il fallo di mano nettissimo di Alex Sandro, con Fabbri che viene chiamato al Var.
Il direttore di gara, però, dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza quando la posta in palio è alta e, come spesso accaduto in altre partite, pur dinanzi all’evidenza delle immagini del monitor decide di confermare la sua decisione.
Arroganza? Presunzione? Malafede? Ripudio verso la tecnologia? Non sappiamo rispondere, ma la storia di questo arbitro dice che non cambia quasi mai idea neanche quando viene supportato dalla tecnologia. E questo fa venire i brividi.
La presenza del Var dovrebbe servire per assottigliare il margine di errore, ma Fabbri sembra avere un certo astio verso questo mezzo e preferisce perseverare nell’errore piuttosto che fare un passo indietro e cambiare la sua scelta facendo giustizia.

Il protocollo Var ha funzionato (nel primo tempo) alla perfezione: palla fuori ed arbitro chiamato per rivedere tutto. Se, poi, l’arbitro non è in grado di ammettere la sua svista la colpa non è certo della tecnologia.
Questo, però, è un episodio che condiziona pienamente l’intera economia della gara.
Perché? Presto detto. Se, infatti, pare inizialmente non incidere molto perché il Milan trova subito il vantaggio, le scorie di questo episodio si vedranno nel secondo tempo.

juventus-milan

Il pareggio della Juventus arriva per una ingenuità di Musacchio (che si fa bruciare in area da Dybala che poi è furbo a cercare il contatto mettendo la gamba sulla linea di scivolata del difensore) che causa il rigore, ma ciò che fa discutere sono le altre due occasioni in cui ci poteva/doveva stare il rigore per il Milan.

1) Mandzukic, in area di rigore, strattona Castillejo. Lo spagnolo lo aveva superato ma il croato da dietro gli mette una mano sulla spalla e lo sbilancia, facendogli perdere il passo.
2) Ancora Mandzukic. Sugli sviluppi di calcio d’angolo sgambetta Romagnoli a palla lontana, ma pur sempre in gioco.
Sarebbe stato rigore e secondo giallo (quindi cartellino rosso) per l’attaccante croato, che come se non bastasse va testa a testa con Piatek che, accortosi della scorrettezza ai danni del suo capitano, redarguisce il collega bianconero.

Perché il Var non è intervenuto in questi due episodi? E’ plausibile che Calvarese, addetto al controllo Var, si sia trovato in grande difficoltà a causa della condotta di Fabbri nel primo tempo. “Se non mi ha dato retta in un episodio così plateale come il fallo di mano perché dovrebbe ascoltarmi adesso?” avrà pensato Calvarese.

Rimane un rammarico enorme per il Milan, che subisce anche la beffa del gol di Kean a causa di un disimpegno errato di Calabria ed esce dallo Stadium con 0 punti, nonostante l’assalto finale che spinge la Juventus ad arroccarsi nella propria area di rigore a difesa del risultato.

Parlando della prestazione, non si può non sottolineare l’atteggiamento coriaceo dei rossoneri, che entrano in campo con determinazione, fraseggiano bene, costruiscono moltissime occasioni da gol e riescono, finalmente, a imbastire una pressione alta a tutto campo che mette in crisi i bianconeri.

Con questi presupposti e questi segnali i tifosi rossoneri devono comunque continuare ad aver fiducia nella squadra per il rush finale, arbitri permettendo: adesso gli errori arbitrali iniziano a pesare, soprattutto quando giungono in momenti decisivi come il mancato rigore concesso al Milan a Roma contro i giallorossi, quando Kolarov ha affondato in area Suso, o come quando la settimana scorsa contro la Sampdoria non sono stati concessi due rigori netti (soprattutto il secondo quasi al 90′) ai rossoneri.  

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Gabriele Arcifera

Informazioni sull'autore
Vivo a Roma e sono laureto in Scienze politiche e relazioni internazionali alla Sapienza. Amo il calcio e la mia passione mi spinge a mettermi quotidianamente alla prova con un solo sogno nel cassetto: diventare un grande giornalista sportivo.
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