ADRENALINA – Riviviamo la 21^ giornata di Serie A

Zaza e Berardi

Ciak, anzi ex si gira e si segna

E’ stato il fine settimana degli ex, di quelli che ieri giocavano con una maglia, oggi giocano con una diversa e quando incontrano il proprio recente passato, lo serbano, ma a suon di gol. E’ nutrito l’elenco dentro questa 21° giornata, sembra un film, ciak, anzi ex si gira e si segna: parte Fabio Quagliarella, alla Samp si consacrò, e la Samp fa affondare con una tripletta che permette invece al suo Toro di liquidare la Doria e bissare il trionfo nella Milano nerazzurra, di sette giorni prima. Gli fa compagnia, in questo ballo del gol degli ex, Mauricio Pinilla, che sente contro il Cagliari sapore di ex e, lo punisce con una rovesciata improvvisa e fatale, arrivata nei minuti finali: fa volare la sua nuova dea atalantina, fa piangere il suo vecchio amore cagliaritano. Menù del pomeriggio domenicale che viene rigorosamente rispettato anche nel by night tra il Milan ed il Parma: l’iniziale vantaggio milanista viene pareggiato da Nocerino, che quando giocava nel Milan, proprio al Parma una sera ne fece tre. Il colpo di grazia al Parma chi glielo dà? Ma ovviamente Zaccardo, ex che nel ducato ha dato molto e corso di più. Sembra che gli ex, nell’ultima giornata, si siano messi d’accordo, per andare a rompere le scatole e le reti, delle loro ex squadre.

Gabbiagol, la medicina di Benitez per restare ad alta quota

Bigon e De Laurentiis se lo sono assicurati con largo anticipo ed hanno fatto bene. Manolo, anche con la maglia azzurra del Napoli, non si è dimenticato di fare quello che faceva con la maglia blucerchiata della Samp: segnare, incidere, facendo spesso portare a casa, con i suoi gol, la posta piena delle partite. Gabbiagol, che con il Napoli si esprime con il 23 sulle spalle, permette inoltre ai partenopei di sfatare un tabù che durava ormai da troppo tempo: battere la bestia nera chiamata Chievo, che all’andata prese alla banda di Rafa Benitez tre punti. Ora il Napoli è a meno quattro dalla Roma e, con un Gabbiadini in più poi, non ha nessuna intenzione di fermarsi.

Papà Di Francesco si toglie tre sassuolini dalla scarpa

All’andata non gli pareva vero: ma come, ancora 7 gol, ancora dall’Inter. Da quel pesante cappotto, il buon Eusebio deve avere meditato la propria vendetta alla squadra nerazzurra. Lui l’ha pensata, i suoi scugnizzi là davanti, l’hanno eseguita. Come battere una ferma Inter con la mobilità di un tridente perfetto, che farebbe spegnere le sigarette e ripensare al calcio persino a Zeman. Sinistro di Zaza, meraviglia ed 1 a 0. Destro di Sansone, magia, 2 a 0. In mezzo il gol di rapina di Icardi (che poi ruba ai tifosi quello che gli spetta: le critiche e gli insulti) e dulcis in fundo, il rigore chirurgico di Berardi: Za-Sa-Be, no, non è una nuova salsa da scoprire al ristorante giapponese, ma l’acronimo, dolcissimo per i tifosi sassolesi, speranzoso per quelli della nazionale italiana, del tridente coi fiocchi di mister Di Francesco, un papà per i suoi piccoli ma già grandi bomber e per tutta la sua pimpante tribù neroverde, che corre, gioca, segna e diverte. Era da quel sette a zero, anzi forse dal primo sette a zero dello scorso anno, che Eusebio stava pensando ad una vendetta, che con i suoi terribili punteros, ha portato a compimento.

Roma senza capoccia scialacqua ancora

Quello che sembrava essere solo un momento no, ora sta diventando una sentenza, amara per chi, fino a poche settimane fa, era ad un tiro di schioppo dalla Juventus: questa Roma è malata di pareggite. Già in questo inizio d’anno si intuivano i primi sintomi: incapacità di risolvere le pratiche, scarsa vena realizzativa, gioco che si adagia su ritmi non altissimi. Ora, dopo l’ennesimo pareggio in casa, maturato sabato sera contro l’Empoli, che oltre ad essere come di consueto organizzato questa volta ha anche preso un punto. Dopo il big Mac di Maccarone non ordinato da Garcia e digerito a freddo, quando Rudi si aspettava che la fame fosse un requisito più dei suoi che degli empolesi, ecco il sinistro di Maicon, che quando Destro è partito e mentre Doumbia ed Ibarbo non sono ancora arrivati, sfrutta tutte le sue precise doti da bomber di scorta ed inventa un tiro preciso come un delicato colpo di biliardo. Roma, solo riflettendo bene su questi pareggi, puoi, tu sola, ritrovare i giusti ingranaggi per continuare a volare ed arrivare a sfidare la signora, cui l’ostica Udinese di mago Stama toglie due punti, guarita, ritrovata, spietata. Insomma la vera Roma del vero Garcia, non questo surrogato che pareggia e rosica.

Luca Savarese

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