Altro lutto nel mondo del calcio: morto Papa Bouba Diop a 42 anni

Il 2020 è a tutti gli effetti un anno nero per il calcio. Dopo qualche giorno da Maradona, ad abbandonare questa terra è Papa Bouba Diop, a soli 42 anni (sarebbero stati 43 a Gennaio) a causa di un male incurabile. Centrocampista senegalese, eroe di quella squadra rivelatasi grande sorpresa nel mondiale in Corea e Giappone del 2002.

Di lui si ricordano proprio le grandi prestazioni che lo hanno presentato al mondo durante quell’edizione mondiale, la prima per la sua nazionale. Il match inaugurale fu proprio contro la ex madrepatria Francia (campione del mondo uscente del 1998) vinto, con la grande sorpresa di tutti, proprio dalla squadra senegalese con un goal di Diop al trentesimo del primo tempo. Il ballo di gruppo attorno alla bandierina per festeggiare quel gran goal ha rappresentato una delle immagini più belle di quel mondiale.

il centrocampista senegalese con la maglia di quel sorprendente collettivo ai mondiali del 2002 – fonte: profilo Twitter del suo connazionale Sadio Mane

La vittoria con la Francia non fu l’unica sorpresa di quell’edizione per i giocatori del Senegal. La squadra africana passerà sorprendentemente la fase a gironi, anche con una doppietta dello stesso Diop contro l’Uruguay ed eliminò la Svezia agli ottavi di finale. Il loro glorioso cammino si interromperà contro la Turchia, vincitrice dei quarti. Nello stesso anno, il Senegal di Diop e del c.t. Bruno Metsu (morto prematuramente anche lui nel 2013) arrivò secondo in Coppa d’Africa, affermandosi definitivamente non più come una grande sorpresa destinata a sfumare nel tempo ma una conferma nel calcio “dei grandi”.

Queste grandi prestazioni hanno portato Papa Bouba Diop ad essere addirittura candidato per il Pallone d’Oro 2002, vinto dal “fenomeno” Ronaldo, condottiero del suo Brasile laureatosi campione del mondo quell’anno.

Ripercorrendo la carriera del centrocampista senegalese ci si rende conto che il grande mondiale vissuto dalla sua nazionale, anche grazie al suo decisivo apporto, lo farà conoscere nei campionati più importanti del vecchio continente. Dopo essere arrivato per la prima volta in Europa nel 1996 con il Neuchatel Xamax e aver vinto un campionato svizzero con i Grasshoppers nel 2001, passerà al Lens, in Francia, dove giocherà dal 2002 al 2004 per poi iniziare la sua esperienza in Premier League al Fulham e al Portsmouth fino al 2011. Dopo una breve parentesi in Grecia, all’AEK Atene (dove vincerà una coppa di Grecia) tornerà in Inghilterra per concludere la sua carriera tra Birmingham e West Ham, prima del definitivo ritiro dal calcio nel 2013. Complessivamente in 300 partite Diop ha segnato 28 goal con le maglie dei vari club, conditi da altri 11 centri in nazionale.

Papa Bouba Diop ai tempi del Fulham – fonte: profilo Twitter Fulham

Come accaduto per Maradona, anche la morte di Papa Bouba Diop porta via un’altra anima vera del calcio, quello di strada, fatto di riscatto, determinazione e redenzione finale, che ha saputo riunire nelle sue giocate e nelle sue vittorie, l’essenza ed i desideri di un unico popolo portato, con lui, alla ribalta.

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