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FORMULA 1 | Lewis Hamilton, il campione che ti aspetti

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Lewis Hamilton

“E’ da venerdì mattina che ve lo dico, sono io il più veloce, vinco io!” sembra aver esclamato questo Lewis Hamilton non appena uscito dall’abitacolo della sua McLaren al termine della gara. Ha aperto le braccia un piccolo inchino e poi via di filata verso il podio e la festa.

Tutti volevano una conferma da lui, forse anche lui stesso. E quale miglior modo se non quello di chiudere la visiera e tirare fuori tutta la rabbia fin dal primo giro del venerdì mattina? I set up migliorati dell McLaren gli sono stati dietro, la macchina era reattiva e incollata sullo sporco asfalto di Budapest. La McLaren finalmente sembra essere uscita da una parentesi grigia e depressa delle gare precedenti. Gli Inglesi sanno sempre come correre, non demordono facilmente, c’era da aspettarselo e Lewis, nel bene e nel male, è il vero condottiero della squadra.

Un GP d’Ungheria che non ha regalato sorpassi determinanti, nessuna emozione profonda in questi termini. Bello il duello tra le Lotus, buono il sorpasso tentato da Alonso nel momento in cui si è trovato davanti Vettel. Per il resto tabula rasa. Questa pista vuole questo, si gioca sui tempi, sulle strategie; tutto sa di una F1 dei primi anni 2000 dove le tattiche facevano tutto. Da un parte è un peccato, dall’altra forse è anche bello avere in calendario una gara spigolosa per tutti.

Già, spigolosa, forse troppo per la Ferrari. Lui in primis e ttti i mass media dicono che ha addirittura allungato sul diretto inseguitore Webber. Vorrei dissocirami e sottolineare un fair play povero dato che è risaputo che l’australiano è tra top-driver più scostanti. Il campionato lo si deve fare su Vettel e su Hamilton, il resto porta via solo attenzioni e a volte, come le due Lotus sul podio di domenica, anche punti pesanti.

Accettiamo pure che non su tutti i circuiti si può andare bene, ma prendere un distacco così evidente da Mc, Lotus e RBR è un passo indietro evidente, il mignolino del piede contro uno spigolo, molto, molto fastidioso.

Il campionato è ancora lungo, mancano nove gare al termine. Ci saranno circuiti conosciuti e bramati dagli stessi piloti come SPA, Monza, Suzuka e Interlagos ma ci sono anche i circuiti lotteria come Singapore e il nuovo arrivato ad Austin, dove bisognerà tirare fuori davvero qualcosa di più e presentarsi da subito lucidi, come Lewis in questo week end.

Ora tutti al mare, a rinfrescare le idee e i muscoli, sottoposti ad una tensione vibrante in questi mesi.

Bisognerà saper sempre chiedere il massimo dai propri mezzi e talvolta rischiare qualcosa come Vettel domenica quando ha provato a superare Grosjean con un pit stop aggiuntivo per poi fare gli ultimi giri di gara con il coltello tra i denti. Da applausi.

Buone Vacanze a tutti, il prossimo GP lo seguiremo direttamente dalla pista di Spa-Francorchamps!

Paolo Gravino

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